
Lettera aperta all'amico Alessandro Campi
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Caro Alessandro,
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Ho letto alcuni passi della tua intervista al settimanale Gli Altri diretto da Piero Sansonetti. Non resisto… Ancor prima di leggerla tutta e in originale devo scriverti, per manifestare pubblicamente il mio assoluto accordo. Te lo devo.
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Ho letto alcuni passi della tua intervista al settimanale Gli Altri diretto da Piero Sansonetti. Non resisto… Ancor prima di leggerla tutta e in originale devo scriverti, per manifestare pubblicamente il mio assoluto accordo. Te lo devo.
Prima però - per i lettori - riporto qui di seguito gli stralci anticipati dall’Asca:
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« La gestione di questa crisi non sempre è stata azzeccata. Secondo me, alla convention di Bastia Umbra il ritiro della delegazione del Fli dal governo era atto più che sufficiente. Non andavano chieste le dimissioni di Berlusconi, sono state un di più che non serviva. E poi ci sono stati altri errori. Per esempio, l’oscillare tra troppe ipotesi diverse che hanno disorientato l’opinione pubblica e lo stesso Fli. Perchè un conto è voler costruire un centrodestra diverso da Berlusconi , un conto è dichiararsi disponibili ad alleanze pure con Vendola oppure ad un governo tecnico o ancora farsi parte promotori del Terzo polo. C’èstato un eccesso di tatticismo” Lo afferma il Direttore scientifico di Fare uturo e ideologo della svolta finiana nel centrodestra, il professor Campi, in un’ntervista rilasciata al settimanale Gli Altri, diretto da Piero Sansonetti, nel numero in edicola domani.Anche sulla scelta terzo polista di Fli, Campi non è convinto: ''Il terzo polo non è mai nato, - spiega – è un progetto piuttosto evanescente, una sommatoria di forze politiche che possono diventare elemento di disturbo in caso di competizione elettorale. Ma per il resto non c’è una leadership, non c’è un programma, un disegno complessivo. Fini, Casini, Rutelli non hanno le stesse idee: Fini è per il bipolare maggioritario, Casini è un proporzionalista.Bisognerebbe scegliere tra l’una e l’altra ipotesi: non è secondario”. E sul futuro del premier Campi ha le idee “ Berlusconi ha bisogno di un salvacondotto giudiziario, per uscire di scena deve essere sicuro di averlo''. E più avanti chiarisce ancora: “è il sistema politico italiano che dovrebbe avere la forza di farsi carico di questa situazione. Berlusconi non può uscire di scena con una modalità infamante” »
http://www.asca.it/news-FLI__CAMPI__TERZO_POLO_NON_ESISTE__FINI_HA_COMPIUTO_TROPPI_ERRORI-975300-ORA-.html
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Farai marcia indietro? Spero di no. Perché in questa intervista, caro Alessandro, riveli le tue qualità di eccellente studioso del realismo politico. Qualità che non ho mai messo in discussione. Insieme a quel coraggio, che non mancavi di mostrare nelle nostre riunioni fiorentine.
Cogli due punti fondamentali.
Il primo, riguarda le ridotte capacità politiche di Fini, "fattore" da te evidenziato là dove parli appunto di “un eccesso di tatticismo”.
Il secondo, concerne la questione Berlusconi. E’ vero serve un atto di realismo politico. Basta con il controproducente giustizialismo. Sono totalmente d’accordo con te: “Berlusconi ha bisogno di un salvacondotto giudiziario, per uscire di scena deve essere sicuro di averlo (…), è il sistema politico italiano che dovrebbe avere la forza di farsi carico di questa situazione”. Tradotto:continuare a fare la guerra sul piano giudiziario al Cavaliere significa solo favorirne la vittoria. Parfait.
Ora, caro Alessandro, vorrei però che alle parole seguissero i fatti: dimettiti da Direttore Scientifico di Fare Futuro. Torna agli studi, donaci quei buoni libri di storia delle dottrine politiche, di cui discutevamo insieme. Che solo tu puoi scrivere.
Un abbraccio.
