venerdì, maggio 22, 2009






Il Cavaliere-Avicoltore


di Carlo Gambescia e Nicola Vacca
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Quando si dice passare il segno. Benché il segno sia stato ormai da tempo non superato ma calpestato cento volte. E per giunta ridendovi sopra.
Bene, secondo Berlusconi, ovviamente furente per la sacrosanta e giusta piega presa dal processo milanese, è necessario riformare l’equilibrio di poteri tra governo e Parlamento. E ci vorrà un’iniziativa di legge popolare perché i “ capponi” non si faranno fuori da soli”. E Berlusconi lo dice da presidente del Consiglio, dal palco dell'assemblea annuale di Confindustria. Berlusconi sale sul palco, sapendo di dare vita a uno spettacolo ridanciano, ma questa volta ha superato ogni limite, le sue picconate anticostituzionali mettono a rischio la democrazia .
Invece di parlare della necessità di fare le riforme istituzionali, il premier muove un attacco antidemocratico al Parlamento. La legislazione, secondo il suo populismo, che alcuni hanno giudicato peggiore di quello putiniano , “va migliorata perché il premier non ha nessun potere e si capisce anche perché, visto che la costituzione è stata scritta dopo il periodo fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al parlamento che è pletorico, e conta 630 membri”. Servirà dunque una riforma, ma “per arrivare a questo dovremo fare un disegno di legge d' iniziativa popolare perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale” .
Insomma siamo davanti a una specie di avicoltore, per alcuni impazzito. Sembra fantapolitica, ma è la realtà. Queste sono le ultime dichiarazioni deliranti del nuovo show del Cavaliere, che a viso aperto attacca il Parlamento e le Istituzioni fregandosene ampiamente di ogni dialettica democratica. E inaugurando quella che può essere definita la via avicolturale alla politica.
Per il presidente del Consiglio le Camere, come pollai, potrebbero essere chiuse anche in questo preciso istante. Secondo la sua visione della politica - egocentrica, accentratrice, e ripetiamo da avicoltore - i due rami del Parlamento sono secchi e da potare, e con essi la democrazia. “Ci sono dei deputati che non si vedono mai perché hanno cose più importanti da fare che stare lì a votare. Ma come si vota? Si guarda il capogruppo che se alza il pollice vuol dire sì, se stende la mano vuol dire astensione, se fa il pollice verso vuol dire no. Adesso diranno che io offendo il Parlamento ma questa è la pura verità: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e controproducenti”.
Ovviamente sui livelli di pletoricità l’ultima parola spetterà sempre a Berlusconi. C’è di che rimanere basiti. Il degrado intellettuale del Cavaliere-Avicoltore oggi raggiunge livelli di allarme per la democrazia del Paese. Affermare apertamente che il Parlamento è inutile è una considerazione pericolosa .
Se abbiamo un capo del governo che offende il presidio rappresentativo della democrazia, e con esso tutti i cittadini, è giunta l’ora di preoccuparsi seriamente.
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Carlo Gambescia e Nicola Vacca

21 commenti:

Ulisse9 ha detto...

Del resto, la quasi ex-moglie ci aveva avvisati: Silvio deve essere aiutato, come si aiuta una persona che non sta bene.
Ormai non riece più a controllare i suoi deliri di onnipotenza.
Il dramma è che le istituzioni e gli italiani glielo lascieranno fare.

Buona giornata,

Francesco

Ulisse9 ha detto...

Ops! lasceranno fare.
scusate il lapsus.

Francesco

roberto buffagni ha detto...

Sarà la mezza età, sarà il temperamento fatalista, saranno i buchi nell'acqua che continuo a trapanare come un giapponese pazzo di "Mai dire Banzai", ma confesso che in fatto di politica italiana, io ho da un pezzo raggiunto l'ultimo stadio delle reazioni all'annuncio di una malattia mortale: la rassegnazione.

Il parallelo, con tanto di tragedia che marxianamente si ripresenta sotto forma di farsa, tra il periodo in cui prese il via Benito e questo in cui prende il via Silvio, è così facile che un poco mi vergogno a farlo.

