Perché ci piace Marchionne
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Nel marasma politico ed economico italiano, dove politici, imprenditori e sindacalisti dicono una cosa e ne fanno un' altra, l’unico che sembra puntare sulla trasformazione delle parole in fatti è Marchionne.
Attenzione, non ci piace per quello che dice, ma per come lo dice… Si prenda l’intervista a Fazio - altro bel campione dell’ipocrisia italiana, languidamente sbilanciata a sinistra e con a casetta (sulla Senna, of course) il filippino in livrea... Bene, Marchionne ha espresso chiaramente il suo pensiero, senza remore buoniste, su una certa idea, chiara e precisa, dell’Italia. E soprattutto sull’innegabile ruolo storico della Fiat, nonché sulla necessaria ma non obbligatoria collaborazione della grande azienda automobilistica con lo Stato. Prendere o lasciare. (Si veda qui: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/10/24/visualizza_new.html_1728896267.html ).
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Nel marasma politico ed economico italiano, dove politici, imprenditori e sindacalisti dicono una cosa e ne fanno un' altra, l’unico che sembra puntare sulla trasformazione delle parole in fatti è Marchionne.
Attenzione, non ci piace per quello che dice, ma per come lo dice… Si prenda l’intervista a Fazio - altro bel campione dell’ipocrisia italiana, languidamente sbilanciata a sinistra e con a casetta (sulla Senna, of course) il filippino in livrea... Bene, Marchionne ha espresso chiaramente il suo pensiero, senza remore buoniste, su una certa idea, chiara e precisa, dell’Italia. E soprattutto sull’innegabile ruolo storico della Fiat, nonché sulla necessaria ma non obbligatoria collaborazione della grande azienda automobilistica con lo Stato. Prendere o lasciare. (Si veda qui: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/10/24/visualizza_new.html_1728896267.html ).
Marchionne ricorda nello stile quei borghesi più "leoni" che "volpi", che tanto piacevano a Pareto. Consapevoli di giocare un ruolo di classe e in grado di battersi fino alla morte, senza esclusioni di colpi. E soprattutto in modo coerente rispetto all' ideologia borghese.
Qui perciò servono risposte altrettanto precise e chiare da parte di Stato e sindacato. E non parole vaghe (Sacconi, Uil e Cisl) sui soli benefici della “cassa integrazione” o su pur importanti diritti ma con pochi doveri ( Cgil e in particolare Fiom), magari giocando - solo giocando... - alle obsolete e narcisiste liturgie di massa o all' occupazione delle fabbriche in stile 1920, per scambiare il tutto, alla fine, con il solito osso con pochissima polpa.
Qui perciò servono risposte altrettanto precise e chiare da parte di Stato e sindacato. E non parole vaghe (Sacconi, Uil e Cisl) sui soli benefici della “cassa integrazione” o su pur importanti diritti ma con pochi doveri ( Cgil e in particolare Fiom), magari giocando - solo giocando... - alle obsolete e narcisiste liturgie di massa o all' occupazione delle fabbriche in stile 1920, per scambiare il tutto, alla fine, con il solito osso con pochissima polpa.
Detto fuori dai denti: occorrono una politica industriale degna di questo nome e un sindacato, realmente riformista, capace di imporre impegni precisi, diremmo ferrei, sullo scambio tra aumenti di produttività e crescita dei salari e dell’occupazione. Il resto è fuffa.
E Marchionne l’ha capito.
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11 commenti:
Condivido il tuo giudizio Carlo. Marchionne è quello che è, un industriale, e si comporta come si comporterebbe chiunque altro nella sua posizione. Egli è l'Amministratore Delegato della Fiat, e come tale non fa che tutelare gli interessi della Fiat. Gli altri (Sacconi, Brunetta, Cgil, Cisl, Uil, Fiom) invece hanno compiti ben precisi che non riescono (o non vogliono riuscire) mai a svolgere in maniera seria, coerente ed efficace. Longanesi avrebbe detto che "Non stanno al passo coi tempi" e anche io, nel mio piccolo, ne sono convinto. Un saluto e un abbraccio.
Marchionne è forse un po' più chiaro di tanti politici,anche perchè non deve andare a elezioni, ma non mi sembra che sia poi tanto chiaro. O meglio i fatti non seguono alle parole.
In primavera, ha presentato un piano industriale, ma ancora
non si è visto nulla di concreto e gli investimenti non sono ancora
stati sbloccati.
