

Le riviste della settimana: Éléments, n. 138/Janvier-Mars 2011, euro 5,50; Nouvelle École, nn. 59-60/2010-2011, euro 29,00 - www.revue-elements.com ; Catholica, n. 110/Hiver 2011, euro 12,00 - http://www.catholica.fr/ .
Tre chicche per il lettore di cose politiche. E magari conoscitore della cara vecchia lingua francese. Tre riviste d’Oltralpe, fresche di stampa, offrono infatti notevoli materiali di riflessione. Ma procediamo con ordine.
L’ultimo numero di Éléments (n. 138/Janvier-Mars 2011,), spicca per un ricco focus ad opera di Alain de Benoist su “La politique de la misère” (pp. 18-35). Con la consueta lucidità il pensatore traccia i confini di una nuova lotta di classe, tra una massa crescente di poveri e di ricchi sempre più ricchi. In certo senso, si può parlare della riproposizione della tesi marxiana della caduta del saggio di profitto, ma resa più grave, così pare di capire, dalla totale e crescente assenza di politiche redistributive da parte del potere politico. Di riflesso il crescente impoverimento dei ceti medi e la debolezza del Stato, sottomesso al potere delle classi elevate, sarebbero le due direttrici di una crisi forse definitiva del capitalismo Vedremo…
Si segnala nello stesso fascicolo una lunga intervista allo storico italiano Franco Cardini (“Frédéric II, Saladin et… Silvio Berlusconi”, pp. 44-53). Il quale, forse esagerando come ultimamente gli capita spesso, dipinge Berlusconi - che ovviamente non è un santo - come il Male Assoluto, applicando quella Reductio ad Hitlerum dallo storico contrastata altrove, come a proposito di certi altrui sbrigativi giudizi sul radicalismo islamico.
Ma veniamo al nuovo fascicolo-evento di Nouvelle École (nn. 59-60/2010-2011), vera istituzione culturale, di quella che alcuni tuttora si ostinano a chiamare Nouvelle Droite…
La rivista, come sempre ricchissima sotto il profilo iconografico, è in larga parte dedicata a Oswald Spengler (pp. 11-151), con interventi di Alain de Benoist, Emmanuel Mattiato, Michel Lhomme, Domenico Conte, specialista italiano del pensatore tedesco.
Il ritratto complessivo che viene fuori dai vari interventi non è quello tradizionale del profeta del declino immerso nel proprio tempo, ma di un pensatore tuttora capace, grazie al suo pensiero “morfologico” (volto a studiare le “forme” cicliche del divenire storico), di fornire gli strumenti per capire il presente. Ottima idea, riproporlo.
Segnaliamo infine il nuovo fascicolo di Catholica (n. 110/Hiver 2011), dedicato nella parte monografica alla crisi della democrazia contemporanea (“La Démocratie déclassée”, pp. 4-53). Dove si possono leggere gli interventi di Gilles Dumont, François Vauthier, Paul-Ludwig Weinacht, Claude Polin. Di particolare interesse l’intervista a Guy Hermet, “Changement de régime” , pp. 10-19). Si ricorda che dell’originale politologo francese, le Edizioni Settimo Sigillo hanno di recente pubblicato L’inverno della democrazia o il Nuovo Regime (http://www.libreriaeuropa.it/index1.html ) . Perciò la lettura dell’intervista può essere utile per aggiornare i contenuti del volume, uscito in Francia nel 2007, e curato nell’edizione italiana da Giovanni Sessa e Christine Le Foulon, traduttrice.
Secondo Hermet, il grigio inverno della democrazia che stiamo vivendo, potrebbe portare, per parafrasare Gadda, all’accoppiamento poco giudizioso per i cittadini, tra neoliberismo e autoritarismo, come sta accadendo in Cina. Il rischio maggiore è che in Occidente il cittadino, sempre più abulico e - anche se interpellato - timoroso di decidere per paura delle conseguenze negative delle proprie decisioni, possa in futuro consegnarsi al tecnocrate della politica, riedizione modernizzata del mito politico del buon tiranno. Insomma, il rischio grosso è quello che si sia appena entrati in una nuova età glaciale della democrazia.