Lo sfacelo delle classi dirigenti liberali e la scelta da Alzheimer dell'Aventino, lo starnazzare ridicolo dell'immondo Di Pietro (guardandolo, si capisce che la servitù della gleba aveva il suo perchè), Franceschini che si dopa e abbassa la voce di mezza ottava per sembrare un padre della patria antifascista, il parlamento che da aula sorda e grigia si trasforma in un centro commerciale dove i seggi sono acquisiti come punti vendita in franchising, e dove non mancano gli animatori (giocolieri, mimi, e perchè no, anche sex workers d'ambo i sessi); Silvio che tira fuori la battuta sui tacchini, traducendola inconsapevolmente dall'americano (questa scemenza dei tacchini sotto Natale è americana: da noi, come forse si rammenta, a Natale non si è mai mangiato il tacchino); i "buoni padri di famiglia" cari al codice civile che mettono all'asta le figlie su e-bay; Bertinotti che invece di suicidarsi dignitosamente si imparrucca a mo' di Grande Saggio Millenarista; i soldati italiani che ammazzano una bambina di tredici anni (l'età di mia figlia, porco d.! La divisa che abbiamo indossato - con fierezza, puttana la m.! - io, e mio padre, e mio nonno, e mio bisnonno, e il mio avo! Qualcuno della lista ritrovandosela pure forata da pallottole, shrapnel, etc., boia d'un C.!) a un posto di blocco, e il loro comandante che commenta "Sono cose che capitano, qui beccarsi una pallottola per caso è come da noi finire sotto una macchina" (va bè, la smetto, con le ceronetterie).

In tutto ciò, cari amici, volete che "cominciamo a preoccuparci"?

Ormai - che parola tremenda! - ormai è tardi, amici, è tardi!

"Più tempo non v'è! Giammai l'avrei creduto!"

Ormai è andata, ragazzi, e vaffan***.
Passerà, la nottata; nel frattempo, per fortuna troie e cocaina non ci mancano: e dunque, come dice Mike Bongiorno (o era Ungaretti?): "Allegria!"

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Ulisse 9 e bentornato al commento.

Grazie Roberto. Aggiungere soltanto una-parola-una a quel che ha scritto sarebbe segno di presunzione.

Un abbraccio,

Carlo

LucaCec ha detto...

La sensazione è che stia cominciando a entrare in crisi. Anche se adesso nei sondaggi non è mai stato più forte, e alle prossime elezioni farà il pieno (come probabilmente alle regionali del 2010).
Infierisce sul parlamento perché lì possono annidarsi facilmente i suoi avversari interni. E dimostra di avere grosse ambizioni senza potersele permettere.

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Luca.
Ot: Ho letto per caso oggi in Rete un tuo profilo di Onofri (2002): Agile e mirato.
Bravo Onofri, eh...

LucaCec ha detto...

Ma vah! :-)
E' un articolo che scrissi al tempo in cui collaboravo con "Controluce".
Quel libro ("Registro di classe") è pieno di poesia, e di vita.

Carlo Gambescia ha detto...

L'articolo è buono perché parlando di quel libro, descrivi bene la fisionomia dell'autore, e spingi all'approfondimento.
Luca, mi permetto segnalare ai lettori, ora sicuramente curiosi il link : http://www.controluce.it/giornali/a11n10/16-costumeesocieta.htm

Di Sandro Onofri, romanziere saggista, giornalista morto di cancro nel 1999, ad anni quarantaquattro, consiglio di leggere "Vite di riserva" (1992), ristampato da Fandango nel 2006: un viaggio dove scrutando nell'anima dei "nativi americani", Onofri ci mette e lascia la sua, e spinge il lettore a interrogarsi, se gli americani "non nativi" ne hanno mai avuta una.
Grande giornalismo sociologico. Di quello buono.

Anonimo ha detto...

