Madonne profanate e cattolici postmoderni.
Ci sono “cattolici” - le virgolette sono d’obbligo - che si fanno del male da soli. Uno di questi è Luca Doninelli. Leggere please, ciò che ha scritto su “il Giornale” di ieri, a proposito delle profanazioni di sabato scorso: «L’immagine della statua distrutta e calpestata ieri a Roma ci rinvia a quelle figurazioni romanzesche, dove la distruzione, prima che nell'atto materiale che la compie, consiste nel fatto che qualunque cosa vale qualunque altra cosa: un'automobile, una sigaretta, una statua di Maria, un computer. C’è stato, sicuramente, anche un calcolo nel gesto di Roma, un piccolo progetto stupido, la volontà di “andare oltre”, forse addirittura un filo della vecchia ideologia che vede nell'eliminazione delle religioni dal mondo una specie di liberazione dell'umano» ( http://www.ilgiornale.it/interni/cade_lultimo_tabu_la_madonna_distrutta_e_unoffesa_alluomo/17-10-2011/articolo-id=552060-page=0-comments=1 ).
Ma quale filo! Come tanti altri cattolici postmoderni ( a destra e sinistra), quelli che devono stupire per contratto coniugando Foucault, Testori e Agostino, Doninelli oppone alle più sode certezze ideologiche, legate alla natura anarcoide delle profanazioni di sabato ( o come dicono i questurini “anarco-insurrezionaliste”), incerte epistemologie, fatte di figurazioni romanzesche, che rinviano a un immaginario nichilismo post-moderno segnato da non-luoghi ideologici, pseudo-deserti dove il black bloc distruggerebbe automobili e Madonne solo per il gusto distruggere. Compri tre, paghi due...
Troppo comodo. In Spagna nel 1936 gli anarchici ne fecero di cotte e di crude. E solo perché - ecco il punto - credevano in un mondo migliore, da imporre però con la violenza (certo, non minore di quella praticata dagli avversari fascisti), distruggendo chiese e uccidendo a migliaia sacerdoti e suore…
La matrice è quella, non è mai cambiata. E rinvia al nichilismo anarchico del “Né Dio Né Padrone” ("Plus de Dieu, Plus de Maître") . Il resto è fuffa postmoderna, dispensata da Doninelli, e con larghezza. Infatti, dove va a parare? « La mia impressione - scrive - , però, è che l'insulto di ieri non sia l'espressione di questo tipo di atteggiamento. Il contesto in cui si colloca quel fatto - non la manifestazione in sé, ma la grave crisi non solo economica ma culturale e antropologica che attraversa il mondo - lo pone a un diverso livello di gravità. Questa non è più una bestemmia cristiana: semplicemente, non è più niente, e in questo niente sta il vero orrore della cosa.Il simbolismo mariano travalica il cristianesimo. Maria è amata da musulmani e buddisti: io ho visto con i miei occhi l'immagine di Maria in case islamiche, uomini completamente atei, colpiti da un grave dolore, rivolgersi in preghiera a Lei. Maria rappresenta un destino di tenerezza che ogni uomo, credente o meno, desidera per sé, nel profondo di sé».
Bel presepio relativista, complimenti. Ma perché non chiedere al musulmano e al buddista cosa ne pensano, tutti e due, di Medjugorje, ad esempio? Per non parlare dei protestanti… La tenerezza è una cosa, Maria Vergine, e sottolineiamo Vergine, un’altra. A meno che, come Doninelli, non si desideri sguazzare nella caramellosa palude del sentimentalismo postmoderno.
Eventualmente, un vero elemento di riflessione, può essere rappresentato dal fatto che oggi dall’ateismo scientifico e organizzato dei marxisti ( tipo Museo dell’Ateismo, come nella Russia e nell’Albania comuniste), si sta tornando indietro, a quello bestiale e disorganizzato, degli anarchici… Perché questa ciclicità? Forse perché non esistono più i grandi partiti comunisti, e neppure, per reazione, quelli socialdemocratici di un tempo. E quindi si torna indietro all’anarchismo pre-marxiano, quale deriva dell’attuale società globalizzata, dove i padroni sono tornati a fare i padroni.
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Copyright © Linea 2011 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlogambescia@yahoo.it
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Ma quale filo! Come tanti altri cattolici postmoderni ( a destra e sinistra), quelli che devono stupire per contratto coniugando Foucault, Testori e Agostino, Doninelli oppone alle più sode certezze ideologiche, legate alla natura anarcoide delle profanazioni di sabato ( o come dicono i questurini “anarco-insurrezionaliste”), incerte epistemologie, fatte di figurazioni romanzesche, che rinviano a un immaginario nichilismo post-moderno segnato da non-luoghi ideologici, pseudo-deserti dove il black bloc distruggerebbe automobili e Madonne solo per il gusto distruggere. Compri tre, paghi due...
