venerdì, aprile 02, 2010



"A destra per caso"… e l’oppio degli intellettuali
di Carlo Gambescia e Nicola Vacca
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A destra per caso, volume uscito all’inizio di marzo, raccoglie le nostre impressioni di “viaggiatori”, casualmente capitati a destra, su quel composito mondo culturale e politico che ruota intorno alla destra missina e post-missina. Il suo tono è tra il serio e il faceto. Ma offre anche numerose riflessioni politiche. E soprattutto vi si fanno nomi e cognomi, senza sconti. E ovviamente di persone che abbiamo conosciuto. A differenza di tanti altri, con un piede dentro e uno fuori, gente abituata a parlare alle spalle, noi, in copertina, abbiamo messo la nostra faccia.
Ma basta con le autopromozioni… Parliamo brevemente dell’accoglienza che gli è stata riservata.
Alcuni giornali, molto diffusi e importanti, dopo aver ricevuto, in alcuni casi su loro richiesta, il Pdf, non hanno pubblicato una riga. Un notista politico, piuttosto conosciuto, ci ha fatto sapere che con certi chiari di luna pro-Fini (nel libro molto criticato) non era cosa.
In fondo era prevedibile, i tempi sono questi, brutti.
Del resto, anche un noto politologo, vicino a Fini, ci aveva anticipato che “ chi più chi meno, tutti siamo a destra per caso”...
Ma ciò che più preoccupa e stona, come notava ieri un comune amico, è l'assenza di dibattito: il “quasi” silenzio sceso sul libro. Infatti, a parte il caso - rimasto isolato - di un' iniziale pioggia di insulti, la destra quella dei forum - quella che animatamente combatte o difende Fini e i suoi intellettuali - non ha mostrato alcun interesse. Peccato. Per non parlare dei cosiddetti “non conformisti” della Rete, tutti allineati e coperti in difesa dei singoli orticelli: mai tirare la volata a nessuno... Nonostante alcuni di essi propugnino, un giorno sì e l'altro pure, la cultura del dono. Mah...
Fortunatamente, nonostante l’ ”oppio degli intellettuali”, il libro si vende. E perciò si ritaglierà un suo spazio. E a noi resta il valore di una sfida che altri, evidentemente per codardia, si sono finora ben guardati dal lanciare.
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Carlo Gambescia e Nicola Vacca
P.S.
Abbiamo aperto un blog “apposito”: http://adestrapercaso.blogspot.com/ , dove sono pubblicate le recensioni finora uscite.
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19 commenti:

Giacomo Gabellini ha detto...

Il libro ce l'ho sul comodino Carlo, ma non ho ancora iniziato a leggerlo, perchè sono a pagina 107 de "Il migliore dei mondi possibili", in cui parli della teorizzazione campbelliana del "rerum concordia discors" :). Il silenzio giornalistico calato sul vostro saggio non deve comunque scoraggiarvi Carlo. Chi legge i tuoi libri non lo fa cercando recensioni sui giornali partitocratici, vero e proprio cancro dei nostri tempi. Immagino su quale quotidiano sarebbe potuta uscire la recensione del tuo saggio "Mercato" o di quello di Alain De Benoist "Hayek", entrambi ottimi e quanto mai necessari, in tempi come questo. Te la immagini una recensione che tessa le lodi di un libro simile sulle pagine culturali de "La Repubblica", costruito a immagine e somiglianza del duo radical chic Scalfari - De Benedetti? Car saluti e un abbraccio.

Anonimo ha detto...

Caro Giacomo, grazie per le tue parole giuste.Carlo e io lo sappiamo benissimo che i "giornali partitocratici" s guardano bene dall'essere poco omologati.Stai tranquillo non ci scoraggiamo. E lo dobbiamo a lettori attenti come te
un saluto
nicola vacca

Giacomo Gabellini ha detto...

Di niente Nicola. La vera cultura è questa, e persone come voi sono essenziali per divulgarla. Cari saluti e un abbraccio.

Mauro Scarpitta ha detto...

La destra perbene ha sviluppato negli anni una totale allergia verso chiunque minimamente ricordi il passato (soprattutto il loro).Provano, me ne sono accorto, una sorta di vero e proprio fastidio fisico; è per questo che vado spesso e volentieri alle loro riunioni con l'atteggiamento del reduce di qualche post fa...
Nel caso di libri o altri eventi culturali hanno riesumato con qualche variante il vecchio slogan goeringhiano divenuto "Quando sento parlare di cultura mando avanti il pistola (di turno)". Una risata li seppellirà.

epigrammiefacezie ha detto...

Premesso che io il libro l'ho acquistato ma non l'ho ancora letto, mi chiedevo se verrà recensito in uno dei prossimi numeri di Diorama Letterario. Mi interesserebbe molto sapere cosa ne pensano Tarchi e compagni, se non altro perché, da quanto ho capito, sono anche parte in causa.

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Giacomo, mi unisco a Nicola.

Benvenuto e grazie Consigliere Scarpitta. Concordo.

