D'Alema e Berlusconi rischiano di finire per assomigliarsi come due gocce d'acqua... Il che, se provato, potrebbe essere il colpo di grazia definitivo per quel che ancora resta dell' immagine "di uomo di sinistra" del notabile diessino. Certo, a prima vista, la nostra, può apparire una provocazione. Soprattutto se si pensa ai miliardi posseduti dal proprietario di Mediaset e alle differenti formazioni culturali. Eppure, l’intervista concessa ieri, da D’Alema, al Corriere della Sera, fa scoprire come il vicepremier stia adottando lo stesso stile retorico e politico di Berlusconi… Basta rileggerla con attenzione. Ma facciamo subito qualche esempio.
D’Alema, come Berlusconi, ribadisce, che “il profilo internazionale dell’Italia si è molto rafforzato”. Che modestia in stile Arcore! Visto che è lui Ministro degli Esteri…
D’Alema, come Berlusconi, teme i giudici. Infatti, ritiene, che sia “in atto una crisi della credibilità delle politica, che tornerò a travolgere il paese con sentimenti come quelli che negli anni 90 segnarono la fine della prima Repubblica”. Che c’è sotto?
D’Alema, come Berlusconi, dichiara di detestare il famigerato teatrino, o “chiacchiericcio” della politica: “Qualche volta si cerca di coinvolgermi, attribuendomi frasi che non ho mai detto. Se potessi dare un consiglio amichevole ai giornalisti direi: non fidatevi dei politici che alzano il telefono e vi rivelano i ‘retroscena’. Spesso sono bugie che vengono messe in circolazione per colpire qualcuno e favorire qualcun altro”. Pura antipolitica berlusconiana, e neppure di quella buona…
D’Alema, come Berlusconi, chiede “rigore, giustizia sociale e competitività”. Il vecchio mantra forzaitaliota…
D’Alema, come Berlusconi, vuole “aumentare le pensione più basse”. Perché, aggiunge, “penso ai tanti anziani, spesso soli, che sopravvivono con 400 euro al mese”… Come se questo fosse l’unico problema degli anziani soli…
D’Alema, come Berlusconi, ammonisce i sindacati: “ Oggi… il sindacato è molto più focalizzato sulla tutela degli interessi legittimi, ma di natura particolare”. Come dire: cari Epifani, Bonanni, Angeletti, Polverini non tirate troppo la corda…
D’Alema, come Berlusconi, vuole “il rafforzamento dell’esecutivo”. Stesso decisionismo.
D’Alema, come Berlusconi, non ama i rivali interni: a Prodi ricorda “ che ha annunciato che col finire della legislatura lascerà…”. Mentre a Veltroni, che “la fiducia che i cittadini hanno verso di lui è una cosa importante, però nello stesso tempo bisogna avere al fiducia della classe dirigente perché governare non è un’impresa solitaria. A Walter - conclude D’Alema - mi sono sempre permesso di consigliare calma e prudenza, di non mettersi nella mani frettolose di qualche king maker”. Uomo avvisato mezzo salvato…
Una provocazione, la nostra? Può darsi. Ma le somiglianze di stile retorico e politico tra D’Alema e Berlusconi, come abbiamo cercato di evidenziare, sembrano veramente inquietanti. E meritano una riflessione “ulteriore”, alla quale invitiamo i nostri lettori.
D’Alema, come Berlusconi, ribadisce, che “il profilo internazionale dell’Italia si è molto rafforzato”. Che modestia in stile Arcore! Visto che è lui Ministro degli Esteri…
D’Alema, come Berlusconi, teme i giudici. Infatti, ritiene, che sia “in atto una crisi della credibilità delle politica, che tornerò a travolgere il paese con sentimenti come quelli che negli anni 90 segnarono la fine della prima Repubblica”. Che c’è sotto?
D’Alema, come Berlusconi, dichiara di detestare il famigerato teatrino, o “chiacchiericcio” della politica: “Qualche volta si cerca di coinvolgermi, attribuendomi frasi che non ho mai detto. Se potessi dare un consiglio amichevole ai giornalisti direi: non fidatevi dei politici che alzano il telefono e vi rivelano i ‘retroscena’. Spesso sono bugie che vengono messe in circolazione per colpire qualcuno e favorire qualcun altro”. Pura antipolitica berlusconiana, e neppure di quella buona…
D’Alema, come Berlusconi, chiede “rigore, giustizia sociale e competitività”. Il vecchio mantra forzaitaliota…
D’Alema, come Berlusconi, vuole “aumentare le pensione più basse”. Perché, aggiunge, “penso ai tanti anziani, spesso soli, che sopravvivono con 400 euro al mese”… Come se questo fosse l’unico problema degli anziani soli…
D’Alema, come Berlusconi, ammonisce i sindacati: “ Oggi… il sindacato è molto più focalizzato sulla tutela degli interessi legittimi, ma di natura particolare”. Come dire: cari Epifani, Bonanni, Angeletti, Polverini non tirate troppo la corda…
D’Alema, come Berlusconi, vuole “il rafforzamento dell’esecutivo”. Stesso decisionismo.
D’Alema, come Berlusconi, non ama i rivali interni: a Prodi ricorda “ che ha annunciato che col finire della legislatura lascerà…”. Mentre a Veltroni, che “la fiducia che i cittadini hanno verso di lui è una cosa importante, però nello stesso tempo bisogna avere al fiducia della classe dirigente perché governare non è un’impresa solitaria. A Walter - conclude D’Alema - mi sono sempre permesso di consigliare calma e prudenza, di non mettersi nella mani frettolose di qualche king maker”. Uomo avvisato mezzo salvato…
Una provocazione, la nostra? Può darsi. Ma le somiglianze di stile retorico e politico tra D’Alema e Berlusconi, come abbiamo cercato di evidenziare, sembrano veramente inquietanti. E meritano una riflessione “ulteriore”, alla quale invitiamo i nostri lettori.
