martedì, aprile 06, 2010

Il silenzio del Papa…
.
Sulla questione dei sacerdoti pedofili stanno venendo alcuni nodi al pettine. Quello più importante, probabilmente, resta il nodo del rapporto tra democrazia e Chiesa Cattolica.
In linea di principio le istituzioni politiche moderne, in quanto democratiche e pluraliste, si reggono su una stampa libera capace di controllare il potere politico ed economico. L’obbedienza dei cittadini è perciò sempre revocabile, perché vincolata a un consenso informato su verità mutabili.
Per contro, e sempre in linea di principio, le istituzioni religiose, soprattutto se a sfondo monoteistico e gerarchico, rifiutano controlli interni a mezzo stampa. L’obbedienza dei suoi membri è pertanto irrevocabile, perché vincolata a un consenso informato su verità immutabili.
Allora perché meravigliarsi se la vicenda dei sacerdoti pedofili, rilanciata principalmente dalla stampa, sembra presentare tutte le caratteristiche del dialogo tra sordi?
La sostanza della campagna giornalistica mondiale è nel fatto che si vuole imporre alla Chiesa Cattolica la rinuncia ad essere un’istituzione religiosa. Si pretende che si trasformi in istituzione politica moderna, democratica e pluralista, soggetta al controllo della stampa. Si chiede alla Chiesa, istituzione antichissima, gerarchica ed elitaria per eccellenza, di trasformarsi in una moderna democrazia repubblicana di massa, controllata dai media e con un Papa-Presidente, sempre "dimissionabile". Si pensi solo a certi accenni della stampa americana al Watergate che rischia di travolgere Roma, con Benedetto XVI al posto di Nixon…
Insomma, si vuole imporre alla Chiesa - chiedendo a gran voce che il Santo Padre prenda posto sul "banco degli imputati" - una scelta sociologicamente contronatura (la "sua" natura di istituzione religiosa) .
In pratica, si chiede al Papa di non fare il Papa. E Lui giustamente tace. Che altro potrebbe fare?
.
Copyright © 2010 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlo.gambescia@gmail.com
.

6 commenti:

Giacomo Gabellini ha detto...

Difficile darti torto Carlo; gli Stati Uniti sono affetti da un'incurabile patologia che impedisce loro di comprendere i contesti diversi da quello in cui vivono. Hanno condotto le guerre all'Afghanistan e all'Iraq nella stessa, identica maniera in cui avevano condotto la Guerra del Golfo, non tenendo conto di tutti i vari mutamenti geopolitici verificatisi in quell'arco di tempo. Non c'è dunque da meravigliarsi di fronte all'imbarazzante equiparazione, da loro proposta, tra Joseph Ratzinger e Richard Nixon, e di fronte alla pretesa che hanno avanzato, cioè che si verifichi una sorta di "impeachment" clericale. Il Papa, che non è certo un leader politico, si sottrae a questo gioco. Mi chiedo solo, alla luce dei fatti emersi recentemente, quanto sia caduta in basso un'istituzione religiosa come la Chiesa cattolica, ma questa è un'altra storia. Cari saluti e un abbraccio.

epigrammiefacezie ha detto...

Che il Papa non risponda direttamente a queste campagne di stampa non c'è da sorprendersene, tanto più quando si arrivi a parlare di impeachment come nel Watergate. Già il Watargate contro Nixon era un'operazione abbastanza losca, figuriamoci quella contro un Papa, che è un capo di stato di un paese estero.
Quali siano le aspettative e le aspirazioni di chi le promuove è difficile conoscerlo a fondo, si può intuire che in gran parte ci sia un orientamento non molto ben disposto nei riguardi della Chiesa Cattolica e del suo ruolo politico.
Non può sfuggire il carattere di contrappasso presente nell'agitare casi spesso lontanissimi, quasi a voler dire all'autorità ecclesiastica, che ha sempre avuto la caratteristica di non dimenticare mai niente, che neppure le sue magagne sono dimenticate.
Perché a monte di tutto c'è un altro punto: questi casi di abusi su minori a opera di preti cattolici sono generalmente veri. E non sono casi poi così isolati.
E allora forse ci potrebbe essere la spinta a sbarazzarsi di un alleato divenuto scomodo, smettendo di coprire delle magagne che per decenni ha fatto comodo coprire. E sì, perché la storia dei casi isolati non sta in piedi, nemmeno in Italia. Sono casi isolati perché non si conoscono.