Carlo
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« La gestione di questa crisi non sempre è stata azzeccata. Secondo me, alla convention di Bastia Umbra il ritiro della delegazione del Fli dal governo era atto più che sufficiente. Non andavano chieste le dimissioni di Berlusconi, sono state un di più che non serviva. E poi ci sono stati altri errori. Per esempio, l’oscillare tra troppe ipotesi diverse che hanno disorientato l’opinione pubblica e lo stesso Fli. Perchè un conto è voler costruire un centrodestra diverso da Berlusconi , un conto è dichiararsi disponibili ad alleanze pure con Vendola oppure ad un governo tecnico o ancora farsi parte promotori del Terzo polo. C’èstato un eccesso di tatticismo” Lo afferma il Direttore scientifico di Fare uturo e ideologo della svolta finiana nel centrodestra, il professor Campi, in un’ntervista rilasciata al settimanale Gli Altri, diretto da Piero Sansonetti, nel numero in edicola domani.Anche sulla scelta terzo polista di Fli, Campi non è convinto: ''Il terzo polo non è mai nato, - spiega – è un progetto piuttosto evanescente, una sommatoria di forze politiche che possono diventare elemento di disturbo in caso di competizione elettorale. Ma per il resto non c’è una leadership, non c’è un programma, un disegno complessivo. Fini, Casini, Rutelli non hanno le stesse idee: Fini è per il bipolare maggioritario, Casini è un proporzionalista.Bisognerebbe scegliere tra l’una e l’altra ipotesi: non è secondario”. E sul futuro del premier Campi ha le idee “ Berlusconi ha bisogno di un salvacondotto giudiziario, per uscire di scena deve essere sicuro di averlo''. E più avanti chiarisce ancora: “è il sistema politico italiano che dovrebbe avere la forza di farsi carico di questa situazione. Berlusconi non può uscire di scena con una modalità infamante” »
http://www.asca.it/news-FLI__CAMPI__TERZO_POLO_NON_ESISTE__FINI_HA_COMPIUTO_TROPPI_ERRORI-975300-ORA-.html
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Farai marcia indietro? Spero di no. Perché in questa intervista, caro Alessandro, riveli le tue qualità di eccellente studioso del realismo politico. Qualità che non ho mai messo in discussione. Insieme a quel coraggio, che non mancavi di mostrare nelle nostre riunioni fiorentine.
Cogli due punti fondamentali.
Il primo, riguarda le ridotte capacità politiche di Fini, "fattore" da te evidenziato là dove parli appunto di “un eccesso di tatticismo”.
Il secondo, concerne la questione Berlusconi. E’ vero serve un atto di realismo politico. Basta con il controproducente giustizialismo. Sono totalmente d’accordo con te: “Berlusconi ha bisogno di un salvacondotto giudiziario, per uscire di scena deve essere sicuro di averlo (…), è il sistema politico italiano che dovrebbe avere la forza di farsi carico di questa situazione”. Tradotto:continuare a fare la guerra sul piano giudiziario al Cavaliere significa solo favorirne la vittoria. Parfait.
Ora, caro Alessandro, vorrei però che alle parole seguissero i fatti: dimettiti da Direttore Scientifico di Fare Futuro. Torna agli studi, donaci quei buoni libri di storia delle dottrine politiche, di cui discutevamo insieme. Che solo tu puoi scrivere.
Un abbraccio.
Carlo
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3 commenti:
"Berlusconi ha bisogno di un salvacondotto giudiziario, per uscire di scena deve essere sicuro di averlo..."
Ma perché mai bisognerebbe darglielo?
La "cultura istituzionale e della legalità" sarebbe quella che "realisticamente" fa strame del diritto vigente per corrompere un fastidioso avversario politico onde ottenere che lasci la scena?
E' lecito dubitare che in Italia esistano davvero culture rivoluzionarie degne di rispetto.
Quello che è certo però è che è difficile provare rispetto per difensori della "legalità repubblicana" volti a consacrare logiche apertamente mafiose contro cui pretendono di ribellarsi.
Caro Stefano,
grazie del commento. Giro la tua domanda a Campi.
Se ti accontenti invece di una mia valutazione, posso dire da modestissimo lettore di Machiavelli, che quando il nemico non può essere "spento" subito, va blandito, per poi "spegnerlo" in un secondo momento, dopo averlo separato dai suoi accoliti...
E Machiavelli non lavorava per "cosa Nostra"...
Tutto qui.
Bastava riflettere un momento prima di partire in quarta :-)
Però ti capisco ;-)
... Ovviamente, quanto ho appena detto sottende che la verità delle leggi della politica (a proposito dell'eliminazione "dolce" del nemico) finisce sempre per vendicarsi di qualsiasi forma di "legalità"... Anche "repubblicana"... :-)
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