A proposito di Brunetta….
Il Ministro Brunetta non è persona simpatica. Ma i Ministri di Stato devono essere simpatici? Crediamo debbano fare i ministri, punto. Come i padri, i padri, e non gli amici; gli insegnanti, gli insegnanti, e non i profeti, e così via. In perfetto contrasto con certo immaginario buonista post-sessantottino, tuttora però disposto a perdonare, come con Battisti, "i compagni che sbagliano".
Ma torniamo a Brunetta, oggi nuovamente finito sulle prime pagine per aver insultato un gruppo di precari. Cominciamo col dire che si trattava di "precari organizzati" dipendenti dello Stato, appositamente intervenuti per contestare il Ministro, in margine a un convegno romano sull’Innovazione. Certo, aperto al pubblico, e di conseguenza anche ai facinorosi, con videocamere al seguito, lì, solo per contestare con tanto di striscione e ricco repertorio di insulti… E Brunetta ha agito da Brunetta… Scuro in volto, ha abbandonato la sala, rifiutandosi di rispondere alle domande di una precaria dell’agenzia tecnica del Ministero del Lavoro. E, mentre usciva, ha liquidato i contestatori con un “voi siete l’Italia peggiore”.
Ora, è deprecabile che un Ministro si esprima così. E di questo comportamento, Brunetta si è in qualche modo giustificato in un apposito video diffuso, a sua cura, su You Tube (http://www.youtube.com/watch?v=R3QfM1pmdyQ ). Anche perché sarebbe bastato allontanarsi in silenzio, evitando così di fare il gioco dei provocatori, intervenuti, ripetiamo, con tanto di videocamere al seguito. Ma a Brunetta piace la bagarre… Per chi sia curioso, l’ episodio è maldestramente condensato in un video, prodotto dai contestatori e uscito su You Tube, da cui si evince come i precari sindacalizzati fossero lì solo per contestare Brunetta (http://www.youtube.com/watch?v=9pFjw72v_lc ). Altro che dialogo razionale…
Si dirà: chi è in difficoltà economiche, come un precario, ha sempre ragione. Oddío, dall’abbigliamento, la signora che voleva comiziare contro Brunetta, non sembrava affatto uscita dal Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Meglio così. Anche Lenin a Zurigo, pur nelle ristrettezze, indossava sempre dignitosi colletti rigidi bianchi.
E poi c’è un altro fatto. Non ci risulta che lo stesso trattamento sia mai stato riservato a Padoa-Schioppa, Ministro dell’Economia del Centrosinistra, passato alle cronache per aver definito "bamboccioni", proprio i precari. All’epoca, finì a tarallucci e vino… Potenza del conformismo politico a sinistra… In Italia, la precarizzazione del lavoro risale al Centrosinistra (pacchetto Treu, anno di grazia 1997), ma non è di bon ton ricordarlo…
Infine resta una questione gravissima. Queste contestazioni, a senso unico (avvenute anche nei riguardi di sindacalisti riformisti come Bonanni), alimentano un torrido clima d’odio, che non promette nulla di buono. Per farsi un’ idea si dia un’occhiata su YouTube ai commenti dedicati ai due video. Sono tantissimi e di una violenza verbale inaudita. Si incita al linciaggio di Brunetta e dei politici di Centrodestra.
Certo, tra il dire e il fare… Però.
.
copyright © 2011 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlogambescia@yahoo.it
.
9 commenti:
Un ministro può non essere simpatico, d'accordo (anche se questa si chiama arroganza, non antipatia).
Quello che non può permettersi un ministro è comportarsi da cretino. E lui lo ha fatto, non una ma due volte: la prima quando se n'è andato in quel modo, la seconda quando, invece di riconoscere l'errore, ha fatto la vittima e ha rincarato la dose.
Se si insiste nel difendere questi imbecilli anche di fronte all'evidenza, la cosa è grave.
Non mi sembra che nell'articolo si difenda Brunetta. Anzi. Tu invece asserisci che la cosa è grave. Il che un po' mi inquieta, come ogni avvertimento.
Certo, non do ragione ai contestatori (non nel merito, ma nella forma: ho scritto una montagna di articoli contro il precariato).
