Il “caso Noemi” e l’ opposizione introvabile
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Chi si occupa di questioni politologiche ricorda sicuramente i famosi due schemi (bipartitismo imperfetto e pluralismo polarizzato), rispettivamente elaborati da Giorgio Galli e Giovanni Sartori negli anni Sessanta dell'altro secolo. Schemi che, per farla breve, evidenziavano la mancanza nella "Prima Repubblica" di una cultura e pratica dell’opposizione politica costituzionale, parlamentare e democratica. Assenza legata a tutta una serie di questioni che qui sarebbe troppo lungo elencare.
Quel che conta è che nella cosiddetta “Seconda Repubblica”, nonostante la retorica sul bipartitismo, nulla è cambiato. L’opposizione, oggi più frammentata e divisa che nella "Prima Repubblica”, continua a non svolgere alcun ruolo costruttivo, nel senso, non di collaborare con la maggioranza come alcuni pretendono, ma di elaborare soluzioni serie, concrete, praticabili, puntando su un' agenda politica realmente alternativa a quella della maggioranza, pur restando all’interno di coordinate politiche ed economiche infrasistemiche.
Prendiamo il “Caso Noemi”.
Invece di “battere” su questioni fondamentali, suscitate dal brusco “respingimento” degli immigrati, dalla condanna di Mills e dal violento attacco berlusconiano alle istituzioni parlamentari; tutte questioni che riguardano la qualità della giustizia, della democrazia e il destino delle minoranze politiche ed etniche in Italia, l’opposizione (dal Pd alle forze minori) si è fatta trascinare in una imbecille e suicida campagna stampa sulla questione delle dieci domande, sollevata da Repubblica (perché chi è dietro il quotidiano fondato da Scalfari, probabilmente spera di sostituire Berlusconi con Draghi a colpi di scandali sessuali… ). Alla quale invece Berlusconi, da vero istrione, si sta prestando volentieri. Vuole addirittura rispondere in Parlamento. Perché sa che i pettegolezzi intrigano: fanno simpatia e voti (per lui…). Cosa che Repubblica, da sempre sospesa tra moralismi a senso unico e buoni affari, sembra ignorare...
E così le istituzioni politiche, già screditate da qualunquistiche ma mirate campagne di stampa contro “la casta”, perché rivolte a minare la reputazione dei partiti in quanto tali in nome del presunto efficientismo dell’impresa economica privata, dovranno fare il punto sui pettegolezzi sessuali riguardanti Berlusconi. Solleticando gli italiani ma al tempo stesso screditando ancora di più le istituzioni politiche. E ciò solo per compiacere la suicida strategia mediatica imposta dai poteri forti economici contrari al Cavaliere.
Complimenti. Bel modo, veramente libero e degno, di fare opposizione.
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Chi si occupa di questioni politologiche ricorda sicuramente i famosi due schemi (bipartitismo imperfetto e pluralismo polarizzato), rispettivamente elaborati da Giorgio Galli e Giovanni Sartori negli anni Sessanta dell'altro secolo. Schemi che, per farla breve, evidenziavano la mancanza nella "Prima Repubblica" di una cultura e pratica dell’opposizione politica costituzionale, parlamentare e democratica. Assenza legata a tutta una serie di questioni che qui sarebbe troppo lungo elencare.
Quel che conta è che nella cosiddetta “Seconda Repubblica”, nonostante la retorica sul bipartitismo, nulla è cambiato. L’opposizione, oggi più frammentata e divisa che nella "Prima Repubblica”, continua a non svolgere alcun ruolo costruttivo, nel senso, non di collaborare con la maggioranza come alcuni pretendono, ma di elaborare soluzioni serie, concrete, praticabili, puntando su un' agenda politica realmente alternativa a quella della maggioranza, pur restando all’interno di coordinate politiche ed economiche infrasistemiche.
Prendiamo il “Caso Noemi”.
