Governare la transizione… Ma come? E per andare dove?
.
Leggiamo sempre con interesse ciò che scrivono i “decrescisti". Non poteva perciò sfuggirci il testo del professor Guido Cosenza, fisico e coautore assieme a Giulietto Chiesa e Luigi Sertorio de La menzogna nucleare (Ponte alle Grazie).
.
Leggiamo sempre con interesse ciò che scrivono i “decrescisti". Non poteva perciò sfuggirci il testo del professor Guido Cosenza, fisico e coautore assieme a Giulietto Chiesa e Luigi Sertorio de La menzogna nucleare (Ponte alle Grazie).
Si tratta di un contributo, intitolato “Governare la transizione”, che verrà presentato dallo studioso al prossimo incontro nazionale di Alternativa, il 17 aprile a Roma (http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/3445-governare-la-transizione.html ).
Ci limitiamo a indicare due punti del documento particolarmente discutibili. Almeno a nostro avviso.
Il primo, riguarda il disprezzo per la democrazia rappresentativa: l’unico sistema finora in grado di garantire il rispetto delle minoranze dissenzienti. Nel Mondo Nuovo vagheggiato dal professor Cosenza quale sorte potrebbe toccare a chiunque mostrasse di non condividere l’ipotesi “dell’improcrastinabile modifica del tessuto connettivo della nostra comunità“ ?
.
“L'efficacia della strumentazione elaborata è stata potenziata in decenni di sperimentazioni e il formidabile apparato difensivo si è strutturato in un complesso di norme e di prescrizioni sostenute da dispositivi coercitivi che va sotto il nome di democrazia (…). È una camicia di forza che strangola l’organismo e non ha più nulla a che vedere con il dispositivo di salvaguardia del libero esplicarsi delle relazioni fra gli individui, indicato con lo stesso nome, ideato e attuato in origine al tempo in cui fiorirono le città stato dell’antica Grecia. Gli strumenti che sono andati forgiandosi lungo tutto l’arco del consolidamento della società industriale si sono perfezionati e strettamente conformati a fungere da baluardo dell’attuale assetto sociale caratterizzato da tutte le insipienze, distorsioni e incongruenze del privilegio da garantire (…). La conclusione delle riflessioni che precedono indicano che non è assolutamente realistico pensare di valersi degli istituti della cosiddetta democrazia per innescare l’improcrastinabile modifica del tessuto connettivo della nostra comunità, operare la transizione che si è resa necessaria a salvaguardia dell’equilibrio del sistema"..
.
Il secondo, concerne il fuorviante taglio organicista che riduce in modo sinistro i rapporti sociali tra persone allo scambio tra “aree di tessuto rigenerato”. Metafore, purtroppo, che rinviano alla tragica memoria di altre…
"Chi intende cambiare, ed è un popolo in crescita, lo ha capito, o meglio intuito inconsciamente, assorbito. Rappresenta una massa amorfa i cui componenti si spostano disordinatamente modificando di continuo a caso la direzione del moto. Questa moltitudine non partecipa più all’istituto delle deleghe a rappresentarla in organismi che lavorano contro di essa a salvaguardia di privilegi che conducono allo sfascio. Tuttavia si dispiegano sul territorio alcune ristrette aree di tessuto rigenerato in cui si sperimentano nuove forme di convivenza civile. Ce ne sono una miriade in giro per il mondo. Quando si annuncia una transizione, quando è maturo il passaggio di un mezzo materiale a una nuova fase fisica – un liquido che si accinge a passare alla fase gassosa – si formano nel corpo del fluido una serie di piccole bolle che lentamente si dilatano fino a invadere l’intero volume.Ebbene quelle piccole aree di tessuto nuovo nel corpo della società sono destinate a dilatarsi e a dilagare sostituendosi alla orditura obsoleta".
Non aggiungiamo altro.
