Non volevamo commentare la vittoria di Alemanno. Ma è bastata un’occhiata ai giornali per cambiare idea. La grande stampa organica al centrosinistra, per non parlare di quella di sinistra, è già partita all’attacco definendo la vittoria del genero di Pino Rauti, come una specie di seconda “Marcia su Roma”.
Ora, noi non neghiamo, che vi siano sottopelle e spesso pure in superficie, in certi esponenti minoritari della destra post-missina nostalgie neo-fasciste, più ispirate però al fascismo-regime (ordine, sicurezza, eccetera), che al fascismo-movimento (socializzazione, eccetera). Ma crediamo che quel blocco di potere favorevole a Rutelli, si riposizionerà subito, passando a destra. E di conseguenza, i giornali di centrosinistra, a meno che Alemanno non commetta qualche errore spettacolare (ma a nostro avviso nulla cambierà, a parte qualche vigile in più in strada, qualche piccola concessione ai tassisti, e la solita manfrina sui fondi destinati al sociale ), assumeranno un atteggiamento più neutrale. Il potere è un collante fortissimo. E Alemanno ha sempre mostrato di capirlo: in cinque anni come ministro è riuscito a non farsi alcun vero nemico a sinistra (a cominciare da Pecorario Scanio...). Un fatto che spiega anche questa vittoria romana.
Poi c’è un altro problema che impedirà svolte “decisive”, anche sul piano dei grandi lavori pubblici promessi da Alemanno. La macchina comunale è completamente nelle mani di una dirigenza di centrosinistra che farà “melina”. E con la quale Alemanno, abile com’è, patteggerà. Nessuno, insomma, si farà male. Infine il blocco di potere romano, rappresentato, soprattutto dai costruttori, vuole soprattutto investire nell'edilizia privata e di lusso... Comunque staremo a vedere.
Pertanto non crediamo in alcuna “marea nera”. Al massimo Roma, sprofonderà nel grigiore post-democristiano …
I saluti romani, a parte il valore che continuano possedere all'interno di alcune lunatic fringes (minoranze che politicamente non contano nulla), sono ormai puro folclore, di cui i dirigenti post-missini ridono, trattando questi militanti come buffi bimbetti che giochino a imitare, con in testa un enorme cappello piumato, i nonni bersaglieri, morti e stramorti...
Piuttosto tutta la sinistra, invece di gridare al lupo fascista, incominci a riflettere sulle cause della sconfitta. I “padroni” di oggi come i “padroni” di ieri, troveranno un accordo anche con Alemanno, come con chi verrà dopo di lui.
Ora, noi non neghiamo, che vi siano sottopelle e spesso pure in superficie, in certi esponenti minoritari della destra post-missina nostalgie neo-fasciste, più ispirate però al fascismo-regime (ordine, sicurezza, eccetera), che al fascismo-movimento (socializzazione, eccetera). Ma crediamo che quel blocco di potere favorevole a Rutelli, si riposizionerà subito, passando a destra. E di conseguenza, i giornali di centrosinistra, a meno che Alemanno non commetta qualche errore spettacolare (ma a nostro avviso nulla cambierà, a parte qualche vigile in più in strada, qualche piccola concessione ai tassisti, e la solita manfrina sui fondi destinati al sociale ), assumeranno un atteggiamento più neutrale. Il potere è un collante fortissimo. E Alemanno ha sempre mostrato di capirlo: in cinque anni come ministro è riuscito a non farsi alcun vero nemico a sinistra (a cominciare da Pecorario Scanio...). Un fatto che spiega anche questa vittoria romana.
Poi c’è un altro problema che impedirà svolte “decisive”, anche sul piano dei grandi lavori pubblici promessi da Alemanno. La macchina comunale è completamente nelle mani di una dirigenza di centrosinistra che farà “melina”. E con la quale Alemanno, abile com’è, patteggerà. Nessuno, insomma, si farà male. Infine il blocco di potere romano, rappresentato, soprattutto dai costruttori, vuole soprattutto investire nell'edilizia privata e di lusso... Comunque staremo a vedere.