Troppo comodo. In Spagna nel 1936 gli anarchici ne fecero di cotte e di crude. E solo perché - ecco il punto - credevano in un mondo migliore, da imporre però con la violenza (certo, non minore di quella praticata dagli avversari fascisti), distruggendo chiese e uccidendo a migliaia sacerdoti e suore…
La matrice è quella, non è mai cambiata. E rinvia al nichilismo anarchico del “Né Dio Né Padrone” ("Plus de Dieu, Plus de Maître") . Il resto è fuffa postmoderna, dispensata da Doninelli, e con larghezza. Infatti, dove va a parare? « La mia impressione - scrive - , però, è che l'insulto di ieri non sia l'espressione di questo tipo di atteggiamento. Il contesto in cui si colloca quel fatto - non la manifestazione in sé, ma la grave crisi non solo economica ma culturale e antropologica che attraversa il mondo - lo pone a un diverso livello di gravità. Questa non è più una bestemmia cristiana: semplicemente, non è più niente, e in questo niente sta il vero orrore della cosa.Il simbolismo mariano travalica il cristianesimo. Maria è amata da musulmani e buddisti: io ho visto con i miei occhi l'immagine di Maria in case islamiche, uomini completamente atei, colpiti da un grave dolore, rivolgersi in preghiera a Lei. Maria rappresenta un destino di tenerezza che ogni uomo, credente o meno, desidera per sé, nel profondo di sé».
Bel presepio relativista, complimenti. Ma perché non chiedere al musulmano e al buddista cosa ne pensano, tutti e due, di Medjugorje, ad esempio? Per non parlare dei protestanti… La tenerezza è una cosa, Maria Vergine, e sottolineiamo Vergine, un’altra. A meno che, come Doninelli, non si desideri sguazzare nella caramellosa palude del sentimentalismo postmoderno.
Eventualmente, un vero elemento di riflessione, può essere rappresentato dal fatto che oggi dall’ateismo scientifico e organizzato dei marxisti ( tipo Museo dell’Ateismo, come nella Russia e nell’Albania comuniste), si sta tornando indietro, a quello bestiale e disorganizzato, degli anarchici… Perché questa ciclicità? Forse perché non esistono più i grandi partiti comunisti, e neppure, per reazione, quelli socialdemocratici di un tempo. E quindi si torna indietro all’anarchismo pre-marxiano, quale deriva dell’attuale società globalizzata, dove i padroni sono tornati a fare i padroni.
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4 commenti:
Caro carlo, sono sicuramente daccordo con te sul significato da attribuire a un gesto per nulla casuale ma esplicitamente rivolto contro un'icona della fede cristiana. In effetti, però, faccio fatica a ricondurre questi black bloc alle forme anarco-insurrezionaliste che abbiamo conosciuto nel XX secolo. Non perchè abbia un'interpretazione migliore (non me ho)ma perchè il contesto sociale è molto diverso da quello di allora, che prevedeva almeno forme organizzate di proresta riconoscibili in soggetti politici, che l'anarchismo accusava d'involuzione autoritaria. Qui abbiamo masse prive di qualsiasi rappresentanza (i partiti giocano all'assedio di Fort Apache, coi berluscones dentro e i sinistri fuori), all'interno delle quali sembrano germinare impulsi violenti a loro volta privi di strategia (e quindi facilmente eterodiretti), forse più simili agli ultras da stadio che ai gruppi dell'antagonismo storico.
Quanto a Doninelli, come tutti i ciellini è campione di cerchiobottismo: scommettiamo che dopo il tonfo del ras di Arcore li vedremo tutti confluire nell'UDC, dove hanno già la testa di ponte Buttiglione, belli pronti per una riedizione del centro-sinistra modello CAF?
Valter Binaghi
Grazie Valter del gradito commento.
Appunto (nella chiusa), parlo di ritorno a una fase pre-marxiana. O, comunque, incentrata su una dialettica ciclica, a tre, fra comunismo, socialdemocrazia e anarchia. E mancando le prime due, in presenza di un capitalismo (di nuovo) duro, tipo nascita della società di mercato (quello studiato da Polanyi), eccetera, eccetera.
Diciamo che, pur partendo dall'articolo di Doninelli, cerco di fornire una ipotesi di spiegazione, e dal lato della dinamica sociologica dei sistemi socioculturali. E' una metodologia oggi poco usata... Perché si preferisce dare per acquisite le categorie della postmodernità ( che non è altro che tarda modernità). Categorie, quelle tardo moderne o postmoderne, che sono parte di una teoria più generale della società e dell'ideologia, con le sue costanti e ripartenze cicliche. Spero di essermi spiegato :-)
Giusto un'osservazione a margine: sbaglio o la parte di sinistra che combatteva nella guerra civile spagnola godeva anche del fiancheggiamento nascosto, o anche dell'aperto appoggio di numerosi preti?
Se sbaglio al riguardo mi si corregga, ma ho avuto giusto oggi uno scambio polemico con un anziano prete (Carlo forse si ricorda chi è) che approvava con entusiasmo per iscritto l'indignazione (?) degli "indignati", senza spendere una parola sulle violenze e la profanazione avvenute sabato. Si direbbe che cambino gli interpreti ma non i personaggi...
La "guerra civile" spaccò in due la società spagnola. Quindi... Grazie del commento.
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