Ci limitiamo a indicare due punti del documento particolarmente discutibili. Almeno a nostro avviso.
Il primo, riguarda il disprezzo per la democrazia rappresentativa: l’unico sistema finora in grado di garantire il rispetto delle minoranze dissenzienti. Nel Mondo Nuovo vagheggiato dal professor Cosenza quale sorte potrebbe toccare a chiunque mostrasse di non condividere l’ipotesi “dell’improcrastinabile modifica del tessuto connettivo della nostra comunità“ ?
.
“L'efficacia della strumentazione elaborata è stata potenziata in decenni di sperimentazioni e il formidabile apparato difensivo si è strutturato in un complesso di norme e di prescrizioni sostenute da dispositivi coercitivi che va sotto il nome di democrazia (…). È una camicia di forza che strangola l’organismo e non ha più nulla a che vedere con il dispositivo di salvaguardia del libero esplicarsi delle relazioni fra gli individui, indicato con lo stesso nome, ideato e attuato in origine al tempo in cui fiorirono le città stato dell’antica Grecia. Gli strumenti che sono andati forgiandosi lungo tutto l’arco del consolidamento della società industriale si sono perfezionati e strettamente conformati a fungere da baluardo dell’attuale assetto sociale caratterizzato da tutte le insipienze, distorsioni e incongruenze del privilegio da garantire (…). La conclusione delle riflessioni che precedono indicano che non è assolutamente realistico pensare di valersi degli istituti della cosiddetta democrazia per innescare l’improcrastinabile modifica del tessuto connettivo della nostra comunità, operare la transizione che si è resa necessaria a salvaguardia dell’equilibrio del sistema"..
.
Il secondo, concerne il fuorviante taglio organicista che riduce in modo sinistro i rapporti sociali tra persone allo scambio tra “aree di tessuto rigenerato”. Metafore, purtroppo, che rinviano alla tragica memoria di altre…
"Chi intende cambiare, ed è un popolo in crescita, lo ha capito, o meglio intuito inconsciamente, assorbito. Rappresenta una massa amorfa i cui componenti si spostano disordinatamente modificando di continuo a caso la direzione del moto. Questa moltitudine non partecipa più all’istituto delle deleghe a rappresentarla in organismi che lavorano contro di essa a salvaguardia di privilegi che conducono allo sfascio. Tuttavia si dispiegano sul territorio alcune ristrette aree di tessuto rigenerato in cui si sperimentano nuove forme di convivenza civile. Ce ne sono una miriade in giro per il mondo. Quando si annuncia una transizione, quando è maturo il passaggio di un mezzo materiale a una nuova fase fisica – un liquido che si accinge a passare alla fase gassosa – si formano nel corpo del fluido una serie di piccole bolle che lentamente si dilatano fino a invadere l’intero volume.Ebbene quelle piccole aree di tessuto nuovo nel corpo della società sono destinate a dilatarsi e a dilagare sostituendosi alla orditura obsoleta".
Non aggiungiamo altro.
.
Copyright © 2010 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione del post scrivere all'indirizzo e-mail: carlo.gambescia@gmail.com .
12 commenti:
Mah, a mio modo di vedere il professor Cosenza non ha affatto ragione. L'asserzione secondo cui "non è assolutamente realistico pensare di valersi degli istituti della cosiddetta democrazia per innescare l’improcrastinabile modifica del tessuto connettivo della nostra comunità, operare la transizione che si è resa necessaria a salvaguardia dell’equilibrio del sistema" desta parecchie perplessità, in quanto se non sono gli istituti democratici, nei quali dovrebbe esser portata avanti la volontà popolare (non è quasi mai così, ma questo è un altro discorso), gli attori responsabili di un eventuale cambiamento, viene da chiedersi quali altri "organi", secondo il professor Cosenza, sarebbero adeguati a svolgere tale compito. Da ammiratore delle idee decresciste mi ritrovo alquanto confuso nel leggere queste inquietanti righe, nelle quali l'auspicata modifica dei rapporti umani viene rapportata, nè più nè meno, con la muta dei tessuti rigenerati. Cosenza parla degli antichi greci e poi dà l'impressione di non aver la più pallida idea di uno dei campi di indagine da loro preferiti, la comprensione degli aspetti fondamentali che regolano la natura umana, sui quali Platone e Aristotele hanno scritto cose memorabili. Non è la prima volta, caro Carlo, che mi capita di avere questa impressione, cioè che quando taluni scienziati si applicano a campi che con la scienza hanno ben poco a che vedere in loro mi par sempre di intravedere dei veri e propri tentativi di banalizzazione di ciò che non rientra nel loro campo di ricerca. Cari saluti e un abbraccio.
