mercoledì, giugno 02, 2010

Festa della Repubblica.
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Garrisce il tricolore
nel tripudio dei disonesti.
Silente, s'inabissa l’Italia
nel cuore dei giusti.
Pochi in verità.
Altri secoli verranno.
Forse.
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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Carlo Gambescia poeta civile: poche parole giuste per scavare nelle ferite che sanguinano.
un abbraccio
nicola vacca

Michele Antonelli ha detto...

Complimenti per i versi, Carlo.

Lavoriamo su quel "forse", alla fine. Finché c'è una speranza, diamoci da fare!

Tu stesso m'hai spiegato che, secondo le alternanze identificate da Sorokin, dovranno venire tempi migliori. Se non abbiamo toccato il fondo, ci siamo molto vicini. Di conseguenza, prima o poi, il grafico dovrà necessariamente risalire.

Quindi,permettimi di suggerire una variante che inviti ad aggrapparsi a un qualche salvagente, se non proprio a una scialuppa:

"...
Altri secoli verranno.
Ci saremo anche noi?"


Un abbraccio.

Michele

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie amici.
Il bello - o il brutto - è che il "placet" proviene da due addetti ai lavori...

Diciamo così: modestissimo tentativo :-)

D'accordo Michele per la variante ;-)

Abbraccio.

Carlo

roberto buffagni ha detto...

Caro Carlo,
che bella invocazione al fantasma Italia, la sventurata che ormai non risponde più a nessuno, nè a Egidio, nè a Fra Cristoforo, nè all'Innominato...neanche a me...telefono, e la vocetta risponde "il numero chiamato non è più attivo"...