Comunque sia, caro Guido, prendo atto, grazie del commento.
P.S.
Si può essere antipatici, proprio perché arroganti, come ad esempio (anche) D'Alema.
Carlo ti stimo troppo per non farti critiche quando non sono d'accordo :-)
Detto questo, è innegabile che questo tuo articolo sia soprattutto riguardante le attenuanti, diciamo, da assegnare a Brunetta.
Però, volevo dire, si è in genere un po' stufi - io lo sono moltissimo - di questo stile della attuale maggioranza, che quando fa qualcosa che non va parla solo di attenuanti, laddove qualsiasi mancanza altrui, anche ultradecennale, viene continuamente e duramente rinfacciata.
E' molto strano che uno come Brunetta, che si pregia di essere un luminare, non capisca una delle più elementari regole del marketing, riportata nei manuali più basici: quando si fa una marronata con un cliente, si chiede scusa e si rimedia. Ma Brunetta, nella sua enorme supebia forse pensa che l'elettore non sia in un certo senso un suo cliente da servire, ma una bestia da prendere in giro. E allora, le attenuanti non bisogna dargliele. Bisogna semplicemente prendere atto che costui non è in grado di svolgere il suo compito. Avanti un altro, possibile che non ci sia nulla di meglio?
Alla fine, Carlo, mi sembra che Brunetta ci abbia rimesso per primo, dimostrando come questa classe politica sia impreparata a reggere l'imprevisto. Tutti formati dal premier, sono assolutamente incapaci di sostenere confronti che non si svolgano in un setting preciso, con un pubblico condiscendente e di parte. In questo sono propagandistici. Il Pdl ne risente maggiormente, essendo stato educato televisivamente, ma non è che dall'altra parte stiano tanto meglio. Pur detestando Brunetta, ieri il tg3 mi ha infastidito quando ha dato spazio ai ragazzi che sul web lo sputtanavano, insultandolo. E' un gioco al massacro, ormai, avvantaggiato dall'incompetenza di questa classe nella gestione dei nuovi media. Ma è chiaro che il nemico si attacca dov'è debole... E bisogna ammettere che Silvio, Brunetta e soci ce la stanno mettendo tutta per farsi del male...
Ciao.
Claudio Ughetto
Dopo un periodo di assenza forzata sono tornato Carlo. Sono d'accordo con quanto scrivi, in specie sul fatto che a Padoa Schioppa non sia stata riservato lo stesso trattamento. In effetti, in tempi in cui la forma ha sostituito in tutto e per tutto la sostanza c'è da aspettarsi qualcosa di simile. Ammetto di detestare Brunetta, ma ciò che mi fa imbestialire molto più dell'ostentata arroganza sono i contenuti dei suoi discorsi. Inoltre, se devo esser sincero, detestavo molto più il defunto eurocrate Padoa Schioppa, compare di Mario Draghi e della solita finanza amerikana, la più antinazionale che l'Italia abbia mai avuto. Ciao Carlo, abbraccio.
Grazie amici. I vostri sono pareri (in particolare quelli di Guido e Claudio) diversi da miei, ma comunque espressi in modo articolato e abbastanza pacato. Ne prendo doverosamente atto e li "giro" alla giusta attenzione dei lettori.
Grazie ancora Giacomo. E' sempre un piacere leggerti - per dirla simpaticamente con Brancaleone (quello di Monicelli) - "Mio Botolo" (nel senso di giovane ma bravo e ardito...) :-)
Abbraccio collettivo, solo per il tempo che mi avete dedicato.
Al solito, la democrazia è anche conflittualità drammatizzata, e questo anche un ministro Brunetta non può non saperlo.
Quei giovani potranno avere i loro limiti, ma intanto sono dei precari nella pubblica amministrazione. In altre parole, Brunetta ha vituperato come feccia della società delle persone che lavorano subordinate a lui. Sono la peggiore Italia? Ma allora che il ministro li mandi a spasso, invece di tenerseli a lavorare per un tozzo di pane nel ramo dello stato che fa capo direttamente a lui.
Grazie del commento Luca.
Abbraccio.
Come dicevano i nonni, a buon intenditor poche parole...
Posta un commento