Non capisco cosa ci sia di scandaloso - a meno di non essere schierati con gli interessi degli "agenti strategici" del capitalismo globalista-finanziario transgenico contemporaneo e a meno di non essere politicamente corretti - nel criticare, anche pesantemente, questa [liberal]democrazia, fondata sull'apparenza egualitaria del suffragio universale e sull'istituto [caporalescamente mediatorio] della rappresentanza.
La [liberal]democrazia rappresentativa è ciò che osserviamo ormai quotidianamente - le escort di Berlusconi, il feroce razzismo biologico leghista, la cocaina e i trans di Piero Marrazzo - ed è ciò che viviamo sulla nostra pelle: de-emancipazione, risorse pubbliche sottratte spietatamente al sociale per alimentare la speculazione finanziaria ["salvare le banche"], de-strutturazione del diritto del lavoro e sua ricomposizione in forme diverse, con l'abolizione di tutte le garanzie e l'introduzione del neoschiavismo precario [spostamento epocale di risorse dal Lavoro al Capitale, in sintesi], conflitto piratesco fra i poteri e i "corpi" dello stato, prevalenza del voto ignorante, d'inerzia, di scambio, clientelare, eccetera ...
Il problema vero non è la critica [legittima, eticamente, politicamente e socialmente giustificata e necessaria, giunti a questo livello del degrado] al monstre sistemico [liberal]democratico che ci opprime, ma l'assenza di alternative concrete, il vuoto che si spalanca come un abisso, davanti a noi, dopo queste critiche giustificate e giustificabili.
Ho detto.
Saluti
Eugenio Orso
Grazie Giacomo, i tuoi dubbi sono i miei.
Abbraccio,
Carlo
Orso, che le devo dire?
Lei è un ragazzo sveglio, sa benissimo quali sono i miei dubbi.
Una domanda: in caso di vittoria per così dire della sua parte, quanto ad anni di galera, rischio di più come individuo "schierato con gli interessi degli agenti strategici del capitalismo globalista-finanziario transgenico"? O come agente del "politicamente corretto"?
Se possibile, opterei per il reato meno grave, pur rifiutando di pentirmi....
...Dando per scontata, per ragioni umanitarie, la non fucilazione...
Bisognerebbe leggere il testo più per esteso, però in linea generale non credo molto nella democrazia diretta applicata su larga scala.
E poi questo tono ispirato e sprezzante mi sembra piuttosto sgradevole.
Bisognerebbe vedere però se il pensiero della decrescita si riconosce integralmente in queste impostazioni politologiche.
Io non sono un più un ragazzo, avendo la bellezza di 52 anni.
Se fossi "sveglio" - alias opportunista/ servile/ cinico/ eccetera - leccherei le suole di qualcuno all'interno del circo mediatico-accademico, per procurarmi i benefit che questo splendido sistema offre ai suoi manutengoli.
So come si fa, ma non voglio farlo, quindi non sono particolarmente "sveglio".
