
L’Italia è in guerra!
.
Quel che non viene detto - ma che è possibile leggere in tutti i manuali di diritto internazionale - è che l’istituzione di una zona area limitata è un atto di guerra. Quindi tecnicamente, visto che i caccia dell’alleato francese stanno sorvolando la Libia, e non importa su mandato chi, fosse pure il Padreterno, l’Italia, che l’ha condiviso (il mandato) e in guerra con l’ex alleato libico.
Una guerra che inizia, quasi per caso (visto che non si capisce quali siano gli interessi italiani) e che potrebbe non finire più... Perché, anche ammesso che Gheddafi venga, in qualche modo, destituito, la Libia, ancora divisa in tribù, rischia di trasformarsi, secondo alcuni specialisti della materia, in una nuova Somalia…
Alcuni sostengono, appoggiandosi a Machiavelli, che l’Italia non poteva tirarsi indietro. È la sciagurata logica mussoliniana del pugno di morti per sedersi al tavolo della pace. Con un differenza che la Francia nel 1940 era ridotta in cenere, la Libia invece non ancora.
Quanto a Machiavelli, va ricordato che il padre del pensiero politico moderno riteneva giusto per un Principe battersi, ma solo quando questi era sicuro di vincere un nemico ben visibile e perciò facile da individuare. Qui la vittoria è ancora da venire. Inoltre la Libia, ripetiamo, è una società invisibile, perché clanica e tribale.
Si può essere alleati degli Usa, come la Germania che è la nazione europea più filoamericana, senza per questo dover mandare giù tutto. E invece no. L’Italia, da destra a sinistra, vuole giocare alla guerra. E per giunta contro un ex alleato che, piaccia o meno, resta indispensabile dal punto di vista delle politiche energetiche e del controllo dei flussi migratori.
Tutto ciò significa veramente farsi del male da soli.
.
copyright © Linea 2011 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlogambescia@yahoo.it.
.
Quel che non viene detto - ma che è possibile leggere in tutti i manuali di diritto internazionale - è che l’istituzione di una zona area limitata è un atto di guerra. Quindi tecnicamente, visto che i caccia dell’alleato francese stanno sorvolando la Libia, e non importa su mandato chi, fosse pure il Padreterno, l’Italia, che l’ha condiviso (il mandato) e in guerra con l’ex alleato libico.
Una guerra che inizia, quasi per caso (visto che non si capisce quali siano gli interessi italiani) e che potrebbe non finire più... Perché, anche ammesso che Gheddafi venga, in qualche modo, destituito, la Libia, ancora divisa in tribù, rischia di trasformarsi, secondo alcuni specialisti della materia, in una nuova Somalia…
Alcuni sostengono, appoggiandosi a Machiavelli, che l’Italia non poteva tirarsi indietro. È la sciagurata logica mussoliniana del pugno di morti per sedersi al tavolo della pace. Con un differenza che la Francia nel 1940 era ridotta in cenere, la Libia invece non ancora.
Quanto a Machiavelli, va ricordato che il padre del pensiero politico moderno riteneva giusto per un Principe battersi, ma solo quando questi era sicuro di vincere un nemico ben visibile e perciò facile da individuare. Qui la vittoria è ancora da venire. Inoltre la Libia, ripetiamo, è una società invisibile, perché clanica e tribale.
Si può essere alleati degli Usa, come la Germania che è la nazione europea più filoamericana, senza per questo dover mandare giù tutto. E invece no. L’Italia, da destra a sinistra, vuole giocare alla guerra. E per giunta contro un ex alleato che, piaccia o meno, resta indispensabile dal punto di vista delle politiche energetiche e del controllo dei flussi migratori.
Tutto ciò significa veramente farsi del male da soli.
.
copyright © Linea 2011 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlogambescia@yahoo.it.
6 commenti:
Questa infame vigliaccheria - che oltretutto andrà a finire male, per noi - garantendo la quale il nostro Silvio ha contrattato la salvezza personale, ha mancato di soli due giorni la festa del 150esimo dell'Unità d'Italia.
Peccato, perchè a quanto pare avrebbe contribuito a rinsaldarla e a celebrarla: sono tutti d'accordo, da Bersani a Vendola Fini alla Bindi a Casini: manca solo il papa, ma vedrete che non tarderà.
Gesù, Gesù, Gesù, ci resti solo tu, però non ci sei più, almeno quaggiù; accetta un consiglio, rimani lassù...
Grazie Roberto. Come al solito, con due scintillanti, battute ci fai vergognare (come Italians, tu diresti "italioti")... e di brutto.
Grande abbraccio!
Caro Carlo, 'sor tentenna' Obama - premio nobel per la pace - schierato col mini De Gaulle d'oltralpe, aggiunto a Cameron, l'hanno rifatta grossa. Come tutte le mezze calze della politica occidentale, il loro obiettivo è sempre quello di posizionarsi in Africa settentrionale e conquistare i preziosi pozzi di petrolio libico. Uomini mediocri privi di responsabilità perché eterodiretti, scatenano di nuovo una guerra la cui vittoria costerà cara a tutti. L'ONU - l'ente inutile per antonomasia - è l'ombrello ipocrita di un mondo occidentale alle prese con la più grave crisi politica ed economica - io aggiungerei umana - degli ultimi cento anni. Tutto è così miserabile da lasciarsi tentare di correre alla macchia, in una condizione di distacco spirituale dalle beghe umane. Forse è prossima la fine...
(Mi chiedo che cosa penserei e farei se vestissi l'uniforme e mi dicessero, domani, di andare a sparare, anzi a far sparar, vista la mia età, a Gheddafi.
Per andare si va, quando si porta la divisa: ma non è bello, combattere quando sai che il nemico ha la ragione e l'onore dalla sua, e che insomma è migliore di te.
Perchè il Colonnello Gheddafi, con tutte le sue ridicole amazzoni, tende, berrettini, figli scapestrati, dimostra in questi giorni di essere un uomo e un politico degno d'onore.
Noi, no. E già che ci siamo, mi auguro, e gli auguro, di trovare la forza, il coraggio e soprattutto la solidarietà fra i suoi, che gli consentano di andare fino in fondo, resistendo con tutto quello che ha, anche la fionda. Se poi avesse messo da parte qualche giocattolino sporco e lo usasse, bè, che dire? Chi se lo prende in testa, si interroghi su che vuol dire combattere pro aris et focis. Traduco per i più piccini: per la tavola dove si sacrifica a Dio, e la tavola dove si riunisce la famiglia. Noi intanto andiamo pure in pizzeria, all'osteria segnalata dal Gambero Rosso...eh, ma sarà salato, il conto...)
Grazie Angelo e Roberto.
Due penne intinte nel veleno... ;-)
Abbraccio!
concordo...
Posta un commento