La vicenda di Pomigliano dice che a Marchionne, alla Fiat, non interessa
l'aumento della produttività, ma il dominio incondizionato in fabbrica,
vuole annullare il lavoratore e con esso il sindacato come soggetto autonomo.
Questa è la posta in gioco. Prova ne sia che il 62% di sì all'accordo non gli è bastato.
Altro che la produttività e le altre balle di Marchionne sui salari
(non mi risulta che la FIAT abbia proposto nessuno scambio tra aumento di produttività e aumento dei salari?)
Se fosse solo una questione di produttività la FIOM, nelle controproposte ha dimostrato che si potevano fare
i 18 turni settimanali, senza violare il CCLN e senza intaccare diritti individuali indisponibili.
Che c'entra non pagare la malattia nei primi tre giorni?
La FIAT o gli enti di controllo non hanno il modo di scovare i finti malati con gli accordi e le leggi attuali?
Perchè bisogna arrivare a limitare il diritto di sciopero (anche se il giurista Marchionne ci assicura che la Costituzione non è toccata, bontà sua)?
"su pur importanti diritti ma con pochi doveri (Cgil e in particolare Fiom), magari giocando - solo giocando... - alle obsolete e narcisiste liturgie di massa o all'occupazione delle fabbriche in stile 1920,"
ma cosa vuol dire in concreto?
La FIOM è un sindacato responsabile che fa accordi su accordi e li fa rispettare.
La FIOM non gioca solo a dire No e a protestare, senza preoccuparsi di gestire le situazioni. La FIOM
non è il COBAS o la CUB. Certamente l'idea di sindacato della FIOM e della CGIL è ancora
quello di un'organizzazione che rappresenti e porti avanti gli interessi generale dei lavoratori
e non quello di ente erogatore di servizi (dalla formazione, alla collocazione, ecc.)
al cittadino-lavoratore e all'imprenditore, che è ormai il modello di riferimento
di CISL e UIL.
Un saluto,
Cinghios
Grazie gaicomo ;-)
Abbraccio.
Carissimo Francesco,
mi aspettavo un tuo (gradito) commento :-)
Che voglio dire?
Uno. La mia è una provocazione. Perciò è ovvio, stando anche a quanto ho scritto fino ad oggi (attaccando le singole clausole contrattuali, come tu ben sai) che io non stia dalla parte di Marchionne.
Due. Il piano industriale avrebbe dovuto presentarlo il Governo, in concertazione con sindacati e imprese... E così non è stato.
Tre. Sai benissimo, caro amico, quello che intendevo dire:
La Cgil si accorge che il sindacato non è un erogatore di servizi, guarda caso, quando la sinistra politica è all'opposizione... E così rispolvera le liturgie di cui sopra. Trovando una sponda nella Fiom (che è vero: non regala niente a nessuno, neppure quando la sinistra è al governo...). Ora sono in sintonia o quasi. Ma per andare dove?
La crisi è dura e la "rivoluzione" lontana... ;-). E gli investimenti promessi da Marchionne ( sui quali, certo, stanarlo...) potrebbero far bene all'economia e al lavoro. Perché (parlo di Cgil e Fiom) non fare un passo indietro? Favorendo, l'unità dei lavoratori ed evitando "guerre civili" interne al sindacato, se non di peggio? Certo è poco, ma questo attualmente passa il convento dell'economia...
Insomma farsi "volpi" davanti ai "leoni": buttare giù, se serve, il boccone amaro e andare avanti...
Mai accettare i "finalismi" storici:ieri, era in auge il welfare, oggi la "fabbrica totale"( come si legge in giro), domani, con il "ristabilirsi" dell'economia di nuovo il welfare...
Altrimenti detto "'a da passà 'a nuttata"...
Ricambio il saluto.
Carlo
Ricambio il
Ciao Carlo,
scusami per aver postato più volte il commento ma il sistema continuava a dare errore.
Sì capisco la provocazione, ma quando Marchionne viene a dire in TV che l'accordo ha avuto
solo il 62% perchè la comunicazione interna FIAT poco ha potuto contro la campagna mediatica
che si è scatenata contro (quando la maggior parte dei giornali e tutte le TV
erano a favore dell'accordo!) fa sorridere ma anche incazzare.
Torno sulle questioni finali: è vero la Cgil è un po' ondivaga sul modello di sindacato
che vuole seguire a seconda del governo che c'è. L'ultimo congresso ne è stata la prova: giuste le analisi, giuste le premesse
ma non si tirano le conseguenze. Infatti la Fiom, o meglio la segreteria della Fiom ha presentato
una mozione contrapposta (anche se non è molto bello che una federazione si costituisca come minoranza nella
confederazione, ma questo è un altro discorso ancora).
