
Le liberalizzazioni di Monti ? Pagherà il consumatore…
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Monti ritorna alla carica con le liberalizzazioni. Il che suona come una presa in giro... Si legge di "taxi, farmaci, ordini professionali, soprattutto servizi pubblici e trasporti locali, strade, servizi postali e energia, a partire dal gas e dalla benzina". Ecco i settori che potrebbero essere "aperti alla concorrenza" nelle prossime settimane. Si parla, infatti, di un provvedimento governativo entro metà gennaio.
Queste misure rilanceranno un’ economia già entrata in recessione? No. E per due ragioni.
In primo luogo, perché il liberismo “applicato”, visto che si parla sempre (e tanto) di "aprire alla concorrenza", dovrebbe prima riguardare le condizioni generali della concorrenza stessa; come dire: ex ante. E quindi la necessità di cominciare dall’alto, ad esempio dalle grandi banche e non dai tassisti… Ma con un banchiere al Ministero dell’Economia sarà molto difficile.
In secondo luogo, ed è la ragione più importante, perché le liberalizzazioni varate negli ultimi venti anni hanno solo prodotto ciclopici aumenti di prezzi e tariffe, come ha dimostrato la recente indagine dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre (http://www.cgiamestre.com/2011/12/liberalizzazioni-no-grazie-visti-i-risultati-del-passato/ ), peraltro ignorata dai media, di cui pubblichiamo l’interessante tabella riassuntiva.
Insomma, liberalizzare, in un contesto, come quello italiano, dove la concorrenza non esiste, significa favorire automaticamente i cosiddetti poteri forti dell’economia. Poteri, sui quali si dovrebbe invece intervenire ex ante, puntando sull' introduzione di una seria legge antimonopolistica (*), capace di colpire i "pesci grossi". Dal momento che le liberalizzazioni ex post rivolte a colpire i soli "pesci piccoli", si traducono in pesanti aumenti ai danni dei consumatori... Ma quale crescita! Ma quale "Fase 2"! Monti ci sta prendendo in giro. E Napolitano con lui.
(*) Anche questa strada sembra presentare notevoli difficoltà. Da noi illustrate qui: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2011/11/quel-giano-bifronte-del-liberismo.html
Copyright © 2011 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlogambescia@yahoo.it
Queste misure rilanceranno un’ economia già entrata in recessione? No. E per due ragioni.
In primo luogo, perché il liberismo “applicato”, visto che si parla sempre (e tanto) di "aprire alla concorrenza", dovrebbe prima riguardare le condizioni generali della concorrenza stessa; come dire: ex ante. E quindi la necessità di cominciare dall’alto, ad esempio dalle grandi banche e non dai tassisti… Ma con un banchiere al Ministero dell’Economia sarà molto difficile.
In secondo luogo, ed è la ragione più importante, perché le liberalizzazioni varate negli ultimi venti anni hanno solo prodotto ciclopici aumenti di prezzi e tariffe, come ha dimostrato la recente indagine dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre (http://www.cgiamestre.com/2011/12/liberalizzazioni-no-grazie-visti-i-risultati-del-passato/ ), peraltro ignorata dai media, di cui pubblichiamo l’interessante tabella riassuntiva.
Insomma, liberalizzare, in un contesto, come quello italiano, dove la concorrenza non esiste, significa favorire automaticamente i cosiddetti poteri forti dell’economia. Poteri, sui quali si dovrebbe invece intervenire ex ante, puntando sull' introduzione di una seria legge antimonopolistica (*), capace di colpire i "pesci grossi". Dal momento che le liberalizzazioni ex post rivolte a colpire i soli "pesci piccoli", si traducono in pesanti aumenti ai danni dei consumatori... Ma quale crescita! Ma quale "Fase 2"! Monti ci sta prendendo in giro. E Napolitano con lui.
(*) Anche questa strada sembra presentare notevoli difficoltà. Da noi illustrate qui: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2011/11/quel-giano-bifronte-del-liberismo.html
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10 commenti:
"Chi viene poi adezzo?" diceva il grande professor Kranz di Paolo Villaggio.
Il suo (triste) epigono dice che adezzo viene il bello: c'è da privatizzare anche le industrie di Stato, quel cattivone, quel mostro freddo (caspita, fa anche le armi che ammazzano i bambini, le donne, i criceti!; estrae il petrolio, che puzza! il gas, che si potrebbe anche usare in un nuovo progetto Shoa, non si sa mai!).
Quindi, via ENI, via Finmeccanica, via, via, diamole agli stranieri e teniamoci le Mani Pulite!