Pertanto non crediamo in alcuna “marea nera”. Al massimo Roma, sprofonderà nel grigiore post-democristiano …
I saluti romani, a parte il valore che continuano possedere all'interno di alcune lunatic fringes (minoranze che politicamente non contano nulla), sono ormai puro folclore, di cui i dirigenti post-missini ridono, trattando questi militanti come buffi bimbetti che giochino a imitare, con in testa un enorme cappello piumato, i nonni bersaglieri, morti e stramorti...
Piuttosto tutta la sinistra, invece di gridare al lupo fascista, incominci a riflettere sulle cause della sconfitta. I “padroni” di oggi come i “padroni” di ieri, troveranno un accordo anche con Alemanno, come con chi verrà dopo di lui.
Questo è il vero problema.
5 commenti:
Si, tutto vero.
Però, però, certi ritorni paiono comunque un po' inquitanti. Spero di sbagliarmi, naturalmente.
Condivido abbastanza l'analisi.
Pompare l'antifascismo in chiave retorica è stata la scelta peggiore che potessero fare nel centrosinistra a Roma. Nei giorni passati Radio Popolare Roma ha intervistato Ingrao, e dei partigiani ormai quasi centenari. Di programmi e proposte per Roma non una parola. E a elezioni finite insistono, e così rischiano di ipotecare anche le prossime elezioni. Perché Alemanno non è Storace, e rischia di non sfigurare rispetto ai suoi predecessori di centrosinistra.
Ma forse il punto è che riflettere sui programmi significava rischiare di dover ammettere che Roma non è un paradiso come hanno voluto far credere in questi anni...
Poi, ci sono cose (per esempio la realizzazione di grandi infrastrutture) in cui il ruolo del sindaco è abbastanza marginale.
Infine, al di là dell'indubbia capacità di mobilitazione che ha dimostrato Alemanno, il dato più evidente delle elezioni di Roma è che gli elettori non volevano Rutelli, punto e basta. Finché fossero solo le astensioni ci sarebbe ancora il beneficio del dubbio, invece ci sono anche 60mila persone che hanno votato Zingaretti alla provincia e non hanno votato Rutelli, e questo mi sembra un dato inequivocabile non di freddezza, ma di chiara ostilità.
Ciao
Luca
Grazie Biz.
Mi scuso pubblicamente con te per non aver ancora inviato il post su "Cattolici e politica". E' un periodo di intenso lavoro.
Cercherò di fare del mio meglio.
Grazie e ciao Luca.
Caro Gambescia,
condivido molto la sua analisi del voto romano, che interagisce del resto con quella del post successivo riguardante la crisi della sinistra. Anche a me la retorica della "marcia su Roma" in funzione anti-Alemanno mi è parsa bolsa e controproducente, eppure...
Eppure quella festa orgiastica di lunedi pomeriggio al Campidoglio ricordava irresistibilmente il mussoliniano bivacco di manipoli. Intendo dire: non le pare che la sua analisi sia politologicamente ineccepibile e personalmente (riguardo Alemanno nello specifico, cioè) del tutto verosimile, ma che non possa cogliere, proprio per la strumentazione che adotta, quel ribollire ai piedi della politologia (e di Alemanno che si affaccia dal balcone)? Mi pare che, in particolare in Alleanza Nazionale e nel suo ceto dirigente, si segnali un abisso diciamo tra "partito legale" e "partito reale" che non potrà che acuirsi adesso che c'è il PdL. Cosa succede veramente a destra? Accanto a esperienze culturalmente interessanti - anche se da me politicamente non condivise - come "casa Pound" o il "Foro 753", mi pare che ve ne siano altre, a Roma, molto più inquietanti e che non si risolvono semplicemente con un buffetto rabbonitore; sono, sì, lunatic fringes che politicamente non contano nulla - ma forse sono in grado di imprimere una direzione preoccupante all'atmosfera culturale e sociale della città?
Con stima,
Gabriele Guerra
Benvenuto Gabriele! E grazie per il tempo che mi ha dedicato.
Quel che lei dice non è sbagliato.
Tutto è possibile. Le mie sono solo opinioni e valgono quanto quelle di altri.
Tuttavia mi permetto di insistere: credo che il collante del potere sia più forte di ogni altra cosa. Ovviamente in una democrazia (del benessere, o quasi), come la nostra, che ammette informalmente naturali "valvole di sfogo" simboliche (dal saluto romano al centro sociale) per quelle "fringes" di cui sopra
Un cordiale saluto,
Carlo
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