venerdì, aprile 13, 2007

Meta (political)comics: Il buono, brutto e il cattivo: Strada, Prodi e D'Alema

Il buono, il brutto e il cattivo, il più celebre spaghetti-western, diretto Sergio Leone, fu scritto dalla premiata ditta Age & Scarpelli, Vincenzoni. Questo per la cronaca e per i cinefili… Ma quali sono gli autori dell’altro film, quello con Mastrogiacomo e compagni di sventura (purtroppo…)? Sempre un film-spaghetti, ma non western. Benché pure l’Afghanistan sia roccioso e desertico come quelle zone assolate della Spagna , dove Leone girò il film.
Sugli autori un’indicazione l’ha data D’Alema, “il cattivo”: noi (il governo) abbiamo trattato con i sequestratori afghani, proprio come Berlusconi trattò, a suo tempo, con quelli iracheni. Bene, bravo sette più… Per la serie, come scaricare tutte le colpe sul Cavaliere e vivere felici… Troppo comodo. E poi ne siamo proprio sicuri? Berlusconi, da uomo d’affari, ne sarebbe uscito meglio. E di sicuro ai Talebani, avrebbe venduto anche un pezzo di deserto finto con le palme di plastica. Magari in Sardegna, vicino a uno dei suoi trentotto villoni… E invece, siamo qui a piangere l’interprete. Sì, D’Alema è decisamente il cattivo. I suoi baffetti sono molto diversi da quelli spioventi di Lee Van Cleeff, ma lo sguardo quasi quasi…
Poi c’è il Prodi, il “brutto”. E come non può esserlo con quel “capoccione”, e quella perenne espressione da passeggero incazzato, diretto in periferia ( e probabilmente tirchio), appena rifiutato dai tassisti alla stazione. Vabbé questa è un’altra storia… E che fa Prodi? Prima tratta, poi minaccia Dopo si rimangia tutto. E ora tace. Meglio così. Perché Mortadella spesso parla troppo e a sproposito, come il (brutto) messicano del film di Leone, interpretato da Eli Wallach. Il quale, diciamo la verità, nel film era molto più bello di Prodi… E poi il sombrero è sempre il sombrero… E, nel caso, per Prodi servirebbe una misura extra-large. Comunque sia, il professore, pure questa volta ha fatto casino. E noi siamo qui a piangere l’interprete…
Poi c’è Gino Strada, il “bello”. Oddìo, diciamo, bello dentro: nell’anima. Dunque "buono". Soprattutto per quella vita che ha scelto di fare. Un Clint Eastwood, senza pistola, ma che sfida il mondo a colpi di flebo. E per fortuna, pure lui ha il grilletto, pardon, la flebo facile, proprio come Clint. Ci piacerebbe averlo per amico.
Ora, una domanda, al brutto e al cattivo: ma come, Strada, vi aiuta a liberare Mastrogiacomo, e voi lasciate che gli mettano dentro un suo stretto collaboratore? Invece di prodigarvi ( tra l’altro si tratta sempre di un povero Cristo finito ingiustamente in gattabuia), vi girate dalla parte delle telecamere. E vi fate belli, dopo aver incaricato Strada del lavoro, magari sporco? Vergogna. E infatti Strada-Eastwood, che non è fesso, li ha massacrati pubblicamente. Ottimo. Vai forte Gino.
Ora, speriamo solo di non dover piangere, oltre all’interprete, anche il collaboratore di Strada. Diciamo pure che il duello finale fin qui lo ha vinto Gino-Clint, e alla grande… Magari senza il cappellone da cow-boy, ma con la sciarpetta, dai colori della pace. E la flebo nella fondina…
Per il resto un brutto film. E fin quando resteremo in Afghanistan, chissà quanti altri ancora ne dovremo vedere…

9 commenti:

roberto buffagni ha detto...

Oltre che cattivo, D'Alema è pure coglione, e inciampa nel suo machiavellismo come quei calciatori che dribblano anche se stessi.

Ha incaricato Strada perchè così
a) tappava la bocca a Rifondazione
b) se andava male, non era colpa sua
c) se andava bene, era merito suo, e si rendeva simpatico anche ai fans di Strada, che sono sempre bei voti

Però, che succede?
I talebani chiedono 15 prigionieri.
Trattativa con Karzai (cioè con gli americani). Risposta: "Siete matti?"
I talebani fanno fuori l'autista.
I nostri (si fa per dire) spingono l'acceleratore con Karzai (gli americani) e gli dicono che se lui non molla, gli casca il governo e le truppe italiane tornano a casa, perchè i cattivi di Rifondazione votano contro la missione afghana.
Karzai (gli americani) ne molla cinque: "Basta così, eh?"
I talebani rilasciano Mastrogiacomo, e ricordano che al saldo mancano ancora cinque prigionieri (15: 3 = 5)
I nostri ringraziano, festeggiano, e se ne fregano, naturalmente, dell'infelice interprete, il quale si ritrova di una testa più corto.

