giovedì, febbraio 18, 2010



Il libro della settimana: Graziella Giangiulio, Ladro di immagini, Noctua Edizioni 2009, pp. 158. euro 14,00 - www.noctuaedizioni.it
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Un giallo esistenziale. Questa, forse, è la giusta definizione per l’opera prima di Graziella Giangiulio ( Ladro di immagini, Noctua Edizioni 2009, pp. 158. euro 14,00). L’autrice, giornalista di professione, mostra di essere capace, probabilmente anche per mestiere, di andare oltre i fatti, fino al punto di coglierne il senso nascosto. Insomma, si rivela al suo esordio buona osservatrice del minuto svolgersi delle esistenze di uomini e donne. Spesso imprigionati in eventi più grandi di loro, dotati di maligna forza propria. La vita come rapporto a somma zero tra esseri e cose? Forse.
Sullo sfondo di una storia che si sviluppa tra Rimini, San Marino e Cattolica, si scorge la fosca ombra del disastro del Vajont. Riuscirà la giornalista Anna Palmoli, l' introversa protagonista, a sfuggire al misterioso giustiziere, Luca Giuri? Costruttore di dighe e fotografo dilettante più per necessità che per caso, come scoprirà il lettore. Un ladro di immagini, così Luca ama definirsi. Ma in qualche misura lo è anche Anna, perché da giornalista, come ammette, ruba “emozioni e storie”. Ma Luca, purtroppo, è anche ladro di vite… E nel modo più efferato.
Ovviamente non possiamo svelare i segreti di una trama complessa. Ma solo accennare a qualche pagina felice, ricca appunto di notazioni esistenziali. Come qui, dove si spiega perché è sbocciato l’amore tra Luca e Anna :

“ [Lei] Non lo ama, temo sia ossessionata. Lui ha toccato i suoi nervi scoperti: la forza, la conoscenza, lo studio, lo spirito di sacrificio, il bisogno di essere accettata, il desiderio di essere accettata, il desiderio di essere amata. E si è inserito giorno per giorno, mostrandole che lei era perfetta e il mondo attorno a loro era sbagliato. Chiunque vorrebbe, arrivato a un certo punto della vita essere accettato per quello che è. Lei, del gruppo di amici era quella simpatica, ironica, ma un po’ stramba. Non era felice. Con il passare del tempo non raggiungere gli obiettivi stanca. La diversità, alla fine, pesa. E quella donna è diversa da tutte quelle che ha conosciuto. Ha un bel cervello, un bel corpo, ed è libera. Sa che vuole dire essere liberi in questa società? Significa restare soli, perché sei sempre pronto a dire no alla massa”.
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Ecco, intorno al problema della solitudine, frutto di una libertà malinconica precario privilego dei moderni, si dipana tutto il libro, dove vita e morte (ma morte anche di dentro) si mescolano.
E in questo senso, come si diceva all’inizio, il giallo si fa esistenziale, si tinge di grigio: il colore nebbioso della vita oggi. Un'esistenza "subita" più che "agita" da uomini e donne. Poveri esseri, "ladri di immagini", che sembrano avere più bisogno di illusioni che di pane.

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2 commenti:

epigrammiefacezie ha detto...

Però... sembra interessante! Quasi quasi lo leggo.
Ma è il primo romanzo dell'autrice?

Carlo Gambescia ha detto...

Sì, in precendeza ha pubblicato dei racconti, credo.
Grazie e abbraccio,
Carlo