Stefano Vaj ha detto...

In effetti, la chiesa cattolica *è* oggi in certo modo soggetta al "controllo della stampa", che deriva poi dal fatto che la *sua* influenza sui media è diventato indiretta, e almeno al di fuori dell'Italia ha a che fare con altre forze ed altri interessi (fosse anche quello più superficiale di vendere più copie o di gridare allo scandalo più forte).

Ciò detto, un misto di pentimenti pubblici e di no comment al vertice è effettivamente una strategia ragionevole riguardo alla campagna in corso, tanto più che le più plausibili ambizioni della stessa mi paiono mirare a finalità di condizionamento e ridimensionamento piuttosto che ad un'improbabile destabilizzazione delle istituzioni interne della chiesa o anche solo del potere che essa esercita in alcuni paesi.

C0nc0rd3 ha detto...

Come scrive Massimo Introvigne nel suo sito www.cesnur.org, gli abusi da parte di sacerdoti e religiose verso bambini e bambine sono minori di quello che i media mondiali ci fanno credere, ma purtroppo veri e anche due casi nel mondo intero sarebbero già troppi. E' giusto che la Chiesa si assuma le sue responsabilità, ma il Pontefice non può essere il capro espiatorio. Carlo forse non condividerebbe, ma un pizzico di complottismo in questa vicenda ci vorrebbe. Perché tutti i media si concentrano solo sulla Chiesa Cattolica?
Chiudendo questa parentesi, Massimo Introvigne riporta statistiche reali, dove la Chiesa Anglicana, che permette ai sacerdoti di sposarsi, presenta molti più episodi di questo genere rispetto a quella Cattolica. Come ha detto Qualcuno, siamo bravi a guardare la pagliuzza nell'occhio del nostro fratello, quando abbiamo una trave che ci acceca.
Il problema principale, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, è la continua perdita della Tradizione, anche nella selezione dei sacerdoti.

Giovanni Bazzana ha detto...

Caro Carlo,
sono d'accordo quando osservi che qui si tratta di due grandezze incommensurabili, pero' mi permetto una chiosa che vedrai tu se accettare o meno.
Parlando della situazione americana, mi pare abbastanza evidente che le accuse che sono mosse adesso vanno anche viste nella prospettiva piu' ampia dei rapporti fra chiesa cattolica e stato negli ultimi anni. Per chi vive su questa sponda dell'oceano e' stato abbastanza evidente come la conferenza episcopale americana e anche il papa si siano mossi potentemente contro Obama (si pensi solo alla situazione verificatasi al momento della morte di Ted Kennedy) con il chiaro intento di metterlo in difficolta' in un modo piuttosto inusitato per i canoni di qui. Ora, siccome gli USA non sono l'Italia dove al papa e' concesso tutto, bisognava aspettarsi che scendere nella lizza politica avesse delle conseguenze, anche perche' in fondo nessuno e' esente dall'avere scheletri negli armadi.
Siccome a noi qui interessa l'analisi spassionata, direi che il problema e' fino a che punto un'istituzione religiosa, che ha le caratteristiche autoritarie e gerarchiche che tu descrivi cosi' bene, possa permettersi di giocare la partita politica nelle democrazie moderne senza poi dovere pagare lo scotto e doversi sottomettere alle stesse regole del gioco.
Ciao e grazie,
GB

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie a tutti dei notevoli commenti.

Per ragioni anche di tempo, rispondo a chi ha formulato domande precise.

Roberto. Sul complottismo: Mah... ;-)

Giovanni. Buona domanda.
Diciamo che il punto (cui arrestarsi), non è un'entità matematica, perché è dato dalla capacità intuitiva e dall'abilità manovriera della élite storica in quel momento al comando... Quindi ti puoi rispondere da solo :-)

Abbraccio tutti,

Carlo