Come difendersi? Intanto, leggendo buone riviste e buoni libri, come quelli segnalati. Magari studiando prima un po’ di francese, anche in modo utilitaristico, solo per leggere. Oggi è possibile impararlo anche on line. Quindi Vive la France!…
L’ultimo numero di Éléments (n. 138/Janvier-Mars 2011,), spicca per un ricco focus ad opera di Alain de Benoist su “La politique de la misère” (pp. 18-35). Con la consueta lucidità il pensatore traccia i confini di una nuova lotta di classe, tra una massa crescente di poveri e di ricchi sempre più ricchi. In certo senso, si può parlare della riproposizione della tesi marxiana della caduta del saggio di profitto, ma resa più grave, così pare di capire, dalla totale e crescente assenza di politiche redistributive da parte del potere politico. Di riflesso il crescente impoverimento dei ceti medi e la debolezza del Stato, sottomesso al potere delle classi elevate, sarebbero le due direttrici di una crisi forse definitiva del capitalismo Vedremo…
Si segnala nello stesso fascicolo una lunga intervista allo storico italiano Franco Cardini (“Frédéric II, Saladin et… Silvio Berlusconi”, pp. 44-53). Il quale, forse esagerando come ultimamente gli capita spesso, dipinge Berlusconi - che ovviamente non è un santo - come il Male Assoluto, applicando quella Reductio ad Hitlerum dallo storico contrastata altrove, come a proposito di certi altrui sbrigativi giudizi sul radicalismo islamico.
Ma veniamo al nuovo fascicolo-evento di Nouvelle École (nn. 59-60/2010-2011), vera istituzione culturale, di quella che alcuni tuttora si ostinano a chiamare Nouvelle Droite…
La rivista, come sempre ricchissima sotto il profilo iconografico, è in larga parte dedicata a Oswald Spengler (pp. 11-151), con interventi di Alain de Benoist, Emmanuel Mattiato, Michel Lhomme, Domenico Conte, specialista italiano del pensatore tedesco.
Il ritratto complessivo che viene fuori dai vari interventi non è quello tradizionale del profeta del declino immerso nel proprio tempo, ma di un pensatore tuttora capace, grazie al suo pensiero “morfologico” (volto a studiare le “forme” cicliche del divenire storico), di fornire gli strumenti per capire il presente. Ottima idea, riproporlo.
Segnaliamo infine il nuovo fascicolo di Catholica (n. 110/Hiver 2011), dedicato nella parte monografica alla crisi della democrazia contemporanea (“La Démocratie déclassée”, pp. 4-53). Dove si possono leggere gli interventi di Gilles Dumont, François Vauthier, Paul-Ludwig Weinacht, Claude Polin. Di particolare interesse l’intervista a Guy Hermet, “Changement de régime” , pp. 10-19). Si ricorda che dell’originale politologo francese, le Edizioni Settimo Sigillo hanno di recente pubblicato L’inverno della democrazia o il Nuovo Regime (http://www.libreriaeuropa.it/index1.html ) . Perciò la lettura dell’intervista può essere utile per aggiornare i contenuti del volume, uscito in Francia nel 2007, e curato nell’edizione italiana da Giovanni Sessa e Christine Le Foulon, traduttrice.
Secondo Hermet, il grigio inverno della democrazia che stiamo vivendo, potrebbe portare, per parafrasare Gadda, all’accoppiamento poco giudizioso per i cittadini, tra neoliberismo e autoritarismo, come sta accadendo in Cina. Il rischio maggiore è che in Occidente il cittadino, sempre più abulico e - anche se interpellato - timoroso di decidere per paura delle conseguenze negative delle proprie decisioni, possa in futuro consegnarsi al tecnocrate della politica, riedizione modernizzata del mito politico del buon tiranno. Insomma, il rischio grosso è quello che si sia appena entrati in una nuova età glaciale della democrazia.
Come difendersi? Intanto, leggendo buone riviste e buoni libri, come quelli segnalati. Magari studiando prima un po’ di francese, anche in modo utilitaristico, solo per leggere. Oggi è possibile impararlo anche on line. Quindi Vive la France!…
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copyright © Linea 2011 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlogambescia@yahoo.it
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2 commenti:
Il numero di Nouvelle Ecole su Oswald Spengler (uno dei miei pensatori di riferimento)dovrebbe essere imperdibile. Quanto a Cardini, oramai tra voi è guerra aperta Carlo :). Cari saluti e un abbraccio.
Grazie Giacomo. E' un bel fascicolo infatti.
Cardini si fa male da solo... :-)
Abbraccio!
Carlo
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