Berlusconi, la politica “muscolare” e il consenso degli italiani.
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Siamo assolutamente convinti che Berlusconi stia puntando con la nuova legge elettorale per l’europee a chiudere definitivamente in conti con le cosiddette frange estreme, a destra come a sinistra. Pertanto crediamo che gli ammonimenti del Presidente Napolitano resteranno inascoltati (http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/napolitano-intervento/napolitano-intervento/napolitano-intervento.html).
Al massimo, visto che alla Camera, sulle preferenze, si deciderà con voto segreto, Berlusconi magnanimente - ma in realtà obtorto collo – pare disposto a “chiudere un occhio”, in caso di voto a contrario alle liste bloccate.
Il fatto più grave è certamente quello della soglia al 5 per cento, perché va a colpire sia il principio di rappresentatività (nel senso di poter partecipare a un “gara” politica) sia quello di rappresentanza (nel senso di poter vincere quella “gara”) perché esclude a priori i partiti minori, ma con grandi tradizioni storiche e politiche; grosso modo, alcuni milioni di elettori.
La spiegazione scelta da Berlusconi è di voler assicurare stabilità politica… Ma dove in Europa? Nella cui sede parlamentare dovrebbero invece essere rappresentate tutte le forze politiche… Proprio per aumentarne il prestigio e la popolarità. Mentre in questo modo - pur tenendo conto dei limitati poteri del Parlamento europeo - si contribuisce soltanto a rendere la natura del processo di unificazione politica ancora più elitaria. I popoli europei - e in particolare quello italiano - vengono così considerati “bambini”: minori incapaci di esprimere mature scelte politiche.
Ovviamente, escludendo a priori certe forze politiche dalle aule parlamentari - e il discorso vale anche per una possibile, e ancora più restrittiva, riforma della legge elettorale italiana - si consegna loro la piazza. Come sta avvenendo - e giustamente - in questi giorni in Italia a proposito della riforma Gelmini. Esiste, infatti, un nesso sociologico e politologico tra elitismo istituzionale e radicalizzazione politica. Quanto più una società - nelle sue varie componenti politiche - è rappresentata nelle sedi istituzionali, tanto più si allontana il pericolo di una radicalizzazione sociale del conflitto politico.
Naturalmente, si può anche scegliere - come sembra desideri fare Berlusconi - la strada dell’esclusivismo politico, ma bisogna avere “spalle forti” soprattutto sotto due aspetti: quello del controllo dell’ordine pubblico e quello del saper soddisfare o comunque intercettare - perché con la sola forza (pubblica) non si può governare a lungo - anche le richieste degli esclusi.
Da come però si sta muovendo Berlusconi si trae l’impressione che voglia governare con la sola forza . E che stando ai sondaggi, una larga maggioranza di italiani approvi, per il momento, questa politica muscolare.
Che amarezza.
Al massimo, visto che alla Camera, sulle preferenze, si deciderà con voto segreto, Berlusconi magnanimente - ma in realtà obtorto collo – pare disposto a “chiudere un occhio”, in caso di voto a contrario alle liste bloccate.
Il fatto più grave è certamente quello della soglia al 5 per cento, perché va a colpire sia il principio di rappresentatività (nel senso di poter partecipare a un “gara” politica) sia quello di rappresentanza (nel senso di poter vincere quella “gara”) perché esclude a priori i partiti minori, ma con grandi tradizioni storiche e politiche; grosso modo, alcuni milioni di elettori.
La spiegazione scelta da Berlusconi è di voler assicurare stabilità politica… Ma dove in Europa? Nella cui sede parlamentare dovrebbero invece essere rappresentate tutte le forze politiche… Proprio per aumentarne il prestigio e la popolarità. Mentre in questo modo - pur tenendo conto dei limitati poteri del Parlamento europeo - si contribuisce soltanto a rendere la natura del processo di unificazione politica ancora più elitaria. I popoli europei - e in particolare quello italiano - vengono così considerati “bambini”: minori incapaci di esprimere mature scelte politiche.
Ovviamente, escludendo a priori certe forze politiche dalle aule parlamentari - e il discorso vale anche per una possibile, e ancora più restrittiva, riforma della legge elettorale italiana - si consegna loro la piazza. Come sta avvenendo - e giustamente - in questi giorni in Italia a proposito della riforma Gelmini. Esiste, infatti, un nesso sociologico e politologico tra elitismo istituzionale e radicalizzazione politica. Quanto più una società - nelle sue varie componenti politiche - è rappresentata nelle sedi istituzionali, tanto più si allontana il pericolo di una radicalizzazione sociale del conflitto politico.
Naturalmente, si può anche scegliere - come sembra desideri fare Berlusconi - la strada dell’esclusivismo politico, ma bisogna avere “spalle forti” soprattutto sotto due aspetti: quello del controllo dell’ordine pubblico e quello del saper soddisfare o comunque intercettare - perché con la sola forza (pubblica) non si può governare a lungo - anche le richieste degli esclusi.
Da come però si sta muovendo Berlusconi si trae l’impressione che voglia governare con la sola forza . E che stando ai sondaggi, una larga maggioranza di italiani approvi, per il momento, questa politica muscolare.
Che amarezza.
7 commenti:
Caro Carlo, il sindacalismo rivoluzionario di fine ottocento ci ha insegnato quanto a volte la violenza sia necessaria per affermare i propri diritti ed ideali.
Quindi non mi sorprenderei neanche io se si tornasse ad una nuova stagione di scontri di piazza.
Anche se l'augurio è che il Palazzo venga occupato e che i colonnelli vengano spazzati via dall'orda inferocita.
Perdonami Carlo, sai bene quanto tendi sempre a smorzare i toni nei miei interventi, ma quanno ce vo', ce vo'.
Un caro saluto.
Giuseppe
Caro Carlo, mi torna in mente un tuo post di qualche giorno fa; sembra che al liberalismo dal volto umano negli ultimi giorni si stia sostituendo un tono tendenzialmente reazionario. Colpa del troppo consenso?UN saluto
Caro Carlo, mi torna in mente un tuo post di qualche giorno fa; sembra che al liberalismo dal volto umano negli ultimi giorni si stia sostituendo un tono tendenzialmente reazionario. Colpa del troppo consenso?UN saluto
Grazie Giuseppe e Giacomo.
Ripeto: che amarezza!
Un caro saluto,
Carlo
Forse, piano piano, il consenso scende. Forse, piano piano, gli italiani incominciano a capire che questo governo, in realtà, non opera per loro ma per gli interessi di pochi amici degli amici (ALITALIA docet). I tagli alla scuola ( in termini di personale e fondi) quelli alla sicurezza (come prima, l'aumento del costo vita si faranno sentire in un futuro non troppo lontano...e allora, chissà se gli italiani saranno ancora contenti. Continuiamo a sperare.
Grazie Ulisse9.
Un saluto,
Carlo
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http://delvisibile.wordpress.com/2008/10/27/apocalittici-e-anche-integrati/#comments
Magari la “Seconda immagine” è quell’ottimismo sulla stampa richiesto dal nostro premier.
lycopodium
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