lunedì, maggio 24, 2010

Mourinho e Germano, due eroi del nostro tempo
.
Sabato, incuriositi dal clamore mediatico solidificatosi intorno al “geniale Mourinho”, abbiamo visto in Tv la finale di “Champion”.
L’Inter ha giocato di rimessa: una tattica che consiste nel far sfogare l’avversario per poi infilarlo in contropiede… Uno schema di gioco italianissimo, vecchio come il cucco, gradito ai suoi tempi al triestino Nereo Rocco, nobile catenacciaro. E che tuttora ha nel Trap un epigono virtuoso. Brera, se fosse vivo, parlerebbe, di “imprestiti” tattici.
Domenica, sempre la Tv, ha mostrato le immagini di Elio Germano vincitore della Palma d’Oro. Andremo a vedere il film di Daniele Luchetti, regista non banale. Pur sapendo che la recitazione di Germano, “il più grande attore della sua generazione” consisterà, anche questa volta, nel gonfiare le vene del collo e agitarsi sulla scena.
Miglior allenatore e miglior attore. Che tempi. Ci vuole proprio pazienza, tanta pazienza.
.
Copyright © 2010 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlo.gambescia@gmail.com
.

9 commenti:

epigrammiefacezie ha detto...

Resta il fatto che nessuna squadra italiana, per quanto ne so, è riuscita a vincere nello stesso anno la coppa nazionale, il campionato e la coppa dei campioni. Nemmeno l'Inter degli anni '60, di Moratti padre e di Herrera, o allenatori certamente più brillanti, come il compianto barone Liedholm.
Per quanto riguarda Elio Germano, l'ho visto in "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì in cui recitava nel ruolo di un giovane rappresentante arrembante e nevrotico, e non mi era sembrato male... certo, da qui a dire che fosse il più grande della sua generazione ce ne corre, del resto se pensiamo a come è stato sopravvalutato a suo tempo un Mastroianni, che se non altro era più bello...

Alessandro Giorgiutti ha detto...

Non mi pronuncio sulla recitazione di Germano, ma quanto a Mourinho vorrei dire (con tutta l'ironia del caso naturalmente...) che l'impostazione del post mi sembra... ideologica. Perché "italianissimo" dovrebbe essere l'opposto di "geniale"? E perché il migliore allenatore della nostra epoca non dovrebbe "giocare di rimessa"? E i gol in contropiede non sono spettacolari? E il "grande calcio" è solo quello che s'ispira ai modelli stranieri? Per concludere (ripeto, sempre con ironia): estendere anche al pallone il complesso d'inferiorità che l'Italia, spesso ingiustamente, patisce in campo economico, politico, culturale, mi sembra ingiustificato...

Saluti,
Alessandro Giorgiutti

Anonimo ha detto...

Da un fronte ideologico diverso da quello di Alessandro, mi preme sottolineare come anche il sottoscritto - pur essendo affezionato a un'idea di calcio molto diversa - non ritiene che "italiano" contrasti necessariamente con "geniale"; né che il gioco basato su "catenaccio&contropiede" non possa essere anche molto spettacolare.
Piuttosto, a mio giudizio, con il geniale Mourinho il problema che si pone è un altro: è lui, come ci ha più volte spiegato, a considerare in contrapposizione "italiano" e "geniale"; è stato lui, quando è arrivato, a dichiarare "vi mostrerò un nuovo calcio, l'Italia non mi cambierà"; è stato lui a dire: "In Italia non ho imparato niente!". È sempre lui ad aver detto più volte, recentemente: "in Italia non mi sente a casa" perché il calcio italiano "è malato"; peccato però che lui si sia adoperato attivamente per aggravare la malattia e approfittarne (com'è accaduto in campionato).

CarloS

P.S. - Su Germano sono abbastanza d'accordo con Carlo. Lo considero un buon attore, anche se certo non "il migliore della sua generazione". Prima di giudicare, tuttavia, andrò a vedere il film.

Giacomo Gabellini ha detto...

Mourinho viene fatto passare come un genio quando, a mio avviso, non è altro che un ottimo allenatore, bravo a leggere le partite ma del tutto privo di idee "nuove". Costui non ha niente a che vedere con un Michels o un Sacchi, veri geni rivoluzionari, calcisticamente parlando. Germano è secondo me un attore discreto, soprattutto se rapportato alla marmaglia generale rappresentata dal panorama cinematografico italiano. Cai saluti e un abbraccio.

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie dei commenti.

Sull'Inter - che comunque ha meritato di vincere - vorrei aggiungere, che non vedevo (pur avendolo giocato da giovane) una partita di calcio per intero dalla fine degli anni Settanta... ;-) Quindi ho vissuto un evento...
Un po' come un astronauta che ritorna dal viaggio in un'altra galassia, è ritrova, con sua sorpresa, la Terra come l'aveva lasciata...
Tutto qui.
Quanto a Germano, l'ho visto e rivisto, e non mi convince. Ovviamente è un'opinione personale...

Colgo l'occasione per ringraziare Andrea del sostegno pubblico.

Abbraccio,

Carlo

Anonimo ha detto...

Caro Carlo,
Una correzione al post: Luchetti, non Lucchetti.
Ciao da Marcello Teofilatto

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Marcello.
Già fatto...
Se non ci fossi tu.
Abbraccio,
Carlo

P.S.
Naturalmente mi scuso anche con l'interessato.

Biz ha detto...

Sono d'accordo con Carlo S.
Mourinho mi pare il migliore allenatore in circolazione.
Però quel che infastidisce in questo gioco all'italiana (che ha applicato nelle ultime due partite di coppa), è che non solo lui, ma anche i suoi ammiratori non dicono : "questo è il buon vecchio gioco all'italiana, il migliore per vincere le coppe".

Classico difetto italiano: non saper vedere i pregi propri di sistema, sottovalutarli. Non dare il giusto valore di essi in rapporto il valore dei singoli (che pure conta, ma solo "in sistema", "in squadra").
Quindi anche una tendenza alla idolatria dell'uomo che risolve (qui Mouriunho, ma può essere Bertolaso, Berlusconi ecc. ecc.)

Carlo Gambescia ha detto...

Biz, bentornato al commento.
Grazie e abbraccio,
Carlo