martedì, febbraio 07, 2012

Roma sotto la neve è uno spettacolo (politico) nello spettacolo (umano). Spettacolo o tragedia? O addirittura tragicommedia? Difficile dire. Comunque sia, lasciamo la parola all' amico Carlo Pompei(*), perspicace osservatore dell'universo antropico romano, trovatosi, come scoprirete, a svolgere attività di soccorso, anche psicologico, a non pochi concittadini sull'orlo di una crisi nervi. Buona lettura. (C.G.) P.S. L'ottimo post di Pompei fa il paio con il gustoso pezzo del misterioso e bravissimo Marlowe, uscito oggi sul "Tempo" : http://www.iltempo.it/interni_esteri/2012/02/07/1321112-spetta_romani_spalare_neve.shtml . Di nuovo buona lettura. (C.G.)
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Roma + neve = emergenza

La Capitale in bianco… e nero

di Carlo Pompei
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Assistiamo attoniti alla lunga diatriba (sterile) fra sindaco di Roma e capo della Protezione civile relativamente alle responsabilità sulla gestione dell’emergenza neve a Roma. Partiamo da un presupposto lessical-etimologico: “emergenza”, qualcosa che emerge, che spunta fuori, cioè che si distingue dal normale svolgimento degli avvenimenti. Senza voler difendere o attaccare nessuno - non per paura di essere querelati, ma per rimanere con i piedi ben saldi a terra, nonostante il ghiaccio - possiamo tranquillamente affermare che la situazione poteva essere gestita sicuramente meglio, ma prima che iniziasse a nevicare.

Abbiamo soccorso persone in preda a crisi di panico e in lacrime, abbiamo montato catene su automobili di persone che fino a venerdì scorso le avevano viste soltanto nei documentari, ma abbiamo visto anche vigili urbani che trattavano i romani in panne come se fossero altoatesini ubriachi di grappa. Non tutti gli agenti della polizia municipale si sono comportati come se la colpa della precipitazione nevosa fosse degli automobilisti. Alcuni sono stati per ore fradici e infreddoliti in nodi nevralgici con dedizione e stoico attaccamento al proprio dovere.

Abbiamo visto mezzi di soccorso fermi in attesa di ordini a dieci metri di distanza da autobus in difficoltà carichi di persone terrorizzate. Abbiamo assistito a manovre sprezzanti del pericolo e non curanti dell’altrui incolumità da parte di sbruffoni dotati di “suv”, ma abbiamo visto anche automobili “di servizio” fare strada ad uno spazzaneve e non viceversa.

Che cosa vogliamo arrivare a dire? Che, anche a costo di essere deriso e denunciato per procurato allarme, il sindaco di Roma avrebbe dovuto dire: “Venerdì tutti a casa, chi vuole uscire lo fa a proprio rischio e pericolo”. Una decisione pilatesca? Sicuramente, ma a fin di bene. Anche perché aveva già deciso – saggiamente – la chiusura delle scuole. Questa paura di “fare politica” anche nei fatti che sembrerebbero marginali, ha costretto il Primo cittadino a giustificarsi fantozzianamente leggendo foglietti davanti alle telecamere discutendo su centimetri e millimetri di precipitazione nevosa. Il problema “italiota” rimane sempre quello di voler trovare un pretesto per attaccare gli avversari politici, dimenticando, appunto, il vero scopo della politica, cioè quello dell’amministrazione e della gestione del territorio. Gli stessi che si lamentavano di dover lasciare il proprio figlio a casa venerdì mattina a causa delle scuole chiuse, hanno attaccato il sindaco per essere rimasti bloccati nel traffico nel pomeriggio. Immaginate che cosa sarebbe successo se si fossero precipitate in strada tutte quelle persone e quei mezzi necessari al normale svolgimento delle lezioni. Ci sono obblighi inderogabili, direte voi, e siamo d’accordo, ma quanti tra quelli impantanati ne avevano? Fornire loro una scusa per rimanere a casa con i propri figli avrebbe risolto d’un colpo due problemi. Inoltre, a volte, dover/voler risolvere un compito procrastinabile, anziché portare una soluzione, arreca un altro problema.

A dimostrazione di quanto abbiano funzionato le cose non gestite da ordini politici superiori, ma in totale indipendenza di azione, vi è l’encomiabile lavoro svolto dal corpo dei vigili del fuoco anche in stradine periferiche ostruite dal crollo di rami e alberi interi. Anche sul coordinamento politico, quindi, qualcosa ci sarebbe da dire. Lasciamo stare: non alimentiamo una stupida polemica, ma speriamo che la prossima nevicata i romani la guardino dalla finestra di casa, piuttosto che dal finestrino appannato dell’automobile. E riflettiamo tutti sul significato di “emergenza”…
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Carlo Pompei


(*) Carlo Pompei, classe 1966, “Romano de Roma”. Appena nato, non sapendo ancora né leggere, né scrivere, cominciò improvvisamente a disegnare. Oggi, si divide tra grafica, impaginazione, scrittura, illustrazione, informatica, insegnamento ed… ebanisteria “entry level”.

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d’accordo.
Infatti siamo alle solite: di fronte alle difficoltà, i romani si piangono addosso(fortunatamente non tutti). La nevicata di venerdì su Roma(considerata dai romani abbondante, allora le altre regioni colpite cosa devono dire?) ha creato pesanti disagi. Ma dov’è l’altruismo che si dimostra quando Legambiente ci chiede di dare una mano a ripulire parchi, spiagge ecc.? Sotto i riflettori siamo tutti bravi, con le belle magliette gialle, armati di attrezzi per ripulire i vari siti…
Ora abbiamo la possibilità di dimostrare ancora una volta la nostra buona volontà, e invece che succede? Nulla. Forse perché non ci sono le telecamere accese?
La maggior parte è pronta a criticare, aspettando che il Comune ripulisca il tutto, chiedendo pronto intervento sulle strade. Ma sappiamo pure che una città come Roma, non è attrezzata a queste calamità, proprio perché le nevicate sono molto rare. Però mi chiedo, ma i Presidenti dei vari Municipi dove sono? C’è parte Loro un silenzio assordante. Forse sono impegnati a spalare la neve davanti al loro posto di lavoro? Chissà…

Saluti.
Maria Rita

roberto buffagni ha detto...

Avete presente quei filmoni catastrofici del sul dopobomba? O la serie TV "24 hours", con Jack Bauer alla ricerca dei terroristi che stanno per spargere l'arma biologica? Ecco, a quanto leggo a Roma si fa molto ma molto meglio, e basta la buona, vecchia, gratuita neve...Italia, facci sognare! A quando un bel serial Tv con il superpizzardone contro la malvagia nevicata?

di Carlo Gambescia ha detto...

Bentornata al commento Maria Rita.

Giusto,Roberto, il superpizzardone venuto dallo spazio... ;-)

Abbraccio

Anonimo ha detto...

Maria Rita ha ragione. E adesso si spera che venerdì non nevichi di nuovo.
Salutoni.
Mario da Roma