lunedì, settembre 05, 2011



Penati, Battisti e la doppia morale della sinistra
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Argomento del giorno: principio della doppia morale. Il termine è ostico, ignoto ai più. Ma indica una cosa sola, e in fondo facile facile: applicare una morale diversa (doppia quindi) in base all’appartenenza.
Ad esempio, in Italia, grosso modo a partire dal 1943-1945, se a rubare o uccidere è uno di sinistra, magari un comunista, allora vale tuttora la morale alta del partito e degli ideali, per i quali si ruba o uccide, sacrificandosi nobilmente, alla causa comune. Se invece è uno di destra, allora sicuramente si tratta di un ladro e assassino: uno che ruba e uccide solo per se stesso o per difendere gli sporchi privilegi della forze della reazione, eternamente in agguato.
Piccolo esempio: Filippo Penati, politico e alto funzionario Pd, è sotto accusa. Ma intorno a lui la sinistra cerca di stendere una cortina fumogena all’insegna del “se” ha rubato, ha rubato per il partito. Quindi per la nobile idea…
Cesare Battisti, altro esempio, terrorista condannato all’ergastolo, rivendica a ogni piè sospinto gli ideali comunisti e rivoluzionari della sua “gioventù”, negando qualsiasi addebito… Tuttavia, se potesse tornare indietro mai rinunzierebbe, stando a quel che dichiara, alla resistenza armata contro le "provocazioni" dello stato-borghese… Del resto, quando ci si batte per la nobile idea, tutto è permesso…
Ovviamente, sono esempi estremi, ma efficaci. E per una semplice ragione: alla base della doppia morale resta una vecchia credenza leninista, già condivisa dai comunisti italiani, in particolare se di obbedienza togliattiana (ma anche Gramsci non scherzava…). Quale? Che il rivoluzionario di professione rappresentasse la parte migliore e trainante del movimento operaio e comunista: “Noi siamo i più coraggiosi, i più onesti, eccetera, eccetera, perché ci battiamo in nome dell’ umanità oppressa”.
Ecco in sintesi, il credo, duro a morire a sinistra, nonostante il cambio di casacca dal Pci al Pd e partitini minori. Quasi un riflesso condizionato che consentirà - si accettano scommesse - a Penati di limitare i danni, restando comodamente in Italia. E a Battisti di continuare a crogiolarsi sotto il caldo sole di Copacabana.
E ciò accade - semplificando - perché la cultura post-comunista, oggi dominante nei tribunali e nelle redazioni anche a livello di pura sensibilità, continua a considerare in termini di doppia morale, assolvendoli, i comportamenti dei “compagni che sbagliano”.
Di riflesso, Scajola è un corrotto, Penati, tutt’al più, vittima di un raggiro… Battisti un povero perseguitato, mentre Concutelli, anche se malatissimo, sempre per certa sinistra, dovrebbe tuttora marcire in carcere… Gli ideali umanitari, insomma, vanno e vengono in base alla carta dì identità politica. E gli appelli, più che dignitosi, del Presidente Napolitano sono la classica eccezione che conferma la regola. O, per qualche malevolo, la foglia di fico...
Ecco ciò che accade nell’ anno di grazia 2011. A più di vent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Il che, per noi, è motivo di sdegno e purtroppo, visto che nulla sembra cambiato, anche di malinconia.
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2 commenti:

ANGELO CICCARELLA ha detto...

Caro Carlo, hai di nuovo con lucidità e capacità di analisi, toccato il punto dolente delle disgrazie italiane. Già, perché fino a quando la sinistra made in Italy, quella dei sinceri democratici e di altre fesserie simili, non ha il coraggio morale e intellettuale di fare i conti col suo passato e col suo ostinato presente, non se ne esce. Un partito socialdemocratico, senza falce&martello&carrello coop, sarà un'utopia nel nostro paese. Intellettuali militanti insieme al gruppo espresso/repubblica, sono ancora una forza stabile e operante, di quelle che condizionano la cultura, le redazioni, le tivvù; di quelle snob che amano il popolo dal salotto chic, a debita distanza, ma discettano ipocritamente contro il male assoluto: Berlusconi, ovviamente. E a destra? Beh, il piatto piange, caro Carlo. Le poche menti pensanti, la tua, quella di Veneziani e Buttafuoco, sono relegate al ruolo di fastidiosi 'grilli parlanti', da tenere in soffitta. Perché la classe politica della destra è nelle mani, che so, della siura Brambilla o di qualche tamarro leghista? Semplifico?

di Carlo Gambescia ha detto...

Bentornato Angelo. Grazie del commento e della stima.
Abbraccio.