Invece di “battere” su questioni fondamentali, suscitate dal brusco “respingimento” degli immigrati, dalla condanna di Mills e dal violento attacco berlusconiano alle istituzioni parlamentari; tutte questioni che riguardano la qualità della giustizia, della democrazia e il destino delle minoranze politiche ed etniche in Italia, l’opposizione (dal Pd alle forze minori) si è fatta trascinare in una imbecille e suicida campagna stampa sulla questione delle dieci domande, sollevata da Repubblica (perché chi è dietro il quotidiano fondato da Scalfari, probabilmente spera di sostituire Berlusconi con Draghi a colpi di scandali sessuali… ). Alla quale invece Berlusconi, da vero istrione, si sta prestando volentieri. Vuole addirittura rispondere in Parlamento. Perché sa che i pettegolezzi intrigano: fanno simpatia e voti (per lui…). Cosa che Repubblica, da sempre sospesa tra moralismi a senso unico e buoni affari, sembra ignorare...
E così le istituzioni politiche, già screditate da qualunquistiche ma mirate campagne di stampa contro “la casta”, perché rivolte a minare la reputazione dei partiti in quanto tali in nome del presunto efficientismo dell’impresa economica privata, dovranno fare il punto sui pettegolezzi sessuali riguardanti Berlusconi. Solleticando gli italiani ma al tempo stesso screditando ancora di più le istituzioni politiche. E ciò solo per compiacere la suicida strategia mediatica imposta dai poteri forti economici contrari al Cavaliere.
Complimenti. Bel modo, veramente libero e degno, di fare opposizione.
4 commenti:
Sul sito di "Fare Futuro", associazione vicina ad An, appare un articolo che critica le candidature femminili di basso profilo all'interno del Pdl per le elezioni europee. Un paio di giorni dopo Berlusconi si reca a una festa privata di una diciottenne vicino a Napoli e, guarda caso, ci sono i giornalisti di Repubblica. Da chi sono stati avvertiti?
Manco a dirlo, il giorno dopo la moglie annuncia di volersi legalmente separare da Berlusconi. Questo scandalo non nasce dall'opposizione, ma all'interno del centrodestra, dove c'è qualcuno che vuol "avvertire" Berlusconi. Non è affatto escluso, come sostiene qualcuno, che c'entrino i recenti accordi tra Eni e Gazprom per la costruzione del gasdotto del Mar Nero "South Stream", che com'è noto è osteggiato dall'Unione Europea, in favore di un altro progetto che, guarda caso, esclude completamente la Russia.
L'opposizione non ha un leader, non ha dei programmi, si limita a patrocinare la causa dei più colpiti dall'attuale crisi economica, e se riuscirà a superare il 25% è già molto. Ma Berlusconi lo stanno cuocendo a fuoco lento.
Con questo non ne farei un eroe nazionale: è comprensibilmente ambizioso senza tuttavia poterselo permettere. Troppi scheletri nell'armadio, troppe cattive amicizie, un'inclinazione malcelata alla lussuria... e potremmo continuare!
Caro Carlo,
da "antiberlusconiano" io sono ancora più drastico. Benché legittima l'indignazione nei confronti dell'attacco del premier alle istituzioni parlamentari, penso che una sinistra che continua ad appellarsi alla giustizia per spodestare il capo del governo è davvero priva d'idee e di proposte. Questa storia va avanti da troppo tempo, e non si è mai arrivati a nulla, perché purtroppo Berlusconi non è un despota che è arrivato dov'è col sopruso, ma grazie al voto degli italiani e a una cultura mediatica che lo ha favorito. Non dico che Berlusconi ha creato l'imbonimento massmediatico (fatto di gossip, tette e culi, esaltazione della volgarità e del rampantismo, dell'individualismo ecc), ma è evidente che ci si è trovato meglio di altri. Sa che questa cosa ha man mano "educato" gli italiani; o, se non lo sa, ne è l'espressione ideale e gli italiani si affidano a lui.
Continuo a chiedermi: a cosa servirebbe mettere Berlusconi alla sbarra, o addirittura in galera (parlo per metafore, sarebbe meglio dire "spodestarlo"). Questa cultura non cambierebbe, gli italiani non cambierebbero. E la sinistra non ha nulla, attualmente, non solo per proporre una cultura diversa (fagocita tutti, quella che tu chiami "postmodernità") ma neppure per trovare delle risposte politiche alternative.
Leggevo l'altro giorno sul quotidiano "Terra" che l'Europa è all'avanguardia sulle politiche ambientali, al punto da influenzare l'attuale politica di Obama. la sinistra italiana potrebbe partire da lì e da altre idee che nemmeno sembrano sfiorare quelli del PDl, sempre a cavalcare l'emergenza per non far pensare gli italiani e corrisponderli sui peggiori egoismi. Invece eccola fissarsi sul caso Noemi e sul solito proposito di mandare Berlusconi in galera.