Caro Carlo,
Posso parafrasare Petrolini ("Nun ce l'ho con te, ma con chi te sta de fianco, che nun te butta de sotto!"), scusandomi per la trascrizione approssimativa? Ecco, io non ce l'ho con lui, ma coi confindustrialotti che non l'hanno coperto di fischi. Almeno la Marcegaglia gli ha risposto per le rime, quando il Re Sòla l'ha paragonata a una velina... Che schifo.
Ciao da Teofilatto

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Teo.
Il mimetismo è una inevitabile componente del consenso ( e del potere, a prescindere dalla forma di governo). Sì fa schifo, ma è così.
Ciao,
Carlo

LucaCec ha detto...

Beh, grazie per il link!
Non sapevo che "Vite di riserva" fosse stato ristampato da Fandango nel 2006... è da tenere in considerazione!
Onofri narratore non lo conosco, lo confesso (leggevo i suoi articoli sull'Unità quando leggevo l'Unità, secoli fa). Ma dell'uomo mi sono fatto un'ottima opinione, mi sembra di caratura superiore alla media degli scrittori (anche ottimi), e dei pubblicisti di sinistra. Non mi sento di escludere nemmeno che la sua malattia (e la morte precoce) abbiano a che fare con le delusioni sul piano politico... ma qui entriamo in un ambito delicato, e comunque marginale rispetto al tema del post.

Anonimo ha detto...

Caro Carlo,
Se ho ben capito, mimetismo significa che chi sarebbe in disaccordo preferisce tacere per convenienza. Ho il sospetto però che fra gli industriali ci siano molti tutt'altro che in disaccordo. Spero che non pesino troppo all'interno di Confindustria.
Ciao da Teofilatto

Anonimo ha detto...

Caro Carlo,
A me il Berlusca che dice che il parlamento è inutile suscita un moro irrefrenabile di...simpatia!!! Queste sono le battute che, sole, me lo rendono sopportabile.
(...anche perché che questo parlamento sia inutile e dannoso è una sacrosanta verità. Direi che sarebbero sufficienti non cento deputati, ma tre, due alla maggioranza e uno all'opposizione: meno clientele - come diceva il buon Hobbes -, meno nani e ballerine, meno parole e un calcio nel sedere all'orribile clasa discutidora, cui mi sembra che anche voi -autori del post - vi siate rassegnati)...
Un caro saluto
Massimo Maraviglia

Carlo Gambescia ha detto...

E a me e all'amico Nicola, rassegnarsi al bonapartismo, per giunta di uno che non ha la statura di Napoleone I, non piace.
Quanto a Hobbes - e neppure dovrei ricordarlo a un fine studioso come te - parliamo di un pensatore vissuto in mezzo alla guerra civile inglese. E dunque portato quasi naturalmente a sopravvalutare la questione dell'ordine "costi quelche costi".
Quanto a Donoso Cortés, gli preferisco Tocqueville, che separava la discussione dalla decisione, mentre Donoso le confondeva, gettando via il bambino, del "liberalismo politico", con l'acqua sporca di certa "democrazia demagogica".
Un caro saluto,
Carlo

Anonimo ha detto...

Caro Massimo,
sono felice che il capocomico Silvio Berlusconi ti faccia simpatia. Ma governare un Paese è una cosa seria e certo non lo si pouò fare quotidianamente con battute d'avanspettacolo.Rispetto la tua simpatia, ma sinceramente penso che il premier non stia bene con il cervello. Potrebbe farsi curare, glielo chiede la parte sana del Paese che non crede che la crisi economica sia una questione psicologica e ogni giorno fa i conti con il suo dramma.Se noi noci fossimo rassegnati non staremmo qui a scrivere i nostri post...
nicola vacca

Anonimo ha detto...

Non ci sono parole, ma gli italiani l'hanno voluto. Berlusconi è lo specchio di una parte considerevole del popolo italiano: materialista, consumista, sbavante davanti alle veline.

Cari saluti,
Roberto M.

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Roberto M.
M. sta per... ;-)
Ricambio i cari saluti,
Carlo Gambescia

Roberto ha detto...

Anche qui, sono sempre io... :)
Roberto

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

Anonimo ha detto...

good start