Non esiste la mia parte, perché in questo paese non esistono vere forze alternative di una qualche consistenza [le rivoluzioni le hanno sempre fatte minoranze agguerrite, motivate ...], ma soltanto persone isolate e inascoltate, il più delle volte silenziate ed emarginate da questa splendida [liberal]democrazia rappresentativa, che "paga" furbastri servili come i vari Vespa, Minzolini, Veneziani, Riotta [e tantissimi altri squallidi cortigiani sistemici], e che concretamente mette a pane e acqua per insufficienze di reddito, i bambini, nella scuola pubblica, riduce alla fame i lavorati "flessibilizzati" e permette al potere parallelo/ gemello della mafia['ndrina]di utilizzare schiavi africani, come a Rosarno.
Il problema delle esecuzioni sommarie [individuali o di massa] è inutile sollevarlo ora, prematuramente, in quanto si porrà con urgenza se e quando appariranno vere forze rivoluzionarie ... meglio non mostrare in anticipo, quindi, una coda di paglia.
Oltre agli agenti strategici e ai diffusori del politicamente corretto ci sono anche i nuovi "utili idioti", che indirettamente [e non di rado senza una precisa volontà di farlo] sostengono questo potere criminale.
Buona [liberal]democrazia integralista rappresentativa, senza alternative, e buon capitalismo criminal-distruttore a tutti [le due cose vanno notoriamente a braccetto].
[E scherzi a parte ...]
Eugenio Orso
Grazie Luca, equilibrato come sempre.
Orso, dal "piglio"la credevo più giovane. Faccio ammenda.
La lettura della sua replica non mi tranquilizza. Anzi.
Spero che, quando verrà il momento, i giudici tengano nel dovuto conto la mia collaborazione con Costanzo Preve...
Carlo Gambescia
Se un giorno riconosceranno Preve per quello che è - il più grande filosofo italiano dell'inizio del terzo millennio - ci saranno speranze di clemenza anche per lei ... naturalmente sto scherzando ... sulla clemenza, non sulla grandezza di Preve.
[In questo momento Preve è a Parigi per una serie di conferenze]
Ho detto e mi taccio repente
Eugenio Orso
Allora sto fresco...
Scherzo, se lo vede, estenda anche a Costanzo i miei saluti,
Carlo
Ultimo messaggio.
Lasciamo perdere scherzi, frizzi, lazzi, battute e controbattute.
Il nostro breve dialogo è stato - come spero sia chiaro a tutti quelli che leggono - semiserio ...
Riporterò a Preve non appena tornerà in Italia.
A quando una recensione, nel suo sito, di un libro di Costanzo Preve?
Eugenio Orso
@ Carlo:
"Il primo, riguarda il disprezzo per la democrazia rappresentativa: l’unico sistema finora in grado di garantire il rispetto delle minoranze dissenzienti."
Il mio vero dubbio, riguardo ai decrescentisti, è che come molte altre utopie reazionarie non si pongono affatto il problema della sovranità popolare in generale, indipendentemente dal fatto che questa assuma le forme della democrazia rappresentativa o qualsiasi altra.
Anzi, il problema di questi punti vista non mi pare il "rispetto delle minoranze dissenzienti" ma il disprezzo per il dissenso delle... maggioranze e per l'autodeterminazione collettiva in generale, che viene in fondo considerato irrilevante rispetto alla Verità e al Bene della decadenza voluta e accettata che le medesime possano non percepire.
Caro Orso grazie.
Su Preve ho già dato:
http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2006/03/il-libro-della-settimana-costanzo.html
http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2006/08/il-libro-della-settimana-costanzo.html
http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2008/01/il-libro-della-settimana-franco-cardini.html
Per altre cose si faccia dire da lui...
Comunque sono qui. Non ho alcun problema.
Cordiale saluto,
Carlo Gambescia
Grazie Stefano per la tagliente chiosa. Alzi il tiro, ma in effetti poni una questione molto interessante. Devo riflettere.
Abbraccio,
Carlo
Posta un commento