11 commenti:
Siamo un paese allo sfascio. Tra costi moltiplicati della politica (ormai quasi mezzo milione di persone vivono solo di questo cfr. Mezzo milione di italiani vive di politica” in La Repubblica del 14 aprile 2007), inefficienza di gran parte dell'amministrazione pubblica, dismissione di aziende o crack finanziari, stato comatoso di scuole e università, esternalizzazioni e delocalizzione, criminalità dilagante e giustizia alla paralisi, stipendi ormai insufficienti e indebitamento inesorabile verso un sistema bancario onnivoro.
D'Alema ormai fa discorsi autoreferenziali e non sa neppure lui cosa veramente vuole di diverso per l’Italia rispetto al centro destra moderato di Berlusconi.
Fa parte di una classe dirigente di questo paese che non si leverà mai di mezzo. Che ha governato questo paese, dagli anni ottanta in poi, e portano la responsabilità dell'inesorabile declino economico italiano. E gli italiani che li hanno votati (sottoscritto compreso) sono altrettanto colpevoli, per avere loro consentito di continuare a malgovernare la loro economia.
Il resto è conversazione da bar.
Raramente nel merito mi trovo d'accordo con il compagno Massimo, però secondo me "tecnicamente" è uno dei migliori (e ho detto tutto!).
Carlo, dici che D’Alema, come Berlusconi, chiede “rigore, giustizia sociale e competitività”. Ma quando mai Berlusconi ha chiesto rigore (forse ha chiesto il rigore) e giustizia sociale? E D'Alema quando ha chiesto giustizia sociale?
Ed un'ultima fondamentale domanda che attanaglia tutto il popolo cinghios... ma Polverini chi è ?
un saluto
Grazie Francesco dell'interessante e appassionata riflessione.
Ciao,
Carlo
Grazie Cinghios.
Renata Polverini è l'attuale segretaria della Ugl (già Cisnal) è giovane, combattiva e intelligente. Meritava la citazione, anche perché i telegiornali, spesso la snobbano.
Ciao
Carlo
D'Alema copia Berlusconi? Allora riprendiamoci l'originale, è meno antipatico, meno supponente, meno lontano da molti di noi che lavoriamo e fatichiamo, baffino fa parte di quella razza fortunata che non si è mai dovuta sudare nulla, smpre dalla parte "giusta", di riffa o di raffa a coloro è permesso tutto, a noi non si perdona nulla, manco a Berlusconi, lo preferisco
D'Alema imita Berlusconi? Allora meglio tenersi l'originale , piuttosto che mandare d'Alema a Palazzo Chigi. Berlusca è sicuramente meno antipatico e meno lontano da noi gente comune. Certi personaggi hanno avuto tutto su un piatto senza fare una ora di sudato lavoro, bastava essere in una certa "cordata" politicamente corretta. A noi gente comune tocca sudare tutto e niente ci viene perdonato. Berlusconi, pur se ricchissimo ci è più vicino.
Prendo atto. E la ringrazio.
Carlo
Ciao Carlo,
sì lo so la domanda era ironica. A me pare che ultimamente a questi dell'UGL diano fin troppo spazio. Per il primo maggio nei principali TG han fatto un servizio di durata simile uno per tutta CGIL-CISL-UIL e uno per la manifestazione dell'UGL (sembravano veramente pochi, ma quanti iscritti hanno?) a Bologna. Va beh? forse sono prevenuto, devo riconoscere che almeno televisivamente il personaggio è "riuscito".
Sono andato fuori tema, mi fermo.
ciao
Grazie Cighios,
In effetti il TG2, la sponsorizzicchia, come direbbe Totò.
Soprassediamo? Massì.
Ciao,
Carlo
Mah. Premetto che Berlusconi è qualcuno e D'Alema è uno dei tanti.
Comunque la somiglianza trai due è dovuta al fatto che ormai Berlusconi non ha più nulla da dire. La sua spallata liberale aveva senso come argine alla deriva comunista che si rischiava nel 1994. Ora B. ha perso smalto e effettivamente può sembrare un politico qualunque come D'Alema.
Quando avremo un vero leader?
Se penso alla possibilità di un Veltroni (che è l'antileader, l'antieroe per eccellenza), penso che comunque al peggio non c'è mai limite e allora è meglio tenerci D'Alema e Berlusconi, zoppicanti come sono.
Comunque è davvero deprimente la mancanza di talento politico.
Manca il coraggio. Mancano le idee.
Manca il talento.
E' per questo che la politica oggi mi annoia. Mi annoia molto.
un saluto a Carlo!
Ho ascoltato Berlusconi anche ieri dopo la partita del Milan.
Ha perso lucidità anche nei commenti calcistici, che sono stati sempre il suo forte.
Ha fatto il suo tempo. E non se ne accorge.
Rischia di fare la fine delle tante cariatidi rincoglionite che ciarlano a sproposito e in continuazione nel nostro paese.
Grazie, Antonio, del "doppio" commento.
Che dire. Ammetto, che pure per me, che ci sono dentro fino al collo, come osservatore s'intende, la politica (quella italiana in particolare) spesso mi annoia.
Un caro saluto,
Carlo
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