Ora tu dici, forse non è meglio fare un passo indietro? E' trent'anni che il sindacato fa passi indietro che
la situazione è questa. Forse si possono ancora fare passi indietro su temi specifici, sull'orario sui turni, ma credo
che la Fiom e la Cgil facciano bene a resistere su alcuni diritti individuali e indisponibili.
L'obiettivo di Confidustria è usare la crisi per spazzare via del tutto l'idea di Contratto Collettivo (vedi l'introduzione del principio della deroga nel contratto separato).
Ora con i metalmeccanici, poi verranno gli altri. Questo non è accettabile, ma non per ideologia, ma perchè domani
senza un CCNL saremo tutti ancora più deboli e si scatenerà una concorrenza al ribasso azienda per azienda.
Poi, sono d'accordissimo sull'unità dei lavoratori... figurati. Ma come si fa a ricomporre
l'unità con questa divergenza di fondo dell'idea di sindacato? Secondo me solo con la democrazia
dentro i luoghi di lavoro, facendo esprimere (sempre che non ci siano diritti indisponibili in ballo come a Pomigliano)
i lavoratori sui contratti che li riguardano. Ma FIM e UILM si sono sempre rifiutate (se non quando l'accordo era unitario)
di indire il referendum, anzi addirittura in moltissime aziende si rifiutano di tenere assemblee unitariee: loro fanno assemblee
solo per i loro iscritti!
Ciao,
Cinghios
... Capisco ;-)
Credo che ormai tra sindacati si siano innescate dinamiche (sociologiche) di tipo competitivo (come del resto fai notare a proposito delle assemblee): dinamiche che vanno oltre i contenuti... Difficili da dominare. Perciò - è vero - parlare di unità rischia di farsi sempre più difficile,se non impossibile. Altro bel problema.
Sono altresì d'accordo sull'importanza del CCNL. Battaglia che però dovrebbe essere soprattutto politica... Mentre la politica (a destra come a sinistra) sembra occuparsi solo di "lodo" e "riforma elettorale"...
Comunque sia, prendo atto del tuo bel commento, al tempo stesso forbito e informato. E prometto di tornare in seguito sull'argomento, tanto ne avremo di occasioni ;-), magari con la finalità di approfondire la questione della democrazia "in fabbrica".
Grazie, infine, per il garbatissimo dissenso.
Ricambio il saluto.
Carlo
Premesso che il metodo Marchionne per "forzare" la riforma dei contratti non è in linea di principio condivisibile, va detto che Marchionne si trova a dover fare i conti con l'Italia, e non con un paese normale.
Da parte loro, i sindacati hanno perso svariate occasioni per governare questo processo negli ultimi dieci anni. Negli ultimi cinque, oltretutto, si sapeva quello che sarebbe successo, e c'era già aria di bolla finanziaria e di recessione.
Adesso è tardi per contrattare, si devono tenere il "prendere o lasciare", avendo in mano solo armi spuntate.
Quindi, in definitiva, sono pienamente d'accordo con te. Facessero i sindacati come lui fa l'imprenditore, vivremmo in un "Paese normale" (certo non quello a cui pensava D'Alema!).
Grazie Agnese, per la puntuale e, almeno a mio avviso, saggia analisi.
Carlo
P.S.
Grazie! Benvenuta tra i "lettori fissi!
Condivido le opinioni, Carlo. E' vero che Marchionne per certi versi sta esagerando, ma non gli si può nemmeno dar torto quando si lamenta che la FIAT in Italia è in passivo. E' vero che l'azienda è nata in Italia e ci sono decine di migliaia di persone in gioco, e altrettante famiglie. Tuttavia, come si sono rimboccati le maniche gli operai della Volkswagen per non chiudere baracca, così gli operai della FIAT dovrebbero (o devono?) rimboccarsi le maniche. Oltretutto, in Paesi come la Svizzera ci sono enormi agevolazioni fiscali per le aziende:l'hanno fatto vedere a Presa Diretta e la Svizzera non è certo un Paese comunista...
Per le sinistre oggi per ogni dovere ci vogliono 10 diritti (e che diritti...).
Un abbraccio,
Roberto
Grazie del commento Roberto. E benvenuto!
Carlo
Carlo, sono Roberto Concorde :)
Ti chiedo scusa!
Abbraccio.
Carlo
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