Scene di lotta di classe a Fiumicino
L’esultanza dei piloti ma anche il visibile imbarazzo di Epifani, costretto dopo anni di mediazioni al ribasso a dire no per ragioni politiche, sono scene che non fanno pensare al ritorno della lotta di classe, ma a un' Italia che vola, dove ormai prevale il si salvi chi può. Soprattutto una volta abbandonata qualsiasi idea di mantenere la proprietà pubblica della “compagnia di bandiera”.
Perché la vera battaglia dei sindacati - e anche di quelli che ieri volevano firmare - doveva essere quella di difendere la natura pubblica di Alitalia. E non di accettare con il cappello in mano l’idea della privatizzazione per discutere, ma solo "dopo", del “piano industriale”. Che, come ogni studente di economia sa bene, una volta accettata l'idea del passaggio da un' economia, diciamo così, di comando a una di mercato, non può non essere lesivo dei diritti sociali dei lavoratori.
Altro errore, come sta avvenendo, è quello di spostare l’attenzione sulle responsabilità circa il fallimento della trattativa Si pensi alle populistiche dichiarazioni di un Di Pietro, vero alter ego politico di Berlusconi, avventatosi come un avvoltoio sulle macerie di Fiumicino.
L’esultanza dei piloti ma anche il visibile imbarazzo di Epifani, costretto dopo anni di mediazioni al ribasso a dire no per ragioni politiche, sono scene che non fanno pensare al ritorno della lotta di classe, ma a un' Italia che vola, dove ormai prevale il si salvi chi può. Soprattutto una volta abbandonata qualsiasi idea di mantenere la proprietà pubblica della “compagnia di bandiera”.
Perché la vera battaglia dei sindacati - e anche di quelli che ieri volevano firmare - doveva essere quella di difendere la natura pubblica di Alitalia. E non di accettare con il cappello in mano l’idea della privatizzazione per discutere, ma solo "dopo", del “piano industriale”. Che, come ogni studente di economia sa bene, una volta accettata l'idea del passaggio da un' economia, diciamo così, di comando a una di mercato, non può non essere lesivo dei diritti sociali dei lavoratori.
Altro errore, come sta avvenendo, è quello di spostare l’attenzione sulle responsabilità circa il fallimento della trattativa Si pensi alle populistiche dichiarazioni di un Di Pietro, vero alter ego politico di Berlusconi, avventatosi come un avvoltoio sulle macerie di Fiumicino.
Troppo comodo.
Certo i piloti, come abbiamo scritto in altro post, non sono indenni da colpe. Ma il vero punto della questione è quello di aver accettato - "tutte" le parti rappresentative dei lavoratori - l’idea di privatizzazione come una specie di panacea.
E, ora, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Altro che rinascita della lotta di classe…
Certo i piloti, come abbiamo scritto in altro post, non sono indenni da colpe. Ma il vero punto della questione è quello di aver accettato - "tutte" le parti rappresentative dei lavoratori - l’idea di privatizzazione come una specie di panacea.
E, ora, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Altro che rinascita della lotta di classe…
6 commenti:
Finalmente un intervento che rimette in ordine i termini della questione; non se ne può più del bla bla dei telegionali e dei giornali sdraiati sulle versioni ufficiali.
Condivido pienamente.
Decisamente, settembre (8, 18, etc.) è un mese che porta una rogna tremenda, in Italia.
Buon Gesù, aiutaci Tu; o perlomeno prescrivici qualche potente ansiolitico, analgesico, sonnifero.
Chi ci sta, ai comandi di questa Italia in volo cieco, mentre noi passeggeri ci guardiamo il film dei f.lli Vanzina e sbirciamo il sedere delle hostess?
C'è il comandante o c'è solo il pilota automatico?
Dove caspita andiamo? E' il volo per Parigi o per Karachi? Va a Roma o Morte?
Privatizzazione o morte!
Questo al di là di tutto è stato l'assurdo messaggio fatto passare come buono attraverso l'intera vicenda Alitalia, come hai ottimamente messo in risalto nel tuo articolo.
Un abbraccio
Marco
Bentornato al commento Bilbo!
Grazie. Purtroppo viviamo in un momento storico nel quale prevalgono gli slogan, gli insulti e il cosiddetto "partito preso". E' molto difficile far ragionare le persone.
Ciao,
Carlo
Grazie Roberto. Più che Roma o Morte, direi Roma od Orte. E dopo tutti a Chianciano... A meno che non si preferisca Fiuggi :-)
Un abbraccio,
Carlo
Grazie Marco.
Un abbraccio,
Carlo
Ultimamente faccio come quell'antico sapiente che lodava gli Dei per averci dato due orecchie per ascoltare ma una sola bocca per parlare...
Buona idea Bilbo.
Ciao,
Carlo
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