mercoledì, giugno 01, 2011

Ritorno dei centristi?
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Sorvolando sui risultati ( non esaltanti, come vedremo più avanti), che interpretazione politica dare della scelta terzopolista di lasciare libertà di voto ai ballottaggi?
La prima: un segno di debolezza. Caselli, Rutelli e Fini, la pensavano - e pensano - diversamente sul che fare, e quindi hanno preferito scaricare il peso della scelta sugli elettori, sventolando così la bandiera dei disinteresse verso le poltrone.
La seconda: un segno di forza. Caselli, Rutelli e Fini, credevano – e credono - nella scommessa centrista, e puntavano a rafforzarne la fisionomia politica né-né, non perdendo occasione di mostrarsi duri e puri verso i venditori di tappeti e divani politici.
Probabilmente - ecco la terza interpretazione - la verità era - ed è - nel mezzo. Il Terzo Polo, con un Pdl nel pallone, aveva – ed ha - tutto l’interesse a mostrarsi unito all’interno e non esporsi troppo all’esterno, imbarcandosi in alleanze premature a destra o sinistra. Quindi tana libera per tutti gli elettori. Il che però si è tradotto in un aiutino per la Sinistra e in un (pardon) vaffa per i candidati del Centrodestra a Milano e Napoli.
Però il vero punto della questione è un altro: il Terzo Polo ha le carte in regola per riuscire a imprimere un svolta centrista alla politica italiana ? Si e no, perché per far rivivere la Balena Bianca democristiana servono tanti voti.
Il Terzo Polo ha ottenuto nei trenta comuni capoluogo, grosso modo, l’ 8 per cento. Nulla di particolarmente entusiasmante (soprattutto per la dote di Fini e Rutelli, presi come single ), ma sufficienti, in caso di politiche, per poter condizionare qualsiasi Governo. Attenzione: condizionare, non imporre una politica centrista in perfetto stile neo-democristiano, come sogna Casini. Anche perché, per ora, il programma politico del Terzo Polo consiste solo nell’ opporsi al Cavaliere. Al momento, il vestito dell’antiberlusconismo copre le numerose differenze di tradizioni e cultura politica tra Casini, Rutelli e Fini.
Pertanto, siamo davanti a una forza di interdizione, in grado di fare terra bruciata intorno al Pdl e Pd, ma che difficilmente riuscirà a disporre di truppe proprie (elettori e contenuti politici unitari), in misura tale da vincere la guerra. Insomma, anche se la Balena Bianca (la vecchia Dc) della politica dei due forni è morta per sempre, il Terzo Polo sembra comunque avere la forza residua per dividere e passeggiare giulivamente tra le macerie della Seconda Repubblica. E del bipolarismo.
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2 commenti:

Giacomo Gabellini ha detto...

Concordo Carlo. I centristi rappresentano un miscuglio piuttosto curioso, che raggruppa ex missini, ex radicali, ex democristiani e qualche pittoresco "fasciocomunista". Non ho ben capito quale possa essere il loro minimo comun denominatore se non la più risoluta volontà di far le scarpe a Silvio Berlusconi. Ma in ciò il partito - feudo di Antonio Di Pietro si è già ben specializzato. Quindi non intravedo alcun orizzonte di gloria per questa Armata Brancaleone. Ciao Carlo, abbraccio.

di Carlo Gambescia ha detto...

Grazie carissimo e... Buona Festa della Repubblica :-)

Abbraccio.