Nel frattempo facciamo secchi anche i maledetti borghesi: ancora pochi mesi e farmacisti, avvocati, notai, etc., questi corporativi vigliacchi che per tante generazioni hanno spadroneggiato sull'immaginario del popolo italiano, dovranno andare a cercar la bella morte nel ridotto della Valtellina, portando con sè la Soluzione Schoum, il Cacao Talmone, il catalogo completo della Hoepli, le ceneri di Giosuè Carducci...
Il consumatore/cittadino italiano conoscerà le gioie americane degli avvocati che vengono a tampinarlo direttamente sul luogo degli incidenti automobilistici e/o nelle camere ardenti, degli scaffaloni di prodotti farmaceutici negli ipermercati, dei taxi guidati da pakistani ignari della lingua italiana e della topografia cittadina (tanto c'è il navigatore)...
Capirai che sbocchi occupazionali per i giovani meritevoli, che taglio dei prezzi, una meraviglia!
In tutto ciò, un enigma si profila maestoso all'orizzonte: come s'è formata la valanga di scemenza che ci sta sommergendo tutti? Chi ha buttato 'sta palla di neve? Un passo avanti!
Possibile che il popolo italiano sia diventato così cretino? Possibile che ci beviamo queste cavolate, queste indigeribili balle, senza neanche un singhiozzo? Come mai è tanto facile fregare sessanta milioni di persone? Quando vado al bar a bere un caffè, quando ascolto la radio con le telefonate in diretta, sento delle enunciazioni che mi lasciano esterrefatto, depresso, incredulo... Questi *** mandano in guerra per conto terzi i nostri soldati, ci fregano la pensione, ci svendono il lavoro di quattro generazioni, ci tassano anche i fazzoletti da naso, e il popolo italiano dice che sono "brave persone"?! Che il pres. Napolitano è un Santo taumaturgo, un baluardo della Nazione? Che Monti "è onesto"? Popolo italiano, ci sei o ci fai? Io lo so, e lo capisco anche, fino a un certo punto, che quando si subisce una ingiustizia sfacciata senza poter reagire il primo impulso è negarla, se non altro per evitare la brutta figura. Ma cosa aspettiamo a chiamare le cose col loro nome? Il sacrificio del primogenito sull'altare di Baal?
Esatto. Grazie del bel commento Roberto.
Abbraccio!
Ottimi entrambi. Grazie!
Grazie a te!
Grazie per questi allarmi, Carlo.
Che Napolitano ci stia buggerando mi è apparso chiaro in varie occasioni. Ma molti abboccano, in virtù di un'aureola che i media costruiscono pazientemente intorno a personaggi chiave come lui.
Vorrei rispondere brevemente al Dott. Buffagni, a proposito di come siamo diventati così cretini. Una lunga opera di destrutturazione - come quella che abbiamo subita - paralizza prima la facoltà di agire e poi, poco a poco, quella di intendere. D'altra parte, alcuni scarseggiavano in buon senso anche prima del suddetto trattamento destrutturante: credere che perdere la guerra sia stato un bene; credere che l'abolizione dei vincoli morali (e quindi sociali) indotta dal '68 potesse comportare una qualche felicità! Ma anche credere che l'avidità da cui ci siamo lasciati prendere fosse scevra di distruttive conseguenze sociali è roba da sprovveduti. Bastava leggere un paio di prediche di San Bernardino da Siena per capire che le mode adottate negli ultimi decenni non sono compatibili con la sopravvivenza di un popolo.
Migliori saluti.
Michele
Grazie Michele. Buona giornata e grande abbraccio!
Grazie a Michele Antonelli della risposta/suggerimento. Purtroppo, come si vide anche dopo San Bernardino che pure era un Santo, le prediche non servono un gran che, alla sopravvivenza di un popolo. Mentre scrivo, da vero masochista sto ascoltando rai3, programmino sul 150enario, identità italiana, da dove veniamo dove andiamo, etc. Conclusione: siamo fritti.
Grazie mille a voi!
Michele
Bello l'articolo e i commenti.
Il tutto mi ricorda una profezia di Croce e Orlando, esternata nei loro discorsi contro il trattato di pace.
Sostennero che l'avvilimento della tempra degli italiani prodotto dal trattato sarebbe durato per più generazioni. Era questo il prezzo da pagare per la "cupidigia di servilità". Prezzo che paghiamo ancora, dopo due decenni dalla fine delle conseguenze geo-politiche della guerra.
Teodoro Klitsche de la Grange
Grazie Teodoro!
Abbraccio.
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