lunedì, marzo 16, 2009





Un Paese al capolinea
di Carlo Gambescia e Nicola Vacca
.
L’allarme sulla crisi lanciato da Emma Marcegaglia (“Servono soldi veri”) e i suggerimenti del governatore Draghi( “Servono misure aggressive”) non possono essere disattesi dal governo.
I numeri uno di Bankitalia e di Confindustria si sono rivolti direttamente al presidente del Consiglio: la situazione sta diventando insostenibile ed è giunto il momento di correre ai ripari con una politica economica forte e incisiva.
Ad essere cattivi si potrebbe dire che siamo alle solite. Questi imprenditori e banchieri, prima fanno scappare i buoi, e poi chiedono aiuto alla politica per chiudere la porta della stalla.
È vero che fino a questo momento di misure aggressive non sì è vista neppure l’ombra. Confindustria lancia il sasso nascondendo la mano di anni di mancati investimenti nell’innovazione tecnologica poco apprezzata dalla parti della Fiat e dintorni. Per non parlare di Draghi che vuole la botte piena (le mani libere sul credito) e il prefetto ubriaco ( che si guardi bene dal controllare il credito). Però la crisi c’è , e siamo in emergenza . “Servono interventi fermi, chiari e soprattutto soldi”.
Ora, come alcuni sostengono dal punto di vista sviluppista, l’azienda Italia deve rimettersi in moto : servono le riforme strutturali, tagli alla spesa improduttiva,dalla burocrazia, all’abolizione degli enti inutili e delle province.
Le imprese chiudono, i disoccupati aumentano, i consumi ristagnano. La politica deve svegliarsi.
“Siamo pronti a prendere qualsiasi azione si renda necessaria per rilanciare la crescita”, questo è anche l’impegno condiviso dai ministri dell’Economia e dai governatori dei Paesi più ricchi del mondo in occasione del G20. Noi speriamo che non sia soltanto uno slogan, loro si augurano che " 'a nuttata” passi da sola.
Anche perché, volendo uscire dal solito mantra sviluppista, si potrebbero proporre anche alcune riforme di sistema. Si pensi solo alla grande questione delle energie alternative. Ma l’esecutivo, neppure ci prova, visto che si è messo al collo una sveglia con su scritto nucleare-nucleare-nucleare…
In realtà questo governo non è sviluppista né desviluppista: è meno di nulla. A voler essere generosi un nulla strutturato, intorno ai problemi giudiziari di Berlusconi. L’esecutivo deve capire concretamente che l’emergenza è reale e ascoltare con attenzione e sensibilità le preoccupazioni che giungono dagli operatori del settore e dalle parti sociali. E soprattutto da quegli italiani preoccupati dal fatto che nei prossimi mesi potrebbero perdere il lavoro.
Il governo non deve sottovalutare la durezza della crisi. Certo, Confindustria e Bankitalia si sono rivolti a Berlusconi per battere cassa. Troppo comodo.
Ma è pure vero che il Paese sta soffrendo e che la politica deve fare il suo dovere, aprire gli occhi sulla recessione mettendo in cantiere una volta per tutte misure e riforme che diano credito e fiducia non solo alla cultura d’impresa, ma a quella che una volta, la cultura socialista di un Nenni e cattolico-sociale di un Giulio Pastore chiamavano la cultura del lavoro. Recepita da una Costituzione repubblicana, di cui invece oggi si rischia di fare strame. Una cultura del lavoro e della solidarietà, e ovviamente, “di governo”, senza la quale il Paese rischia di essere travolto.
Contro la crisi perciò servono i soldi veri e anche le buone idee imprenditoriali. Ma soprattutto la pratica di un riformismo vero. Repubblicano.
Questo è il problema.
.
Carlo Gambescia (http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/ )

6 commenti:

LucaCec ha detto...

Osservazioni interessanti e largamente condivisibili. L'abolizione delle province? Uhm... ci sarebbe piuttosto da ripensare in profondità il sistema italiano delle regioni, e da chiedersi se alcune delle regioni italiane come sono oggi hanno ancora ragione di esistere.
Da questo punto di vista, e da profano dell'argomento, trovai interessanti a suo tempo le proposte di Gianfranco Miglio, ideologo della Lega Nord quanto questa era ancora una forza giovane e per alcuni versi interessante.
Ma per fare certe riforme ci vorrebbe una dirigenza politica molto più radicata e determinata di quanto non sia il Governo Berlusconi. Certo, quest'ultimo può contare su una maggioranza parlamentare solidissima e su un'opposizione molto debole e a corto di argomenti, ma in realtà è molto più ricattato di quanto non sembrerebbe dai veti incrociati interni ed esterni al governo, nazionali e internazionali. Sta in piedi solo perché non ha veri avversari.

Stefano Vaj ha detto...

Leggo divertito:

'LE CRITICHE DI MARTINO - Ma non sono mancate le critiche al Pdl. L'ex ministro della Difesa, Antonio Martino, parlando durante la stessa assemblea, ha dichiarato: «Quando qualcuno mi dice che vuole confluire nel Pdl, io devo reprimere l'idea di defluirne...». Martino ricorda di avere avuto la tessera numero 2 di Forza Italia e di aver creduto in quel partito come un possibile partito liberale di massa. «Berlusconi - aggiunge - ha sempre vinto le elezioni con slogan liberali, la parola libertà è quella che usa di più». Ma, a suo avviso, ora il Pdl «somiglia al colbertismo, al fascismo, al socialismo, ma non è liberalismo»'.

Massì, Martino, facci sognare... :-)

fabris ha detto...

decrescita ed energie alternative

Stefano Vaj ha detto...

Politica industriale, ricerca fondamentale, investimenti infrastrutturali, stop alla terziarizzazione e finanziarizzazione dell'economia. :-)

Anonimo ha detto...

La politica è morta! Non credo che nessuno di quei signori la seduti possa rappresentare idee di sviluppo e innovazione, trattandosi di persone anagraficamente vicino al trapasso, ci rimangono i "giovani" che però, se non si vendono al disegno di potere, vengono tenuti ben lontano da dinamiche decisionali...talmente lontano che appena hanno una buona idea la vanno sviluppare all'estero! Quindi il quadro si chiude in fretta e c'è ben poco da dire o da fare, fino a che ci saranno i vecchi padroni al potere, a noi toccherà sopravvivere senza neanche più un briciolo di dignità, perchè si prenderanno anche quella.....oppure ci si mette tutti di impegno per cambiare...ma le persone con le palle....mi sa che se ne siano tutte andate!

Ciao a tutti, ceci

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie a tutti dei puntuali commenti. Anche a nome di Nicola Vacca.
Un abbraccio,
Carlo

P.S.
Sefano, grazie in particolare per la chicca.