Dallo stupro di Capodanno al caso di Cesare Battisti. L’umanitarismo e i suoi amici
Prima la definizione.
Prima la definizione.
Secondo il Gabrielli (vocabolario) è “umanitario colui che tende al miglioramento materiale e morale della condizione umana, agendo secondo i valori della solidarietà, della generosità, dell’amore per il prossimo”. E di conseguenza l’umanitarismo è “il complesso dei concetti, dei sentimenti di chi o di ciò che è umanitario”.
Pareto, che invece era un sociologo, riteneva che l’umanitarismo fosse frutto di debolezza. Ma di una furba debolezza rivolta a ingannare l’avversario, per cooptarlo con il sorriso sulle labbra, e così restare al potere. Magari per sempre.
Pareto, che invece era un sociologo, riteneva che l’umanitarismo fosse frutto di debolezza. Ma di una furba debolezza rivolta a ingannare l’avversario, per cooptarlo con il sorriso sulle labbra, e così restare al potere. Magari per sempre.
Sulla scia di Machiavelli, Pareto divideva i politici in volpi e leoni. E le volpi, a suo avviso, fingevano sempre di essere umanitarie. Oggi diremmo “buoniste”. Inoltre, sempre secondo l’autore del Trattato di sociologia generale , l’umanitarismo caratterizzava i regimi politici giunti alla fine del ciclo vitale. Dove alla forza, aggredita dai mali della vecchiaia politica, si cercava di sostituire astutamente, una falsa bontà d’animo.
E secondo Pareto le mosche cocchiere dell’umanitarismo erano gli intellettuali “illuminati”. Quelli che civettavano con la rivoluzione e giustificano la violenza degli avversari, definendoli vittime della società.. Come nei ricchi salotti pre-1789 e pre-1917.
Oggi invece frequentano quello televisivo di Fazio...
Insomma l’umanitarismo dilaga. E non parliamo di quello mostrato dalla Chiesa Cattolica e da altri fedi. Perché si tratta di “umanitarismo” istituzionale e dunque accettabile. Su questo punto non siamo d'accordo con Nietzsche.
Insomma l’umanitarismo dilaga. E non parliamo di quello mostrato dalla Chiesa Cattolica e da altri fedi. Perché si tratta di “umanitarismo” istituzionale e dunque accettabile. Su questo punto non siamo d'accordo con Nietzsche.
Invece ci riferiamo a quello politico. Che di solito viene astutamente usato solo nei riguardi dei recuperabili, o presunti tali, mentre agli irrecuperabili, e ai loro figli, non si perdona nulla. Si pensi solo all'impietoso trattamento mediatico usato nei riguardi dei poveri bambini palestinesi, solo perché morti sotto le democratiche bombe al fosforo israeliane.
Ma oggi l’umanitarismo dilaga, anche nelle questioni (si fa per dire) minime. E questo è il fatto più grave, perché indica che il “buonismo” ha ormai permeato di sé il sentire comune: non è pertanto solo un segno di astuta rilassatezza politica, ma indice di una più generale degenerescenza morale e collettiva nei riguardi dei valori del bene e del male.
Un pluriassassino come Battisti, con sentenza passata in giudicato, cerca di sottrarsi alla giustizia. Ebbene c’è subito chi lo difende e imbroglia le acque… Uno stupratore, come quello della povera ragazza romana violentata nella notte di Capodanno, si dichiara "reo confesso", ebbene viene premiato con i domiciliari…
C’è dunque qualcosa che non va in noi tutti. Siamo piccoli uomini e donne che credono nel pettegolezzo morale perché ormai incapaci di discernere il bene dal male: perché bene e male non esistono. Così ci ripetono, fra le righe, tutti i giorni personaggi alla Fabio Fazio, "umanitaristi" per meriti televisivi.
Pareto parlerebbe di decadenza. Difficile però dire quando alla decadenza seguirà la caduta. E al crollo dell' "antico regime" un nuovo ciclo ricostruttivo.
