Il "25 Aprile" e gli “accostamenti” del “Corriere della Sera”
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Si possono mettere sullo stesso piano le contestazioni alla coppia Polverini Moratti e i raduni "repubblichini" ?
Secondo il “Corriere della Sera”, sì : http://www.corriere.it/politica/10_aprile_25/napolitano-25-aprile-polverini-contestata_53c5fa0c-504a-11df-a78b-00144f02aabe.shtml e http://www.corriere.it/politica/10_aprile_26/buccini_bambina_camicia_nera_f5c7b9c6-50f9-11df-884e-00144f02aabe.shtml .
Oggi, in effetti, i nostalgici dell’antifascismo corredato di bandiere rosse e di un fascismo inteschiato sono veramente patetici… Tuttavia a Roma e Milano, la contestazione antifascista ha assunto toni violenti, mentre la bambina “repubblichina” di Giulino di Mezzegra ha partecipato a un'innocua riunione di nonni, padri, zii in camicia nera.
Da una parte abbiamo una minoranza violenta che pretende di avere ragione fino al punto di togliere la parola agli altri, dall’altra una specie di setta politica intergenerazionale dedita a lugubri ma inoffensivi riti semiprivati.
Si dirà: i valori nazi-fascisti sono pericolosi, guai a trasmetterli ai bambini. Giusto. Ma anche i valori di un comunismo antifascista, basato sull’odio di classe, non sono meno pericolosi. Nolte ha scritto che se Hitler odiava l’ ”Ebreo”, Lenin, avido lettore di Marx, detestava il “Borghese”. E per ogni "vero" comunista, come si sa, nel petto di un borghese batte sempre un cuore fascista.
Infine - e va detto per onestà - il fascismo, se fu antisemita, lo fu per puro opportunismo di alleato. Quindi ancora peggio. I nazisti “almeno” ci credevano…
Perciò non è uno spettacolo edificante quello della bambina “in camicia nera” in “gita” dalle parti di Salò. Ma non lo è neppure quello delle contestazioni violente a Roma e Milano.
Ma - ecco la domanda per i lettori - è giusto accostarli ?
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Si possono mettere sullo stesso piano le contestazioni alla coppia Polverini Moratti e i raduni "repubblichini" ?
Secondo il “Corriere della Sera”, sì : http://www.corriere.it/politica/10_aprile_25/napolitano-25-aprile-polverini-contestata_53c5fa0c-504a-11df-a78b-00144f02aabe.shtml e http://www.corriere.it/politica/10_aprile_26/buccini_bambina_camicia_nera_f5c7b9c6-50f9-11df-884e-00144f02aabe.shtml .
Oggi, in effetti, i nostalgici dell’antifascismo corredato di bandiere rosse e di un fascismo inteschiato sono veramente patetici… Tuttavia a Roma e Milano, la contestazione antifascista ha assunto toni violenti, mentre la bambina “repubblichina” di Giulino di Mezzegra ha partecipato a un'innocua riunione di nonni, padri, zii in camicia nera.
Da una parte abbiamo una minoranza violenta che pretende di avere ragione fino al punto di togliere la parola agli altri, dall’altra una specie di setta politica intergenerazionale dedita a lugubri ma inoffensivi riti semiprivati.
Si dirà: i valori nazi-fascisti sono pericolosi, guai a trasmetterli ai bambini. Giusto. Ma anche i valori di un comunismo antifascista, basato sull’odio di classe, non sono meno pericolosi. Nolte ha scritto che se Hitler odiava l’ ”Ebreo”, Lenin, avido lettore di Marx, detestava il “Borghese”. E per ogni "vero" comunista, come si sa, nel petto di un borghese batte sempre un cuore fascista.
Infine - e va detto per onestà - il fascismo, se fu antisemita, lo fu per puro opportunismo di alleato. Quindi ancora peggio. I nazisti “almeno” ci credevano…
Perciò non è uno spettacolo edificante quello della bambina “in camicia nera” in “gita” dalle parti di Salò. Ma non lo è neppure quello delle contestazioni violente a Roma e Milano.
Ma - ecco la domanda per i lettori - è giusto accostarli ?
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8 commenti:
Sì, Carlo. Sono entrambe facce della stessa mistificazione e della stessa (voluta) ignoranza.
ciao. Un abbraccio.
