mercoledì, giugno 23, 2010

Gianfranco Fini, Bossi e Renan
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Come valutare la polemica Fini-Bossi sull’esistenza della "Padania"? E’ fondato dire che una nazione esiste, un’altra no ?
Saltiamo a piè pari la questione della definizione giuspubblicistica di nazione, dando per scontato che “tutte” le entità nazionali, incluse quelle costituite dai popoli che aspirano all’indipendenza, costruiscono “artificialmente” la propria tradizione. Ciò significa che sotto l’aspetto sociologico la nazione è una costruzione o "invenzione" socioculturale che, in ultima istanza, si regge sulla forza. Perciò sotto profilo "culturale" Italia e “Padania” pari sono… Di conseguenza la differenza consiste nel fatto che l’Italia può contare su carabinieri, forze di polizia, esercito, guardia di finanza, giudici, mentre la “Padania no. Tutto il resto è pura retorica politica.
Naturalmente questa è solo una parte della storia. Perché il potere della nazione, come ogni forma di potere, si regge non solo sulla forza ma anche sul consenso. A ricordarlo è la famosa definizione di Ernest Renan: “La nazione - scriveva lo storico francese - è un “plebiscito quotidiano”. Nel senso che ‘l’appartenenza” alla nazione non è mai data una volta per sempre, ma rinasce ogni giorno, innervando i comportamenti dei cittadini e dei governanti. In che modo? Attraverso l’instaurazione di un circuito virtuoso tra cittadino e istituzioni, basato in senso lato sullo scambio protezione/obbedienza. Pertanto l’appartenenza è un rapporto fiduciario fondato sulla costruzione sociale di una tradizione, ma anche sulla condivisione dei valori nazionali. Una "comunione" che, per quanto "inventata" e "astratta" nei suoi valori culturali, deve però riprodursi “quotidianamente”, e "in concreto", soprattutto grazie al buon governo delle istituzioni. Per farla breve: quanto più una nazione “funziona” nelle sue istituzioni, tanto più i cittadini "votano quotidianamente" in favore dell’appartenenza.
Ora, Fini, che secondo alcuni osservatori sta facendo del suo meglio per far cadere il Governo Berlusconi, dovrebbe invece interrogarsi, non tanto sull’esistenza o meno della Padania, quanto su quel che lui, come uomo di governo, abbia eventualmente fatto e faccia per rafforzare il circuito virtuoso del senso di appartenenza all’Italia di coloro che vivono oltre la linea del Po.
Di sicuro, il "montare" polemiche un giorno sì e l'altro pure non aiuta i "padani" a "tornare" in Italia.
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4 commenti:

Giacomo Gabellini ha detto...

Certo Carlo che Fini è il tuo bersaglio preferito :). In ogni caso condivido la tua analisi, in quanto l'identità nazionale non è frutto solo di quel paio di elementi storici e culturali (pur esistenti) su cui fa leva la Lega. Poniamo che tra dieci anni le Marche, regione in cui vivo, fossero popolate per il 51 % da algerini volenterosi di sganciarsi dall'Italia per entrare a far parte dell'Algeria. Rivendicherebbero, costoro, qualcosa di lecito? Io non credo proprio, in quanto reciderebbero con un netto colpo di forbice la storia della regione e tutte gli elementi che vi si legano. Sono passati due secoli da quando Alessandro Manzoni auspicava un'Italia unita "d'arme, di lingua, d'altare, Di memorie, di sangue e di cor". Forse non aveva del tutto torto. Cari saluti e un abbraccio.

di Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Giacomo, sempre acuto.
La "botta" a Fini nella chiusa (voluta), non influisce sul "succo sociologico" del post :-) Che forse tu non hai afferrato del tutto ;-)
I tuoi algerini potrebbero però rivendicare Bari e dintorni, sede mi pare nel IX secolo di un Emirato. Per non parlare della Sicilia cui Michele Amari ha dedicato pagine storiograficamente memorabili... E così via...
Vedi Giacomo, si possono anche fare scelte politiche più o meno nette (penso alla tua citazione di Manzoni e al mio affondo contro Fini), ma quel che non va mai perduto di vista è il "succo sociologico" delle questioni... ;-)
Succo che può risultare sgradito al palato, però - ecco il punto da tenere sempre fermo - lo studio è una cosa, la politica un'altra.
Abbraccio.
Carlo

Stefano Vaj ha detto...

Impeccabile.

di Carlo Gambescia ha detto...

Detto da Lei carissimo :-)
Abbraccio!
Carlo