Ma oggi l’umanitarismo dilaga, anche nelle questioni (si fa per dire) minime. E questo è il fatto più grave, perché indica che il “buonismo” ha ormai permeato di sé il sentire comune: non è pertanto solo un segno di astuta rilassatezza politica, ma indice di una più generale degenerescenza morale e collettiva nei riguardi dei valori del bene e del male.
Un pluriassassino come Battisti, con sentenza passata in giudicato, cerca di sottrarsi alla giustizia. Ebbene c’è subito chi lo difende e imbroglia le acque… Uno stupratore, come quello della povera ragazza romana violentata nella notte di Capodanno, si dichiara "reo confesso", ebbene viene premiato con i domiciliari…
C’è dunque qualcosa che non va in noi tutti. Siamo piccoli uomini e donne che credono nel pettegolezzo morale perché ormai incapaci di discernere il bene dal male: perché bene e male non esistono. Così ci ripetono, fra le righe, tutti i giorni personaggi alla Fabio Fazio, "umanitaristi" per meriti televisivi.
Pareto parlerebbe di decadenza. Difficile però dire quando alla decadenza seguirà la caduta. E al crollo dell' "antico regime" un nuovo ciclo ricostruttivo.
Per ora ci troviamo tutti nella situazione, ben colta, dai celebri versi di Verlaine:
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Je suis l’Empire à la fin de la décadence,
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Je suis l’Empire à la fin de la décadence,
Qui regarde passer les grands Barbares blancs
En composant des acrostiches indolents
D’un style d’or où la langueur du soleil danse (…).
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Con una differenza rispetto ai Romani. Che “les grands Barbares blancs” ora sono dentro di noi. Difficile liberarsene. Anche un nuovo Sant'Agostino potrebbe non bastare.
8 commenti:
Mah, caro Carlo, quanta confusione!
L'unico umanitarismo possibile sarebbe quello della Chiesa Cattolica perché "istituzionale (?)".
Cos'aavranno poi di "umanitario" e "umano" le istituzioni?
Se non si crede che gli esseri umani siano capaci siano capaci anche di sentimenti positivi, a che scopo dichiararsi cattolici?
O solo i Cattolici sono capaci di sentimenti umani?
Questo è "razzismo religioso", altro che il "razzismo antropologico" che mi rinfacciavi tempo fa.
Quanto, infine, agli arresti domiciliari all'autore dello stupro di Capodanno, vedo che la tua posizione è appiattita su quella dei media.
Ricordo che gli arresti domicialiari sono una misura cautelare, che non hanno nulla a che vedere con la pena, la quale sarà inflitta solo al termine del processo.
Pertanto, tutto il biasimo scagliato addosso a chi ha preso questa decisione è fuori luogo, dal momento che nell'applicarla ha dovuto tenere conto solo di esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquiinamento delle prove, reitarazione del reato, ecc.).
Se non l'hai ancora capito, ti informo che tutta la crociata mediatica in atto negli ultimi tempi contro PM, giudici e magistratura in genere non è altro che una campagna orchestrata dall'attuale maggioranza e capeggiata dal signor Silvio, al solo scopo di creare un sistema della giustizia che garantisca la totale impunità ai potenti di ogni tipo e, in particolare, al Cavaliere e ai suoi più cari amici.
Caro Albcor,
nel leggerti, mi sono chiesto, come mai e per quali misteriose alchimie un "grande amore" :-), si può trasformare non proprio in odio ma in "antipatia" pregiudiziale. E la mia cristallina chiarezza - così un tempo la definivi, mettendomi in imbarazzo, - in sistematica confusione...
Perciò, a questo punto, risponderti sarebbe inutile.
Sulle lotte interne alla magistratura (che vanno ben oltre Berlusconi, la destra, la sinistra eccetera), ho già scritto abbondamente.
Un sola cosa voglio aggiungere, molto personale: visto che credi nella purezza costitutiva dei giudici (sarai sicuramente molto giovane...), ti auguro, e con tutto il cuore, di non avere mai in vita tua a che fare con un magistrato, civile o penale (fa lo stesso). Perché potresti cambiare idea. E in modo molto doloroso.
Un piccolo consiglio (poi fai come credi: tu libero di commentare io libero di non risponderti...) perché non ci perdiamo di vista...