L'emigrazione mi sembra l'unica soluzione, caro Carlo. Ma anch'io, come troppi italiani, sono infognato nelle certezze che mi sono costruito in 40 anni.
Un abbraccio.
Domanda, con risposta ai posteri: qui ci arifamo con il complotto politico -giudiziario transatlantico come ai bei tempi di Mani Pulite, o si tratta semplicemente di un indecente polverone basso-imperiale che finirà per ricadere al (sotto)suolo?
A favore della ipotesi 1) si individuano alcuni gruppi d'interesse:
a) chi vuole privatizzare il resto del privatizzabile (soprattutto le utilities, con l'appetitosissimo boccone delle reti di distribuzione del gas, attualmente in mano ad Eni). Il fronte politico interno trasversale va da Brunetta a Lanzillotta, con Tabacci dietro l'angolo che si lecca i baffi. Dietro c'è Intesa-San Paolo, più le Fondazioni bancarie, più il Concistoro degli Incappucciati transatlantici dell'Aspen (in prima fila mediatica, Lucia Annunziata).
b)la Nuova Fiat americanizzata, che tra parentesi libererà molte risorse della famiglia Agnelli per un bello shopping casalingo: vuoi scommettere che andranno a comprare sul sicuro, per esempio aziendine che invece di fare prezzi decretano tariffe?
A favore della ipotesi B c'è la deliquescenza del PD, all'interno del quale si stenta a scorgere un nucleo duro di gente capace di gestire il suddetto complottone.
Profezia: se nei prossimi mesi, in seguito a devastante sconfitta di PD e sinistre più estreme, assisteremo alla formazione di un soggetto politico che magnetizza UDC e residui centristi del PD, sponsorizzato dal patto di sindacato Rcs, allora l'ipotesi complottone vince il jackpot e Silvio può cominciare a fare la valigia: la sua suite allo Spielberg è già prenotata, e in attesa di occuparla, sarà massaggiato da un terror bombing di notizie raccapriccianti sul suo privato, in confronto al quale le trasmissioni più oscene e degradanti delle sue tivù, dove coniugi e parenti sciorinano all'etere tampax e profilattici usati, sembreranno le litanie della Madonna Pellegrina condotte in diretta da Padre Mariano.
Siccome l'esperienza anche recente (v., appunto, Mani Pulite) insegna che al peggio politico non c'è limite ontologico alcuno, toccherà, in quest'ultimo caso, difendere Silvio come se fosse la Silvia di Leopardi minacciata di stupro di massa da un'orda di saraceni inviati dal Vecchio della Montagna per vendicare Lepanto.
Non sarà facilissimo trovare la necessaria motivazione, perchè il meno peggio entusiasma poco, specie se il suddetto meno peggio è un uomo che ci fa, sostanzialmente, pena (a me, sarò strano, ma Silvio m'ha sempre dato l'impressione di essere un uomo molto infelice e malriuscito, con quella sua allegria forzata e maldestra: uno che fa l'entertainer ed è completamente privo di senso dell'umorismo, tanto che ha bisogno di comperarsi il pubblico all'ingrosso, vive in un inferno personale nel quale non vorrei abitare neppure mezza giornata, anche se avere i suoi soldi mi piacerebbe parecchio).
(Eppure, buon Gesù e clemente Vergine Maria, Voi sapete che io scrivo queste parole pesandole a una a una col bilancino di un antico e indefettibile amor di Patria, sopravvissuto a infinite pugnalate alla schiena e ancor più infinite corna messe a me e ai miei maggiori dall'incorreggibile Troia in seno alla quale Voi, per imperscrutabile volontà dell'Altissimo a ciò paradossalmente determinatosi, forse, in un momento di travolgente ebbrezza chenotica, avete posto la sede della Vostra Santa Chiesa).
Grazie Luca C., Claudio e Roberto per i notevoli, commenti, che pur esprimendo sensibilità differenti (anche dalla mia), sono ben scritti e veramente da leggere dalla prima all'ultima riga.
Grazie veramente per il "valore aggiunto"...
Un abbraccio,
Carlo
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