venerdì, febbraio 03, 2012

La Camera dice sì alla responsabilità delle toghe. Come finirà?

I giudici sono più uguali degli altri cittadini? Per la magistratura continuerà ad esistere il principio del "chi sbaglia non paghi"? Principio, ingiusto ma necessario, secondo alcuni, perché eviterebbe di trasformare il magistrato in un burocrate impaurito e di rallentare, ancora di più, a causa dei possibili ricorsi, una giustizia già elefantiaca.
Il testo al centro della polemica rivede la legge del '98 prevedendo che "chi ha subito un danno può agire contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Costituisce dolo il carattere intenzionale della violazione del diritto". Il testo stabilisce che "ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste una violazione manifesta del diritto, deve essere valutato se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata, al carattere intenzionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell'errore di diritto".
Al di là dei giuridichese e semplificando, tutto ciò significa, che chiunque verrà assolto in via definitiva, dopo aver subito una condanna nei livelli giudiziali precedenti, potrà direttamente citare in giudizio il magistrato autore della sentenza. Il quale risponderà, se condannato, per i danni recati, senza più alcuna mediazione dello Stato.
Cosa dire? Che indubbiamente una misura del genere può minare l’indipendenza di giudizio. Va però detto che il provvedimento urta contro quel sano senso comune (come provò il lontano referendum sulla responsabilità civile), ancorato al principio del "chi sbaglia paghi", nonché confligge con un fondamentale principio giuridico: quello dell' eguaglianza giuridica ("la legge è uguale per tutti"). Tuttavia, considerata la forza della magistratura quale energico gruppo di pressione, probabilmente al Senato i partiti troveranno un accordo. E i giudici, per farla breve, continueranno a sbagliare e non pagare. E con grande indipendenza di giudizio, ovviamente...
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