Caro Carlo,
visto che la domanda è esplicita, per una volta violo la mia "algerina" estraneità ai fatti italici.
La mia risposta è "no", non si dovrebbero mettere insieme, in una società dove vigano valori funzionali alla vita e alla giustizia. Ma in una società come la nostra, programmata per l'autodistruzione, purtroppo certi accostamenti sono all'ordine del giorno.
Ho scorso velocemente i due articoli sul corriere. Quello sui repubblichini nostalgici è carico di sdegno e di disprezzo. Non ho colto gli stessi sentimenti, invece, in quello sugli strilloni e lanciatori di limoni. Quindi, c'è ben più di una accostamento.
Eppure, quando andavo a scuola io davano del fascista a quelli che non lasciavano parlare gli altri... Ora invece sono quelli che non lasciano parlare gli altri che danno del fascista ai tacitati...
Ecco, lo sapevo, è troppo difficile per me... Farò meglio a tornare alle mie cose algerine...
Un abbraccio.
Michele
Secondo me, caro Carlo, le due cose non andrebbero accostate. Purtroppo però in Italia vige un atteggiamento inqualificabile, volto a insinuare il fatto che l'Italia del 1945 fosse costituita solo ed esclusivamente da partigiani e che, di conseguenza, abbia in realtà vinto la guerra contro l'oppressione fascista. Questa retorica da due soldi ha impedito al nostro paese di fare i conti con il proprio passato. Alla luce di ciò è possibile comprendere questa ipocrita tendenza odierna, che consente a questi begli individui che si dichiarano antifascisti a tutto tondo, di continuare a perpetrare un comportamento che più fascista non si può. Al cospetto di costoro, di questi sessantottini ad honorem, mi paiono molto più credibili quei pittoreschi nostaligici di Giulino di Mezzagra. Cari saluti e un abbraccio.
Carlo che tristezza soffiare ancora sulla brace quasi spenta degli opposti estremismi. Siamo ancora qua dopo 65 anni a dividerci. I ricordi è giusto che ci siano da una parte e dall'altra. Che siano sotto forma di commemorazione o di corteo poco cambia, ma l'importante è che non ci sia l'arroganza di sentirsi gli unici depositari della storia.
Ancora più triste assistere alle polemiche tra centri sociali e ANPI. Povera Italia, ognuno a difendere con la spada la sua verità...
Un saluto
Concordo pienamente con l'accostamento, Carlo. Oltretutto, questi antifascisti squadristi sventolano la non violenza e Gandhi e poi sono i primi a predicare bene e razzolare male. Ipocriti..
Abbraccio,
Roberto
Bentornata al commento carissima Barbara. Grazie
Grazie anche a Michele, Giacomo, Giuseppe e Roberto.
Un grazie particolare e pubblico all'amico Aldo La Fata del sito "Metapolitica" ( http://www.metapolitica.net/ ) per il sostegno pubblico come lettore fisso.
Sostegno che mi onora.
Abbraccio collettivo,
Carlo Gambescia
I due avvenimenti hanno dei punti di contatto, che mi pare tu abbia evidenziato, ma non andrebbero accostati distrattamente, e comunque non penso che sia una distrazione il loro accostamento. E' una voglia di dire: "sono tutti uguali" in modo da creare delle ragioni per cancellare il 25 aprile.
"Più si è tolleranti, meno si tollerano gli intolleranti": non ricordo chi l'ha scritto, ma esprime la dura posizione di chi, abituato a stare con i deboli e gli indifesi, spesso trovatosi a combattere per difendere i diritti dei cittadini, si trova di fronte delle persone che vengono da una cultura avente continuità con il periodo fascista. Inoltre, chi è tollerante con tutti allo stesso modo o è un imbecille o sta dalla parte del più forte, perchè quando c'è un forte squilibrio in campo chi è neutrale in sostanza appoggia il più forte.
Insomma le critiche alla Polverini sono discutibili nella forma e nella sostanza, ma sono geneticamente diverse dalle camicie nere che ritornano, le quali potrebbero presagire una nuova dittatura, vista la confusione che regna e la voglia di ordine che cresce. E non va dimenticato, quando si parla di "innocue riunioni", che sia Mussolini che Hitler all'inizio venivano considerati innocui e folcloristici.
Grazie Giancarlo del commento.
E' sempre un piacere seguire i tuoi ragionamenti.
Abbraccio,
Carlo
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