Karzai è furibondo per l'umiliazione subita (va bè fare il burattino per gli Usa, ma anche per l'Italia? C'è un limite a tutto) e consultatosi col padrone, vede di dare una lezioncina agli spaghetti: ti arresta il mediatore afghano di Emergency. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Strada finalmente capisce con chi si è messo, capisce di aver dimostrato a se stesso e al mondo di essere un irrimediabile coglione, di quelli che ancora credono che la sinistra è meglio perchè cià i valori umanitari, e si incazza. Non è mai troppo tardi, Gino, per capirci qualcosina di politica.
E mentre studia per l'esame di maturità, coglie l'occasione per sparare a zero su D'Alema, al quale auguro tutto il male possibile, e su Prodi, al quale auguro tante altre belle sedute spiritiche.
Cordialmente, RB

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie Roberto!
Carlo

mario ha detto...

Manganellano i tifosi inglesi e ci spernacchiano in europa con tanto di nota diplomatica, fanno multe e manganellano i commercianti cinesi e si muove ambasciata e ministero degli esteri con tanto di dichiarazione che certe cose non si fanno.
Andiamo con uno dei nostri in Afghanistan, che riesce a parlare con gli uni e gli altri curando gente senza chiedere nulla, e cosa succede? dobbiamo scappare perchè possono arrestarlo!
Direi un grande paese. Compreso il sempre abbronzato Fini, che non ho ancora capito cosa avrebbe voluto fare in quella situazione.

ernesto scontento ha detto...

OT.

Carlo per caso in libreria ho trovato un libro appena uscito di Francesco Alberoni “ LEADER E MASSE” Rizzoli €. 15,00.

Ti confesso che per me che sono un autodidatta e, che mi sto avvicinando anche alle letture di tipo sociologico e, molto interessante.

Riesco a caoire le cose in maniera semplice, e dopo che le ho capite mi sembrano cosi banali che mi domando perché non ci ho pensato prima? E cosi evidente?

Ma non è per questo che te lo segnalo, quello che per me e nuovo per te che sei un addetto ai lavori, magari tabto nuovo non è.

Il motivo della mia segnalazione è che Alberini afferma che neanche i sociologhi anno mai evidenziato alcuni particolari che alimentano le masse anzi sostiene che Gustave Le Bon ha creato parecchia confusione.

Sostiene anche che le rivoluzioni accadono quando i vincoli solidaristici fra individui vengono meno.

Sono a meta vediamo se il libro avrà lo stesso Pathos andando avanti.

Se per caso lo leggi fammi sapere cosa ne pensi ( Onestamente io Alberoni non lo avevo mai letto).

PS: se ai qualche libro di socilogia da consigliarmi che sia tuttora in libreria, i consigli sono ben accettati.

Carlo Gambescia ha detto...

Concordo, Mario. Che amarezza... Ciao,
Carlo

Grazie Ernesto. Ottima scelta. L'ho recensirò, credo, la prossima settimana...
Per i consigli, puoi dare un' occhiata alle sezioni "Il libro della settimana e "Riletture" (fino a ottobre 2006).
Ciao,
Carlo

amaryllide ha detto...

io invece volevo chiederti se avevi sentito parlare di questo libro:
Bruno Arpaia
Per una sinistra reazionaria
Guanda, 2007

Carlo Gambescia ha detto...

Ciao Amarillyde.
Sì l'ho letto. Non è un granché. La conoscenza di Arpaia del pensiero di destra è superficiale. Inoltre,il vero problema è che non affronta il problema del politico, come conflitto e individuazione del nemico. Per lui la politica è "solo" dibattito pubblico... Infine crede che il collegamento tra politica e società sia di tipo simbolico. Il che è vero, ma solo in parte. Esistono anche i rapporti di forza... Non bastano le "idee", magari prese a destra, e ben presentate per "vincere"...
E qui ritorniamo alla sua visione riduttiva della politica come dibattito pubblico...
Penso di recensirlo.
Carlo

Anonimo ha detto...

Veramente della sceneggiatura di Agenore e Scarpelli hanno dovuto buttare via tutto perchè faceva cagare.L'ha riscritta Leone

Carlo Gambescia ha detto...

Grazie della precisazione.
Carlo