
“Gaddafi Killed”
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« Ho avuto sempre una simpatia vivace per il tiranno che sa essere tiranno fino alla morte… Penso che l’onestà dei farabutti sta nell’essere farabutti fino all’ultimo». (Palmiro Togliatti, “Il Lavoratore”, 8 marzo 1923)
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Gheddafi è morto. Ucciso, come riferiscono i media. Ma da chi? Dai rivoltosi? Sotto le bombe degli aerei Nato? E in quali circostanze? Combatteva? Fuggiva? In effetti però, sono informazioni secondarie. Politicamente parlando, la costruzione di una leggenda (nera o bianca che sia) su un personaggio storico, implica sempre la "reinvenzione" in base alle diverse necessità di umiliare, nobilitare, pacificare. Preferiamo perciò riflettere, anche se brevemente, su cose più importanti.
L’ uscita di scena del Colonnello comporterà pace, democrazia e progresso, come scrivono da mesi i media occidentali? Difficile dire.
Certo, la torta petrolifera non è piccola, quindi può darsi che le varie forze politiche, militari, burocratiche, tutte a sfondo tribale, riescano a trovare, in modo incruento, un utile accordo redistributivo, come dire, post-dittatura pretoriana. Molto dipenderà dall’atteggiamento dell’Occidente, e in particolare di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia: quel che andrebbe evitato è di appoggiarsi o addirittura aizzare le varie fazioni libiche, sperando, “dopo”, di poter incamerare la fetta più grossa di contratti petroliferi.
Non va neppure escluso che in Libia il vento del deserto, da solo e quindi non in conto terzi (si legga Occidente) , possa tornare a spirare forte, e con esso quello di un’anarchia “tribal-petrolifera”, all'insegna del tutti contro tutti, antica nelle affiliazioni, moderna per finalità economiche. E in quest'ultimo caso, gli europei - a maggior ragione - dovrebbero evitare di procedere in ordine sparso.
Di fatto, la Libia con la detronizzazione del Colonnello, si trova davanti a un difficile processo di transizione che impone scelte decisive. Semplificando: con Gheddafi la Libia era indipendente e laica, ma non libera e democratica, almeno dal punto di vista del costituzionalismo occidentale, adesso, senza il dittatore, può riscoprire la libertà (la libertà dei moderni…), ma rischia di perdere l’ indipendenza. La leadership libica, storicamente maturata, anche se pro o contro “con” Gheddafi, riuscirà a comprendere l’importanza della posta in gioco e muoversi con equilibrio e competenza tra indipendenza e libertà, senza scontentare nessuno?
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2 commenti:
Disgustosa la sorte toccata a Gheddafi in questa guerra assurda...Gli americani fanno le guerre, pianificano le rivolte, edificano e foraggiano il dissenso, poi trattano coi nuovi padroni. I Paesi colonizzati ne escono distrutti, depotenziati, l'Identita' nazionale e' ai minimi, depredate le risorse, per non parlare delle morti tra i civili, e intanto Obama vince il premio Nobel per la Pace...
Grazie Walter. Buona giornata.
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