mercoledì, luglio 22, 2009




Incontri su YouTube: Parlami d’amore Mariù

Chi non ha amato il Vittorio De Sica regista e i suoi film! Soprattutto quelli neorealisti: un pezzo di storia d’Italia.
Ma c’è anche il De Sica, uomo disinvolto e galante delle commedie degli anni Trenta, dirette da Mario Camerini. Appena trentenne, bello e possibile.
Bene, abbiamo individuato su YouTube un video molto particolare, che ripropone uno dei momenti più teneri de Gli uomini che mascalzoni. ( http://www.youtube.com/watch?v=Cmbj9dghLo4 ). Film di esordio, dove De Sica balla e conquista la sua Mariù, l’attrice Lya Franca, sulle note della omonima canzone di Neri e Bixio:
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Come sei bella, più bella stasera, Mariù!/Splende un sorriso di stella negli
Occhi tuoi blu!/ Anche se avverso il destino domani sarà
Oggi ti sono vicino, perché sospirar?/Parlami d'amore, Mariù!
Tutta la mia vita sei tu!/Gli occhi tuoi belli brillano,
come due stelle scintillano!/Dimmi che illusione non è,
Dimmi che sei tutta per me!/Qui sul tuo cuor non soffro più:
Parlami d'amore, Mariù!/So che una bella e maliarda sirena sei tu!
So che si perde chi guarda quegli occhi tuoi blu./Ma che mi importa se il mondo si burla di me.
Meglio nel gorgo profondo ma sempre con te,/sì con te.
Parlami d'amore, Mariù!/Tutta la mia vita sei tu!/
Gli occhi tuoi belli brillano/Come due stelle scintillano!/Dimmi che illusione non è,
Dimmi che sei tutta per me!/Qui sul tuo cuor non soffro più:
Parlami d'amore, Mariù.
( http://it.wikipedia.org/wiki/Parlami_d%27amore_Mari%C3%B9)

Il testo della canzone e la trama del film ( http://www.mondotram.it/tram-cinema/uomini-mascalzoni/ ) non sono sicuramente di grande originalità. Ma si era durante il fascismo e anche la conquista della normalità, tra i Cesari di cartapesta era importante…
Struggente l’attimo - oggi non politicamente corretto - in cui De Sica stringendo a sé una giovanissima Lya Franca la fissa e le sussurra: “Gli occhi tuoi belli brillano/Come due stelle scintillano!” E lei abbassa lo sguardo…
Mia madre, che conosceva il film a memoria, ogni volta che lo rivedeva in mia compagnia, appena iniziavo a spiegarle l'importanza storica del femminismo, mi ripeteva lapidaria, assumendo lo stesso atteggiamento di Toro Seduto davanti ai furbi funzionari del governo americano: " Donne con le gonne. Non ne fanno più, purtroppo".
Forse aveva ragione. Forse.
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6 commenti:

francesco bianco ha detto...

Bel post Sign. Carlo, condivido la passione per quel gusto di genere del neo-realismo italiano, delicato, sincero, quegli abitini leggeri a fiori, gli sguardi timidi, i contesti famigliari, popolari, la realta' per l'appunto. Unica cosa che avrei ommesso dal post e quel forse finale, non perchè sia fuori luogo o errato, ma bensi' perche' almeno di quei valori si dovrebbe aver certezza. Si, donne con le gonne, poco hanno a che fare con il femminismo, l'una non esclude l'altro. La filosofia deviata femminista impone il pantalone alle donne, ne deturpa la femminilita' nel tentativo di crear ometti con le mammelle. Da uomo ritengo che non c'e' parita' nell'appiatimento, la perdita dei ruoli quale effetto collaterale dell'emancipazione effimera e' realta' contemporanea. Il femminismo, quello puro, quello giusto, voleva esaltare il ruolo femminile, la parita' sociale non la perdita dei ruoli. Non e' sostituendosi all'uomo che ci si emancipa. Il risultato e' infatti, oggi giorno, che il ruolo della donna cosi' come quello dell'uomo siano confusi, spesso persi. L'emancipazione e' forse una giovane donna che scodinzola in abiti succinti in TV? Non direi, anzi. Con questo non vorrei apparire come un nostalgico, amo il progresso, cio' che auspico e' solo la scoperta di valori puri, il rispetto per i ruoli, per la sessualita', la sensualita' e una nuova societa' basata sul concetto di altruismo e non di individualismo sfrenato, temo che avro' di che aspettare, forse.
Francesco Bianco
alsalto@libero.it

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Francesco per il tempo che mi hai dedicato.
E' stato un modo, il mio e il tuo, anche per ricordare mia madre.
Ciao
carlo

Michele Antonelli ha detto...

Caro Carlo,

ti consiglio di vedere il film serbo "Zona Zamfirova".

E' stupendamente commovente e suppongo che possa dare adito a considerazioni di carattere sociologico.

Una semplice storia d'amore dei primi del '900, a lieto fine, piena di bella musica tradizionale, con una scenografia molto semplice ed una buona recitazione (credo debba essere costato ben poco).

Uscito nel 2002, in Serbia e nella Republika Srpska ha "spopolato". Dopo due anni era già il film serbo più visto in Serbia nella storia del cinema.

Credo sia perché la gente sente bisogno di tornare a sentimenti puri e belli, in storie costruttive.

Non so se sia distribuito in Italia. Comunque, io ce l'ho, ma nella versione originale (si capisce facilmente, data la semplicità della trama, ed io potrei riassumertelo o addirittura farti un doppiaggio "essenziale").

Cari saluti.

Michele

Carlo Gambescia ha detto...

Sempre puntuale nei commenti, Michele.
Allora cercherò di vederlo. Magari in tua compagnia.
Un abbraccio,
Carlo

Anonimo ha detto...

Su internet non ho trovato niente di niente riguardante la biografia o almeno qualche notizia su Lya Franca..sai dove posso trovare qualcosa in merito? mi sembra steanissimo che sul web non ci sia nulla! Grazie!

Paola

Carlo Gambescia ha detto...

Confermo.
Prova a chiedere qui: http://www.snc.it/bib_home.jsp?ID_LINK=128&area=29
Sono un sociologo non uno storico del cinema :-)
Ciao e grazie.
Carlo