Grazie Luca.
Non so che dirti. Se ricordo bene, l'ultima recensione che mi ha dedicato "Diorama" risale al "Migliore dei mondi possibili" (2005).

Abbraccio,
Carlo

epigrammiefacezie ha detto...

Ah, quanta grazia... nel 2005, allora probabilmente l'ho letta... ti offendi, Carlo, se ti dico che non mi ricordo una mazza?

Carlo Gambescia ha detto...

No ;-)

Anonimo ha detto...

Caro Scarpitta sottosrcrivo le sue parole
grazie
nicola vacca

Stefano Vaj ha detto...

E' vero ad esempio che "Il passo delle oche" è stato molto più commentato in taluni quartieri (anche se non sempre o non del tutto positivamente).

Ma non può semplicemente darsi che la gente non abbia ancora fatto a tempo a leggere il libro, che è appena uscito? O magari cominci a trovare l'argomento meno interessante?

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Stefano.
Una sola domanda: tu lo hai letto?

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Stefano.
Puo darsi. Ma spesso a pensar male ;-)
Tu lo hai letto?

Truman ha detto...

Non ho letto il libro, che vedrò di rimediare alla prima occasione, ma mi sembra interessante l'idea di lavorare sul concetto di destra.
Vedo commenti piccati, secondo i quali la destra italiana non esiste. Tali ragionamenti hanno qualche fondamento, ma possono essere intempestivi. Per decenni la destra italiana ha subito un'egemonia culturale della sinistra, che possedeva un corpus ideologico dotato di consistenza ed avente numerosi riscontri nella realtà. Da parecchio tempo tale egemonia è evaporata, la sinistra brancola e la destra potrebbe avere gli spazi per costruire sistemi concettuali coerenti di destra. Credo serva elaborazione ideologica, ma i tempi sono favorevoli ad una cultura di destra. Sempre se nel disastro di decenni di decenni di sottogoverno e sottocultura sia sopravvissuto qualche intellettuale capace di elaborare concetti in modo coerente (come faceva il grande Aron, implicitamente richiamato).

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Giancarlo.
Dovresti "rimediare" al più presto :-)
Perché così potrai scoprire che nel libro io e Nicola affrontiamo la questione della destra dal punto di vista della coerenza sistemica: cioè indaghiamo non quello che "deve" essere la destra per noi, "soggettivamente", ma quel che "può" essere dal punto di vista "oggettivo" di un sistema politico democratico-liberale, bipartitico, basato sull'economia di mercato.
Quindi nessun volo pindarico a sfondo narcisistico, oppure illusioni fasciste, tradizionaliste o tipo Terza Via...
Certo, poi parliamo anche dei nostri incontri, ma sempre tenendo d'occhio la realtà politologica: quel che la destra, oggi, realisticamente può essere...
Buona Pasqua!

Carlo

Truman ha detto...

Ripensando ad Aron ed al suo prendere in giro i manierismi della sinistra mi ritorna in mente il valore del ridicolo. Bisogna essere in grado di giocare sui concetti politici e ridicolizzare l'avversario sul piano concettuale. Sul lato opposto, i politici di oggi sono di un grigiore mortale, sono incapaci di scherzare e ridere. Se non si sanno cogliere gli aspetti paradossali e ridicoli, ogni sconvolgimento può essere mortale per tale tipo di individui. Mi ricordano i dinosauri che si sentivano padroni del mondo e non si rendevano conto che stava arrivando il cataclisma.

nota: S. Silvio da Arcore è escluso dall'analisi politica qua sopra. Diciamo che è un altro caso clinico

Anonimo ha detto...

Caro Trman,
i manierismi degli intellettuali messi sotto accusa da Aron nello splendido libro oggi comprendono tutta la ctegoria degli intellettuali che si sono accomodati tranquillamente sulle loro banalità. Non studiano, non hanno più voglia di conoscere e scrivono articoli e libri di cui non rimarràtraccia se non nel loro conto in banca.
nicola vacca

Stefano Vaj ha detto...

@carlo:
Ordinato su IBS. Ormai dovrebbe arrivare...

Stefano Vaj ha detto...

@carlo
'Perché così potrai scoprire che nel libro io e Nicola affrontiamo la questione della destra dal punto di vista della coerenza sistemica: cioè indaghiamo non quello che "deve" essere la destra per noi, "soggettivamente", ma quel che "può" essere dal punto di vista "oggettivo" di un sistema politico democratico-liberale, bipartitico, basato sull'economia di mercato.'

Quest'ultimo essendo assunto come il "migliore dei mondi possibili" per tanto che abbia la destra e la sinistra "giuste"? :-)

Perché poi io non ho mai capito a che pro mai uno allora dovrebbe, per caso o meno, assumere unilateralmente le parti di uno di tali due ingredienti metafisici, ove in fondo l'"armonia cosmica" non sia altro che il prodotto del loro equilibrio...

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Stefano, ne sono onorato.

Capisco perfettamente l'ironia sulla migliore destra possibile...
Che dire? Sono stati loro stessi - " i destri di Fini e co." - a fornirci la corda con cui impiccarli... :-)

Abbraccio,
Carlo