E poi scusami, comunque sia, dovresti imparare a firmarti con il nome e cognome. No?
Ciao Carlo , Non so se hai visto la puntata di Fazio con Gino Paoli, parlavano del testo di una canzone “ IL PETTIROSSO “ che i media hanno massacrato (http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/01/23/146575-gino_paoli_canta_stupro_bimba.shtml)
Concordo con te sull’ umanitarismo della Chiesa cattolica, ma non a riguado de “l'impietoso trattamento mediatico usato nei riguardi dei poveri bambini palestinesi”
Con rinnovata stimo uno dei tuoi affezionatissimi lettori
Beppe ;-)
Caro Carlo,
Da parte mia non c'è nessuna antipatia, tantomeno "pregiudiziale".
L'eccesso di "vis polemica" è voluto, ma ad esso non corisponde nessun astio nei tuoi confronti.
Ho cambiato stile solo perché mi era parso che con un taglio più "analitico" i miei commenti fossero stati a volte fraintesi (o, forse, sono stato io a non essere cristallinamente chiaro, può essere).
Vediamo se mettendo un po' più di pepe...
In un commento a un post ormai molto lontano avevo condiviso le tue critiche alla magistratura, quindi non credo in nessuna "purezza costitutiva" dei giudici (la mattanza giudiziaria delle procure di Salerno e Catanzaro è, del resto, sotto gli occhi di tutti).
Questo non toglie che le campagne mediatiche di questi giorni contro la magistratura abbiano tutt'altro scopo che quello di una riforma del sistema giudiziario in senso più "liberale".
Anzi, se uno dà un'occhiata alle indiscrezioni sui vari progetti di "riforma della giustizia" circolanti in questi giorni, si accorge subito di quanto sia preferibile avere a che con un magistrato in questo sistema che non in quello che si sta delineando.
Bel post, Carlo! La decadenza si denota da questi buonismi e sentimentalismi.
Le questioni poste da albacor sulla umanitarismo istituzionalizzato, sono condivisibili.
Ad ogni modo, complimenti per aver approfondito un punto tanto dolente quanto sfuggente qual'è l'umanitarismo!
saluti
Paolo
Grazie Beppe e ciao.
Grazie Paolo. Ti rispondo subito.
In primo luogo, nel post, non parlo solo della Chiesa Cattolica ma accenno anche alle altri fedi. E dunque il riferimento è all'umanitarismo religioso in generale.
In secondo luogo, il ruolo istituzionale della religione, in un' ottica sociologica (non morale) è quello di predicare e praticare l'amore universale. Mentre il ruolo istituzionale dell'intellettuale è quello di studiare e capire la società e non di predicare e praticare l'amore universale.
Pertanto, e concludendo, l'umanitarismo religioso, in quanto istituzionale, è sociologicamente accettabile, quello dell'intellettuale, è sociologicamente fuori posto. Indica solo "confusione" e "decadenza" istituzionale...
Ciao Paolo e grazie ancora,
Carlo
Se posso dare una mia opinione credo che l'umanitarismo di cui parli nell'articolo sia un fenomeno non "istituzionale" ma strettamente mediatico.
In altri termini si è "umanitari" o viceversa "forcaioli" sempre quando esiste la trasformazione del caso giudiziario in caso mediatico (vedi Franzoni et similia) in un senso o nell'altro.
Sempre di manipolazione si tratta, ma non me la sentirei di definirla "istituzionale", in quanto semplicemente tale trasformazione è funzionale a fattori molto piu' meschini di "caccia al mostro" o di salvataggio di persone piu' o meno vicine ai settori del potere.
In quanto agli "intellettuali" di cui parli, semplicemente credo che come figure definibili tali non esistano piu', ci sono solo megafoni prezzolati per ogni evenienza, con piu' o meno vocabolario aulico. Non me la sento di definirli intellettuali, credimi.
Vera invece la condizione di scetticismo e di sfiducia verso qualsiasi concetto di bene o male, ma piu' che di decadenza parlerei di confusione piu' o meno funzionale o indotta.
Grazie Luca dell'interessante commento.
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