mercoledì, marzo 24, 2010

Polverini-Schwarzkopf .
Le elezioni regionali e l'ossessione securitaria...
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A volte sospettiamo che la politica in Italia si regga su una specie di enorme “Guardie e Ladri”. E non solo perché qui “è tutto una magna-magna signora mia”… Ma per l’ossessione sicurezza. Che poi ogni politico, declina con stile proprio. Ad esempio Di Pietro vuole mettere in prigione Berlusconi, Bossi, tutti i clandestini, e così via.
Insomma un tormentone. Prendiamo la Polverini, candidata al Commissariato, pardon, Regione Lazio. Ieri ha dichiarato: “La sicurezza è una priorità anche per il Lazio”. Dopo di che la neo-poliziotta del centrodestra - oddìo, la Fenech era meglio… - ha promesso, oltre al versamento delle somme già dovute dalla Regione, un contributo di 12 milioni di euro in 3 anni da ripartire tra sedi territoriali delle forze dell’ordine, rinnovo parco macchine di questura, carabinieri e guardia di finanza, realizzazione di un nuovo presidio di vigili del fuoco a Roma nord, acquisto di computer portatili per la Polizia”. Investimenti che avrebbero come unico scopo “ dare sostegno concreto agli strumenti che rendono più capillare l'intervento degli operatori della sicurezza”.
Tradotto: una specie di operazione “tempesta nel deserto” formato Lazio.
Ma se “dal 2007 al 2009 a Roma c’è stato un calo del 30% di tutti i reati”, come ha notato il sindaco Alemanno, e per giunta con i mezzi già a disposizione, a che serve tutto questo ambaradan? Qualche maligno, direbbe, per beccarsi i voti di poliziotti, finanzieri, vigili e famiglie, che a Roma e dintorni sono tanti e contano. E poi si vedrà.
Quindi la Polverini-Schwarzkopf recita, più o meno bene, il suo copione. Invece, per dirla, una tantum, con “il Manifesto”, la vera questione è rappresentata dalla galoppante mentalità “securitaria” che sembra conquistare tutto il mondo politico, dal centrodestra al centrosinistra.
Se li si lascia fare si rischia perciò di ritrovarsi i carabinieri in camera da letto. In parte però è anche colpa della gente, che pompata dai media, finisce per scorgere delinquenti ovunque. E fino alla paranoia: se uno a volte chiede per strada un’informazione viene guardato con sospetto…
Il punto è che si dovrebbe ritrovare l’ equilibrio perduto. Certo, non quello retorico, delle chiavi lasciate attaccate alla serratura della porta di casa. Indietro non si torna. Bensì quello di una razionale difesa della legalità, senza mai arrivare al punto di far presidiare perfino i gabinetti da telecamere e poliziotti. E magari tornare anche a parlare di politica: quella vera, fatta di valori e progetti. No?
A metterla sul dotto, qualche anno fa, in un bel libro, scritto da un filosofo politico svizzero, Eric Werner (L’anteguerra civile, Edizioni Settimo Sigillo), si avanzava profeticamente un’ipotesi inquietante: come, già allora, sulla paura del disordine creata ad arte, le democrazie stessero tentando di edificare un occhiutissimo stato di polizia.
L’ordine, appunto.
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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Carlo,
Questo tuo "l’ordine, appunto" suonava un po' come "l'orrore" di Kurtz in "Apocalypse Now". Ma magari sono io che faccio il malizioso :-).
Ciao da Marcello Teofilatto

Giacomo Gabellini ha detto...

Straordinario, caro Carlo, l'accostamento Polverini - Schwartzkopf; chissà che la campagna elettorale della prima non culminerà in una "camminata" per Roma, fatto per cui passò alla storia il secondo al termine della guerra del Golfo. Che dire, mi trovo in accordo con te. Questa ossessione securitaria è, a mio avviso, assai preoccupante. Tempo fa lessi un bel libro del sociologo Loic Wacquant di cui non ricordo in nome, in cui si parlava del passaggio dallo stato sociale, fatto di assistenza e previdenza, allo stato penale, fatto di carceri sempre nuove in cui rinchiudere il maggior numero possibile di indiziati (cosa che si allaccia alll'argomento da te affrontato qualche giorno fa). Mi auguro che i sostenitori acritici di Di Pietro (che secondo me è il più estremista), riflettano con un briciolo di serenità in più in merito a ciò. Cari saluti e un abbraccio.

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie carissimo Marcello. Touché :-)

Abbraccio,
Carlo

Grazie Giacomo. Di Wacquant ho letto un saggio su Bourdieu, di cui è stato allievo. Comunque approfondirò.
Invece, ti consiglio di leggere libro di Werner. E' molto buono.

Abbraccio,
Carlo

Giacomo Gabellini ha detto...

Grazie del consiglio Carlo, cercherò di ordinarlo. La casa editrice "Settimo sigillo", a quanto vedo, è tra le migliori in circolazione. Cari saluti e un abbraccio.