lunedì, aprile 04, 2011


Luca Cordero di Montezemolo, l’ "Angelo Necessario" di Massimo Cacciari…
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Massimo Cacciari non c’è mai piaciuto: né il filosofo, volutamente oscuro, sempre pronto a spostare la discussione sul terreno a lui più favorevole, quello filologico-semantico, per buttarla in caciara, come dicono a Roma; né l’uomo, sornione e spiacevole, se non cattivo con i subordinati. Ricordiamo un convegno pordenonese, dove, semplice invitato tra gli invitati, si mise a tradurre parola per parola e davanti a tutti, l’intervento di un relatore francese, destituendo di fatto la traduttrice incaricata, che, poverina, quasi si mise a piangere… Una scena rivoltante. Perché la giovane traduttrice svolgeva semplicemente il proprio compito con la prudenza richiesta da un lavoro impegnativo.

Altra cosa che, ultimamente, notiamo e detestiamo di Cacciari è il suo “appecoramento” su Luca Cordero di Montezemolo. Quasi al punto di trasformarsi in segretario particolare… Si legga questa intervista, ad esempio, dove ne annuncia e magnifica la discesa in campo: http://www.lettera43.it/politica/12242/montezemolo-sta-preparando-una-sua-lista-civica.htm .

Debole con i forti, forte con i deboli? Mah... Magari sta solo scambiando Montezemolo per Walther Rathenau, sua antica e giovanile passione. Oppure, può darsi, che scorga in lui l’Angelo Necessario del Capitalismo italiano... Chissà... Comunque sia, per uno abituato a giocare con le parole tutto è possibile... Del resto Cacciari, piano piano - Angelo Necessario dopo Angelo Necessario - è passato armi e bagagli dall’estrema sinistra al Gotha della ricchezza italiana. Prendendo, di passata, per il culo la Nuova Destra...

Si dirà che anche altri lo hanno fatto. Certo, ma Cacciari pontifica e pretende sempre di dire l’ultima parola. Troppo comodo.

Buona settimana a tutti.

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8 commenti:

IL RAGAZZACCIO ha detto...

ciao Carlo, che il filosofo Cacciari ogni tanto non ne azzecchi una è vero e lo preferisco a tanti sinistrorsi, però sarebbe meglio che il Presidente della Ferrari faccia l'imprenditore che è MEGLIO, ne abbiamo già uno che fa tutto lui
;-)
salutoni Beppe

Giacomo Gabellini ha detto...

Cacciari è strapieno di sé, uno di quei tipi che amano istintivamente i "poveri", dai quali però si tengono sempre a debita distanza. Una sorta di distinto maiale orwelliano. Sulla "discesa in campo" di Montezemolo è superfluo soffermarsi. Gli imprenditori hanno sempre badato a coltivare i propri personalissimi orticelli, senza curarsi di tutto il resto. Ciao Carlo, abbraccio.

di Carlo Gambescia ha detto...

Grazie amici dei commenti.
Abbraccio!

roberto buffagni ha detto...

Non conosco di persona Cacciari. Devo premettere che il tono oracolare mi dà fastidio, anche se non sempre è un sicuro indicatore d'impostura.
Ricordo però che una volta, parecchi anni fa, stavo guardando la TV con Sergio Fantoni: Venezia, dibattito in piazza San Marco con Cacciari, allora sindaco, e i cittadini, tra quali alcuni leghisti, appena affacciatisi alla scena politica e ancor madidi dell'amnio popolaresco e quasi lumpen dei tempi eroici (non che adesso siano proprio dei Talleyrand, ma insomma).
Un cittadino leghista dice la sua, e la spara grossa. Cacciari lo zittisce brutalmente dicendogli (testuali parole): "Stia zitto lei, che non ha letto neanche un libro!"
Fantoni ed io ci guardammo negli occhi, in un mesto, silenzioso commento. Mamma mia, pensammo! E che differenza c'è tra zittire un povero cristo perchè non ha letto un libro e zittire un povero cristo perchè non ha neanche un soldo? Che è peggio la prima che ho detto, dato che chi invece qualche libro lo ha letto (e scritto) dovrebbe essere vaccinato contro queste volgarità.
Ecco: volgarità. Purtroppo, come il suo amichetto Nietzsche, temo che Cacciari sia un uomo volgare: chi se la prende tanto con la volgarità altrui, e si autoinciela negli empirei della raffinatezza culturale suprema, cosa vuoi che sia? Un villan rifatto; uno che di sè dice (a De Michelis che lo invitava nel PSI) "No, grazie, sono ricco di famiglia" o che appunto infilza con lo spillone della Kultur il povero Tognino leghista.
Così, il villan rifatto scambia Montezemolo per un aristocratico. La Madonna, bimbo mio! Non è che basta la parola, per essere aristocratici! Quello era il confetto Falqui, no la nobiltà dello spirito e/o del sangue!

di Carlo Gambescia ha detto...

Grazie carissimo della bella analisi, come sempre sontuosa...
Il tuo ricordo fa il paio con il mio.
E' proprio così. E' un uomo volgare... Come era quel termine di Cambronne... Non ricordo bene...

Abbraccio!

epigrammiefacezie ha detto...

Interessante la riflessione, e anche i commenti, specialmente quello di Roberto Buffagni anche io ricordo quella serata veneziana, e ricordo che a un altro leghista che gli ha urlato "vai a lavorare" Cacciari ha risposto "ma vai a lavorare tu, idiota" (c'era anche il vecchio Gianfranco Miglio).
Un tempo, vent'anni fa, ammiravo Cacciari, che nel panorama non proprio esaltante della cultura di sinistra mi sembrava una figura eterodossa e interessante. Oggi, poveretto, ha fatto una finaccia.
Per quanto riguarda le sue frequentazioni, compreso Montezemolo, mi vengono in mente le parole dedicate a Cacciari da Maurizio Blondet nel suo saggio sugli Adelphi della dissoluzione.
Leggetelo, chi non l'ha già fatto.

Anonimo ha detto...

Ciao Carlo,

non conosco il personaggio, ma dalla sua notorietà e dai fatti che tu citi si possono immaginare parecchie cose.

Quindi, fidandomi del tuo giudizio, rendo onore al tuo coraggio.

Cari saluti.

Michele

di Carlo Gambescia ha detto...

Bentornato Luca al commento. E grazie.

Grazie anche a te Michele.

Vi abbraccio!